Occidente

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Il Cavallo di Troia, come raffigurato sul Vaso di Mykonos

Citazioni sull'Occidente e su ciò che è occidentale inteso come civiltà occidentale.

Citazioni[modifica]

  • All'occidente e solo all'occidente è toccata la grazia di nascere nel segno di un cosmo compiuto in cui arte e religione sono una cosa sola, nel cosmo delle epopee di Omero. (Hans Urs von Balthasar)
  • Arriviamo al punto finale. Perché è evidente che a partire dalla concezione della Nato, alla nuova fratellanza con Putin, all'isolazionismo protezionista americano, al primitivo immaginario europeo di Trump, è lo stesso concetto di Occidente che uscirà modificato, menomato e probabilmente manomesso da quest'avventura. E l'Occidente, come terra della democrazia delle istituzioni e della democrazia dei diritti, è ciò che noi siamo, o almeno ciò che vorremmo essere. (Ezio Mauro)
  • Hai capito perché tutto l'Occidente vive in un'area di beneficio? Perché sta rubando otto decimi dei beni del resto del Mondo. (Silvano Agosti)
  • I piccoli leader che vanno di moda in occidente si somigliano come gocce d'acqua. Hanno in comune una inconsistenza che traspare dai loro volti incolpevoli. Non hanno stoffa perché non hanno storia e se l'avessero si sentirebbero spaesati. (Luigi Pintor)
  • Il tenore di vita dell'Occidente non è morale. (Vittorio Hösle)
  • Il tramonto dell'occidente è il compiersi di un senso racchiuso nella parola che dice: terra della sera, occasum, ultimo bagliore di quella luce che, sorta nell'aurora del mattino, ha signoreggiato il giorno. La parola esprime un destino a cui non non ci si può sottrarre. Il sole non si può fermare. Il tramonto è inevitabile. L'occidente è la terra destinata a ospitare questo tramonto. Ma qual è il senso custodito dalla parola? Tramontare è l'inevitabile declinare della luce o è l'inconsapevole sottrarsi della terra alla luce? Cogliere il senso di questa domanda è decidersi per un'attesa o per una scelta. (Umberto Galimberti)
  • In contrasto con le propensioni dei suoi avversari per l'assolutismo, la cultura «occidentale» o «democratica» o «pluralista» possiede tra le sue caratteristiche quella di non ritenersi perfetta ed essere costantemente immersa in un processo segnato da discussioni e correzioni di tiro, e spesso da indecisione e disorientamento. (Robert Conquest)
  • In Occidente noi viviamo in una specie di assurdo millenario compiacimento. Siamo persuasi di essere non solo i pili bravi, i più belli, i più buoni, i più tutto, ma anche i prescelti degli dèi, i possessori delle chiavi del mondo. Pensiamo che il cristianesimo sia talmente superiore a qualsiasi altra forma di vita spirituale che, al suo mero apparire sull'orizzonte, tutti debbano abbracciarne gli insegnamenti con entusiasmo. Questo atteggiamento costerà nel futuro non solo gigantesche delusioni, ma sangue e miseria senza fine. (Fosco Maraini)
  • L'aggettivo nell'espressione "civiltà occidentale" non ha valore di sostantivo: ha un valore soltanto geografico e tutto quello che ci permette è di guardare con occhio fisso, ma inespressivo, i punti cardinali. (Giorgio La Pira)
  • L'ellenismo e il cristianesimo hanno fatto dell'Occidente ciò che è oggi: uno spazio di libertà dove Fede e Ragione possono convivere in armonia, arricchendosi vicendevolmente e alimentando un dialogo fecondo. (José María Aznar)
  • L'occidentale autentico è colui che della nostra civiltà accetta totalmente soltanto la libertà che gli viene data di criticarla e la possibilità che gli viene offerta di migliorarla. (Raymond Aron)
  • L'Occidente cadrà in ogni caso, insieme ai suoi illusori sogni di libertà. O sarà la Puttana a farlo ripiombare nel Medioevo, oppure sarà l'Islam. (Fernando Vallejo)
  • L'Occidente cercherà di continuo di includere l'Asia nel cerchio di luce della propria storia. Ma ogni volta si troverà di fronte ad un'altra luce che, risplendendo in avanti e al di là della storia, sola consente l'esistenza di un tempo misurabile. (Ernst Jünger)
  • L'occidente ha perduto la fede ma non la sapienza e la speranza della fede [...], le radici cristiane dell'occidente appaiono proprio quando esse non sono più riconosciute. (Gianni Baget Bozzo)
