1001 album

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1001 album (o 1001 dischi), libro di riferimento sulla musica.

Citazioni[modifica]

  • Bob Marley, i Black Sabbath e Bart Simpson? Metteteli insieme e forse otterrete i Red Hot Chili Peppers. (2008, p. 662)
  • È un cocktail tipico dei Chili. In Mother's Milk del 1989 il gruppo aveva messo a punto una miscela di hard rock, funk e canzoni efficaci. Serviva solo un successo. E arrivò con "Under The Bridge", il peana all'eroina di Anthony Kiedis animato dalla chitarra straziante di John Frusciante. Fruttò all'album sette milioni di copie vendute negli Stati Uniti [...]. Altrove ci sono pensieri incentrati perlopiù sul sesso, rafforzati dal basso rimbombante di Flea e dalla batteria inarrestabile di Chad Smith. Tra i pezzi di spicco, la viziosa "Suck My Kiss" e "My Lovely Man", tributo allo scomparso predecessore di Frusciante Hillel Slovak. Rubin chiese anche una canzone su "ragazze e auto". Pur disprezzata da Kiedis, "The Greeting Song" è una delle diciassette ragioni per salire sulla giostra di Blood Sugar Sex Magik. Fatelo subito. (2008, p. 662)
  • Furono cinque ragazzi della classe operaia a riaccendere la scena e a ridefinire il paesaggio musicale. Gli Oasis non ebbero un'infanzia vera e propria. Vomitati dalle strade di Manchester, sembravano già maturi. A tutt'oggi, Definitely Maybe è ancora il loro album più coerente, emozionante e fresco. (2008, p. 732)
  • Gli Oasis sono i carri armati Sherman dell'industria musicale. Affidabili, sempre devastanti e comunque poco raccomandabili. (2008, p. 732)
  • Tutt'altro che rivoluzionario: il sound e l'ironia dei Green Day erano quelli dei Ramones e Sex Pistols. Il cantante Billie Joe Armstrong fa persino un debole tentativo di cantare con accento inglese. Ma i Green Day si differenziano dalla scena punk britannica perché resero il punk un'ordalia da monelli scevra da pretese politiche rivoluzionarie pur conservandone la ribellione. (2008, p. 751)
  • The Bends è il loro capolavoro rock. Non avendo ancora esplorato appieno le seduzioni dell'elettronica, sfornarono una raccolta di canzoni dall'identità sprezzante eppure fragile e, soprattutto, in grado di scuotere profondamente ogni stadio. Ogni traccia richiede attenzione, ognuna è sufficientemente solida da essere riproposta dai busker, cantata dolcemente in versione acustica, oppure suonata fino allo sfinimento da una band in piena regola. (2008, p. 762)
  • Mentre il sound rimaneva legato al loro distintivo stile funk, Californication rivelava un aspetto più melodico e serio della band. Con la maggior parte dei "peperoncini" che viaggiava ormai verso i quaranta, i riferimenti a matrimonio e figli riflettono un cambiamento delle priorità. La title track getta uno sguardo impietoso su Hollywood e sul mondo uniformato dell'arte e della cultura in California. Dal punto di vista musicale, l'album include più canzoni vicine alla alla ballata, come "Porcelain" e "Road Trippin'", sature di chitarre, benché la band non disconosca le proprie origini funk/punk in tracce più movimentate come "I Like Dirt" e "Get On Top". Californication svela anche nuovi aspetti del talento vocale di Anthony Kiedis. Californication restituì ai Red Hot Chili Peppers molti dei loro vecchi fan grazie a un notevole miglioramento della forma, mentre al contempo attirava a sé un'intera generazione di nuovi ammiratori. (2008, p. 856)
  • Essere la prima band dai tempi degli U2 in grado di conquistare il mercato inglese, sfondare in America e allo stesso tempo accaparrarsi una bella attrice vincitrice di un Oscar era tutto parte di un piano abilmente concepito? Poco probabile. Anche all'ascolto più superficiale, l'esordio dei Coldplay non presenta traccia di cinismo. Sicuramente ambizione, speranza e addirittura desiderio si confondono nelle rasoiate di chitarra e nei toni in falsetto. Tuttavia, il fascino della band, nata allo Universal College di Londra, risiede nella totale passione per la musica, al di sopra di qualsiasi cosa. (2008, p. 873)
  • Ritmi contagiosi, batteria esplosiva, ritornelli irresistibili, riff spavaldi e un cantante idolo delle ragazze – e non sono i Bon Jovi! Provate a rimpiazzare le bandane con le cravatte e a parlar male dell'amore: otterrete i Killers. (2008, p. 928)
  • I Muse hanno il senso del ridicolo. La convinzione con cui spacciano astrusi concetti cospiratori ricorda le atmosfere di X Files. (2008, p. 937)
  • Arrivati in cima alle classifiche grazie al carattere e alla convinzione, gli Arctic Monkeys sono stati la band con il maggiore impatto sulla musica britannica dai tempi degli Oasis. Nata e cresciuta a Sheffield, la formazione è profondamente caratterizzata dall'accento della regione mineraria dell'Inghilterra settentrionale. (2008, p. 938)

Bibliografia[modifica]

  • 1001 dischi. I capolavori della musica pop-rock internazionale (1001 Albums You Must Hear Before You Die), a cura di Robert Dimery, traduzione di F. Caporale, A. Carrà, S. De Franco, E. Tancon e M. Venturi; Atlante S.r.l., 2008. ISBN 978-88-7455-040-1

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