Ananda Coomaraswamy

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Ananda Coomaraswamy in una foto del 1916

Ananda Coomaraswamy (1877 – 1947), storico dell'arte singalese.

Citazioni di Ananda Coomaraswamy[modifica]

  • A prima vista, l'idea di una creazione completa "fin dall'inizio" sembra opporsi alla origine constatata della specie in tempi successivi. Ma "in principio" non significa soltanto all'inizio, in senso temporale, bensì anche "in Principio", cioè in una sorgente ultima precedente a tutte le cause seconde, né anteriore né posteriore al supposto inizio del loro operare. Come dice Dante: "né prima, né poscia procedette, lo discorrer di Dio sovra quest'acque"; o come dice Filone: "In quel tempo tutte le cose furono presenti in maniera simultanea"; […] e Jacob Bohme: "Si ebbe un inizio senza fine"; [...] e Meister Eckart: "Dio crea il mondo tutto intero ora, in questo istante". [...] Secondo Jalal al-Din Muhammad Rumi: "A ogni istante tu in questo istante muori e resusciti. [...] Maometto ha detto che questo mondo non è che un attimo. [...] A ogni istante il mondo è rinnovato, la vita arriva sempre nuova, come l'acqua del ruscello: [...] L'inizio che è pensiero, si realizza nell'azione; sappi che in questa guisa fu la costruzione del mondo nell'eternità".[1]
  • Chi ha compreso il declino e il crollo della civiltà occidentale riconoscerà in Nietzsche colui che ha risvegliato la coscienza dell'Europa.[2]
  • Molti sono i sentieri che conducono alla vetta dell'unico e identico monte; le differenze tra questi sentieri sono tanto più visibili quanto più in basso ci si trova, ma esse svaniscono arrivando alla vetta. […] Chi continua a girare intorno al monte in cerca di altri sentieri non sale alla vetta. Non avviciniamoci mai ad un altro fedele per chiedergli di diventare "uno di noi"; avviciniamoci invece a lui con rispetto dovuto a uno che è già dei "Suoi", che è già di "Colui che è" e dalla cui invariabile bellezza ogni essere contingente dipende.[3]
  • Quale diritto naturale dell'uomo, quale virtù soprannaturale, quale Cristo disceso dai cieli non è stato calpestato? Tutto ciò che si è letto o udito sulla barbarie dei pagani, è stato superato dai conquistatori cristiani.[4]
  • Se in un certo modo si può dire che il Buddha fu un riformatore, egli lo fu solo nel senso etimologico della parola: il Buddha è disceso dal Cielo non per portare un nuovo ordine, ma per restaurare l'ordine antico. Se Il suo insegnamento è «perfetto e infallibile», è perché ha penetrato completamente la Legge Eterna (akalika dharma) e ha verificato egli stesso ogni cosa in Cielo e in Terra. Il Buddha denuncia come una vile eresia l'affermazione che egli insegna «una sua filosofia».[5]Non vi sono mai stati veri saggi che siano venuti per distruggere; sono sempre venuti per compiere la Legge.[6]

Note[modifica]

  1. Da Sapienza orientale e cultura occidentale, Rusconi, Milano, pp. 134-135. Citato in Adriana Mazzarella, Alla ricerca di Beatrice. Dante e Jung, Edizioni Edra, Milano, 2017, p. 470. ISBN 978-88-214-4070-0
  2. Da La visione cosmopolita di Nietzsche, in La danza di Śiva, traduzione di Giampiero Marano, Adelphi, Milano, 2011, p. 225.
  3. Da Sapienza orientale e cultura occidentale, Rusconi, Milano, p. 74. Citato in Adriana Mazzarella, Alla ricerca di Beatrice. Dante e Jung, Edizioni Edra, Milano, 2017, p. 510. ISBN 978-88-214-4070-0
  4. Da Sapienza orientale e cultura occidentale, Rusconi, Milano, p. 94. Citato in Adriana Mazzarella, Alla ricerca di Beatrice. Dante e Jung, Edizioni Edra, Milano, 2017, p. 510. ISBN 978-88-214-4070-0
  5. Da Majjhima Nikaya, I, 68 s. Cfr. Induismo e Buddismo, p. 66, nota 5.
  6. Da Il Buddhismo, Introduzione, in Induismo e Buddismo, Rusconi, Milano 1994, pp. 66-67. ISBN 88-18-70053-7

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