  • L'occidente, il concetto nato nella lotta contro il nazismo e il comunismo [...] è la versione laica e liberale della Cristianità soprattutto grazie agli Stati Uniti [...] opponendosi agli Stati Uniti a tutti i livelli la Chiesa lotta contro la Cristianità di cui l'occidente è il frutto. (Gianni Baget Bozzo)
  • La civiltà occidentale ha preferito l'amore per la morte all'amore per la vita nella misura in cui le sue tradizioni religiose hanno preferito la redenzione alla creazione, il peccato all'estasi, e l'introspezione individuale all'apprezzamento positivo del cosmo. (Matthew Fox)
  • La civiltà occidentale moderna appare nella storia come una vera e propria anomalìa; fra tutte quelle che sono più o meno completamente conosciute, questa civiltà è la sola a essersi sviluppata in un senso puramente materiale, e questo sviluppo mostruoso, il cui inizio coincide con quello che si è convenuto chiamare Rinascimento, è stato accompagnato, come fatalmente doveva, da una regressione intellettuale corrispondente; se non diciamo equivalente, è perché si tratta di due ordini di cose tra i quali non può esistere nessuna misura comune. (René Guénon)
  • La grandezza dell'Occidente è consistita nel non espellere il sacro dal suo orizzonte. Ha imparato a tenerlo a bada senza scacciarlo. Si è creata così una tensione fra i due poli – cioè fra il sacro e la politica – che ha reso possibile la resistenza agli abusi stessi del potere. E ha permesso tra l'altro la nascita di un terzo potere: il potere economico. La modernità si è sviluppata grazie alla fibrillazione di questi tre poli. (Paolo Prodi)
  • La riduzione dell'Occidente alla pura ideologia dell'universalismo umanitario è troppo mistificatrice senza peraltro evitare le insidie del solipsismo culturale che porta direttamente all'etnocidio. È difficile dissociare il versante emancipatore, quello dei Diritti dell'uomo, dal versante spoliatore, quello della lotta per il profitto. (Serge Latouche)
  • Le società occidentali hanno definitivamente consumato il potere seduttivo delle ideologie novecentesche. (Lorenzo Ornaghi)
  • Meloni è atlantista, a differenza di Salvini: ma entrambi possono dire di essere occidentali? Non è la Nato che definisce quell’identità (se mai la difende), ma la democrazia dei diritti e la democrazia delle istituzioni, nate dalle costituzioni ispirate ai valori liberali. Resta dunque un dubbio, capitale: il giorno dopo il voto, se vince questa destra, ci sveglieremo ancora occidentali? (Ezio Mauro)
  • Nei confronti della nostra infanzia la cultura occidentale, la nostra cultura, è molto più repressiva di quanto questa voglia riconoscere: e infatti, invece di cercare di capire cosa avessero per piacere tanto ai loro ragazzi, il mondo adulto ha preferito condannare ciò che si presentava come diverso, nuovo e incomprensibile. (Luca Raffaelli)
  • Nella cultura occidentale, chi viene eletto pensa immediatamente a come guadagnare denaro. (Evo Morales)
  • Noi siamo impegnati a riaffermare il valore della civiltà occidentale come fonte di princìpi universali e irrinunciabili, contrastando, in nome di una comune tradizione storica e culturale, ogni tentativo di costruire un'Europa alternativa o contrapposta agli Stati Uniti. (Marcello Pera)
  • Non esiste una civiltà occidentale o europea, ma esiste una civiltà moderna che è puramente materiale. (Mahatma Gandhi)
  • Oggi dobbiamo prendere atto che l'Occidente nato nel 1945 da un'Europa piccola e dal gigante americano non esiste più: è un oggetto storico deperito. E allora occorre inventare un nuovo Occidente. (Andrea Graziosi)
  • Ogni civiltà, e soprattutto quella occidentale, non è stata altro che edificante – anche e proprio quando ha prodotto l'estremo della distruzione e dell'orrore. Potrà mai accadere all'uomo di non essere edificante? (Emanuele Severino)
  • Penso che se si guarda all'occidente e all'Europa in particolare, è impossibile immaginare il tipo di civilizzazione che abbiamo raggiunto, nella legge, nell'arte, nella letteratura, senza la fede cristiana. (Michael Nazir-Ali)
  • Per quale concatenamento di circostanze è avvenuto che proprio sul suolo occidentale, e qui soltanto, la civiltà si è espressa con manifestazioni, le quali – almeno secondo quanto noi amiamo immaginarci – si sono inserite in uno svolgimento, che ha valore e significato universale? (Max Weber)
