Alan Dean Foster

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Alan Dean Foster nel 2007

Alan Dean Foster (1946 – vivente), scrittore statunitense.

Alien[modifica]

Incipit[modifica]

Sette sognatori.
Non si trattava però di sognatori professionisti. I sognatori professionisti sono persone di talento, ben pagate, rispettate, molto ricercate. Come la maggior parte di noi, questi sette sognavano senza determinazione né disciplina. Il sognare dei professionisti, in modo che i sogni possano essere registrati e poi riprodotti per il divertimento degli altri, è una questione molto più impegnativa. Richiede la capacità di controllare gli impulsi creativi semiconsci e di stratificare l'immaginazione, una combinazione raggiungibile con estrema difficoltà. Un sognatore professionista è contemporaneamente l'artista più organizzato e quello più spontaneo. Un sottile tessitore di congetture, non una persona semplice e goffa come voi o come me o come questi sette sognatori.

Citazioni[modifica]

  • Idioti! Non vi rendete ancora conto di quello con cui avete a che fare. L'alieno è un organismo organizzato in modo perfetto. Con una struttura superba, astuto, estremamente violento. Con le vostre capacità limitate, non avete nessuna possibilità contro di lui. (p. 200)
  • Come si fa a non ammirare la sua semplice simmetria? Un parassita multispecie, in grado di vivere sfruttando qualsiasi forma di vita che respiri, indipendentemente dalla composizione atmosferica in questione. Capace di rimanere in letargo per periodi indefiniti, nelle condizioni più sfavorevoli. Il suo solo scopo è quello di riprodurre la propria specie, un fine che persegue con efficienza suprema. Nell'esperienza del genere umano non c'è niente che gli stia a paragone.
    I parassiti che gli uomini sono abituati a combattere sono zanzare, minuscoli artropodi ed esseri simili. Per quanto riguarda la violenza e l'efficienza, rispetto a loro, questa creatura è quello che l'uomo è rispetto al verme per intelligenza. Non sapete nemmeno da che parte cominciare per combatterlo. (p. 200)

Incipit di alcune opere[modifica]

Alien3[modifica]

Brutti sogni.
Strana cosa, gli incubi. Sono come una malattia ricorrente. Una malaria della mente. Proprio quando pensi di averli sconfitti si ripresentano, cogliendoti di sorpresa quando sei completamente rilassato, quando meno te lo aspetti. E non c'è niente da fare. Proprio niente. Niente pillole, pozioni, iniezioni ad effetto retroattivo. La sola cura è un bel sonno profondo, ma proprio questo genera e alimenta la malattia.

Aliens scontro finale[modifica]

Due sognatori.
Non erano poi gran che diversi l'uno dall'altra, a parte le debite distinzioni. Uno era piuttosto piccolo, l'altra più grossa. Una era femmina, l'altro maschio. La bocca della prima conteneva un misto di denti taglienti e no, ad indicare chiaramente che era onni­vora, mentre l'apparato mascellare dell'altro era concepito esclusivamente per tagliare e penetrare. Discendevano entrambi da una razza di assassini. Era un impulso genetico che la specie della sognatrice aveva imparato a tenere a freno. Il sognatore invece era rimasto a uno stadio selvaggio.

Il mistero del Krang[modifica]

Flinx era un mariuolo provvisto di una morale, poiché rubava soltanto ai ladri. E anche così, soltanto quand'era assolutamente necessario. Be', forse non assolutamente. Ma si sforzava. A causa dell'ambiente in cui viveva, la sua morale era molto elastica. Quando uno vive solo e non ha ancora raggiunto la diciassettesima estate, bisogna pure concedergli qualcosa.

Lui[modifica]

Lui sorse dall'abisso e dagli eoni, e non ne faceva parte. Molto, molto tempo prima, la Sua stirpe era passata dal mondo, ed era meglio così per il mondo, perché Loro erano le creature più terribili che mai avesse prodotto la Natura.
Ma Lui sopravviveva, ultimo della Sua stirpe, reliquia del tempo in cui Loro avevano dominato il mondo. Era vecchio, adesso, tremendamente vecchio, ma sulla Sua stirpe la vecchiaia non influiva molto. Era rimasto solo a infestare il regno delle tenebre e delle immani pressioni, ma ora qualcosa Lo spingeva inesorabilmente a risalire, qualcosa celato all'interno del superbo motore, che era Lui stesso, Lo sospingeva verso la luce, qualcosa che né Lui né alcun altro poteva capire.
Due uomini morirono.

Terra di mezzo[modifica]

Mondo senza nome.
Era verde.
Verde e gravido.
Giaceva supino in un mare di giaietto sibilante, come uno smeraldo suppurante nell'oceano dell'universo. Non ospitava la vita. Sulla sua superficie la vita esplodeva, prorompeva, si moltiplicava e prosperava, al di là di ogni possibilità dell'immaginazione. Da un suolo così ricco che quasi viveva anch'esso, un magma verdeggiante sgorgava per inondare la terra.
Ed era verde. Oh, era di un verde così vivo da avere una nicchia tutta sua nella gamma dell'impossibile: un verde invadente, onnipresente, onnipotente.
Il mondo di un dio clorofillaceo.

Bibliografia[modifica]

  • Alan Dean Foster, Alien, traduzione di Pierluigi Cecioni, Fabbri editore, 1979.
  • Alan Dean Foster, Alien3, traduzione di Sofia Mohamed Hagi Hassan, Sonzogno, 1992.
  • Alan Dean Foster, Aliens scontro finale, traduzione di Roberto C. Sonaglia, Sonzogno, 1986.
  • Alan Dean Foster, Il mistero del Krang, traduzione di Gianpaolo Cossato e Sandro Sandrelli, Editrice Nord, 1975.
  • Alan Dean Foster, Lui, traduzione di G. Rosella Sanità e Beata Della Frattina, in "Il dilemma di Benedetto XVI", Mondadori, 1978.
  • Alan Dean Foster, Terra di mezzo, traduzione di Roberta Rambelli, Editrice Nord, 1977.

Film[modifica]

Altri progetti[modifica]

Opere[modifica]