  • Quello che afferma la moderna scienza delle religioni è un'altra cosa: è l'idea che c'è un tipo di civiltà, in sè autonoma e autosufficiente, che è fondata sulla religione come elemento di reintegrazione culturale dell'individuo nella società (tipo di civiltà che continua oggi nelle società primitive), mentre la civiltà occidentale, ha optato per un altro modo di reintegrazione culturale e cioè per il dominio razionale della natura. Non si tratta quindi di bambino e di adulto, ma, per così dire, di due diverse forme di essere adulto, una delle quali è la nostra. E certo questa scelta che abbiamo fatto è irrevocabile, e dobbiamo accettarla, ma ciò non significa che la religione non possa nuovamente riapparire all'orizzonte non più come assise della società, ma come possibilità di reintegrazione al limite, là dove la società dissacrata non riesce più a coprire la crisi della presenza. Poiché anche in una società fondata interamente sulla ragione, anche nella società socialista, la crisi, il dramma, continueranno a sussistere, e guai se non fosse così perchè altrimenti questa società sarebbe spaventosamente noiosa. (Ernesto de Martino)
  • Quello che chiamiamo civiltà occidentale risulta essenzialmente dalla sintesi del pensiero filosofico greco, dall'esperienza giuridica romana e dalla verità ebraico-cristiana: tutti e tre ne costituiscono l'essenza. (Michele Federico Sciacca)
  • Questa civiltà si fonda su una scelta di cui possiamo ritrovare chiara consapevolezza pressapoco all'epoca di Cartesio. Quando Cartesio respinge il mondo del sogno e fonda la certezza del proprio io sulla ragione, sulle idee chiare e distinte, è tutta una società che con lui sceglie questa via. Da questo momento la religione cessa di essere l'orizzonte necessario per reintegrare in ogni istante l'uomo nel mondo, per superare la crisi della sua presenza al mondo. Cessa quindi di avere una funzione operativa come elemento determinante della civiltà. (Ernesto de Martino)
  • Siamo forse alla vigilia della più mostruosa trasformazione della Terra intera, e del tempo dello spazio storico a cui essa è legata? Siamo alla vigilia di una notte che prelude a un nuovo mattino? Siamo in cammino verso il luogo storico di questo crepuscolo della Terra? Sta nascendo solo ora questo luogo della sera [Land des Abends]? Questo Occidente [Abend-Land] diverrà – al di sopra dell'"Occidente" [Occident] e dell'"Oriente" e attraverso ciò che è europeo – il luogo della storia futura più originariamente conforme al destino [geschickt]? (Martin Heidegger)
  • Sul piano storico, i grandi cambiamenti mondiali sono sempre stati guidati dall'Occidente: la libertà individuale, l'habeas corpus, la separazione dei poteri, la coscienza dell'individuo rappresentano ormai un quadro di valori condivisi. Non privo di elementi di criticità, lo sappiamo bene, ma ho sempre presente quel passaggio del Parsifal di Wagner in cui si afferma che la ferita può essere guarita solo dall'arma che l'ha provocata. Dalle scoperte di Cristoforo Colombo in poi, l'Occidente si è trovato a dominare il mondo molto a lungo e una simile supremazia l'ha indotto a sviluppare un forte senso di superiorità. Ma questo non è un buon motivo per mettere in discussione i valori universali che l'Occidente stesso ha consegnato alla modernità. (Daryush Shayegan)

Emil Cioran[modifica]

  • Invano l'Occidente cerca per sé una forma di agonia degna del proprio passato.
  • L'Occidente, un marciume che sa di buono, un cadavere profumato.
  • Mille anni di guerra hanno consolidato l'Occidente; un secolo di «psicologia» lo ha ridotto allo stremo.
  • Ogni occidentale tormentato fa pensare a un eroe dostoevskiano con un conto in banca.

Samuel P. Huntington[modifica]

  • L'Occidente saprà rinnovarsi? Oppure un continuo sovvertimento interno finirà semplicemente per accelerare la propria fine e/o la propria subordinazione ad altre civiltà economicamente e demograficamente più dinamiche?
  • Nei prossimi decenni assisteremo perciò alla persistente ascesa del potere e della cultura non occidentali e allo scontro dei popoli non occidentali sia tra loro sia con l'Occidente.
  • Nel mondo che emerge, un mondo fatto di conflitti etnici e scontri di civiltà, la convinzione occidentale dell'universalità della propria cultura comporta tre problemi: è falsa, è immorale, è pericolosa... l'imperialismo è la conseguenza logica e necessaria dell'universalismo.

Voci correlate[modifica]

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