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Anchise

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Anchise e Venere (J.B. P. Guérin)

Anchise, personaggio della mitologia greca.

Citazioni di Anchise[modifica]

Publio Virgilio Marone, Eneide[modifica]

  • Eterno, onnipotente | Signor, s'umana prece unqua ti mosse, | vèr noi rimira, e ne fia questo assai. | Ma se di merto alcuno in tuo cospetto | è la nostra pietà, padre benigno, | danne anco aita; e con felice segno | questo annunzio ratifica e conferma. (libro II)
  • In atto d'accoglienza: O figlio, disse | dolcemente piangendo, io pur ti veggio, | pur sei venuto, ha pur la tua pietade | superati i disagi e la durezza | di sì strano viaggio. Ecco m'è dato | di veder, figlio, il tuo bramato aspetto, | e sentirti e parlarti. Io di ciò punto | non era in forse, e sol pensava al quando, | contando i giorni. Oh dopo quanti affanni, | dopo quanti perigli, e quanti storpii | e di mare e di terra io ti riveggio! (libro VI)
  • Primieramente il ciel, la terra e 'l mare, | l'aër, la luna, il sol, quanto è nascosto, | quanto appare e quant'è, muove, nudrisce | e regge un, che v'è dentro, o spirto o mente | o anima che sia de l'universo; | che sparsa per lo tutto e per le parti | di sì gran mole, di sé l'empie, e seco | si volge, si rimescola e s'unisce.[1] (libro VI)
  • Vedi colà quel giovinetto ardito | che su quell'asta pura il braccio appoggia? | Quegli a la luce è destinato in prima, | primo che di Lavinia in Lazio avrai | figlio postumo a te già d'anni grave, | ch'alfin da lei fuor de le selve addutto, | re sarà d'Alba, e degli albani regi | autore e padre: e Sílvi dal suo nome | fian tutti i nostri, che da lui discesi | ivi poscia gran tempo imperio avranno. (libro VI) [su Silvio]
  • Bruto, consol primiero, e quei suoi fasci | e quelle accette ond'ei, padre crudele, | de la patria buon figlio, i figli suoi | per l'altrui bella libertate ancide. (libro VI)
  • Vince il publico amore, e 'l gran desio | d'umana lode in lui l'affetto interno | de la natura e del suo sangue stesso. (libro VI) [su Lucio Giunio Bruto]
  • Ma voi, Romani miei, reggete il mondo | con l'imperio e con l'armi, e l'arti vostre | sien l'esser giusti in pace, invitti in guerra; | perdonare a' soggetti, accòr gli umíli, | debellare i superbi.[2] (libro VI)
  • Miserabil fanciullo! Così morte | te non vincesse, come invitto fòra | il tuo valore, e come tu, Marcello, | non men de l'altro, eroica vertute | e più splendore e più fortuna avesti![3] | Datemi a piene mani ond'io di gigli[4] | e di purpurei fiori un nembo sparga, | che, se ben contro al già fisso destino | m'adopro invano, almen con questi doni | l'ombra d'un tanto mio nipote onori. (libro VI)

Citazioni su Anchise[modifica]

  • E 'n su la punta | giunti di Lilibeo, tosto girammo | le sue cieche seccagne, e 'l porto alfine | del mal veduto Drepano afferrammo. | Qui, lasso me! da tanti affanni oppresso, | a tanti esposto, il mio diletto padre, | il mio padre perdei. Qui stanco e mesto, | padre, m'abbandonasti: e pur tu solo | m'eri in tante gravose mie fortune | quanto avea di conforto e di sostegno. | Oimè! che indarno da sì gran perigli | salvo ne ti rendesti. (Enea: Publio Virgilio Marone, Eneide)
  • E Trapani, ove fu di vita spento | l'antichissimo Anchise, i suoi non cela. (Torquato Tasso)
  • La stanza dove scrivo ha nella volta la storia di Anchise salvato da Enea, l'incendio di Troia. E guardo quelle figure ch'empirono di strani sogni la mia infanzia. Le ore suonano al campanile di mattone. (Gabriele D'Annunzio)

Note[modifica]

  1. Cfr. Mens agitat molem su Wikipedia.
  2. Cfr. Parcere subiectis et debellare superbos su Wikipedia.
  3. Cfr. Tu Marcellus eris su Wikipedia.
  4. Cfr. Manibus date lilia plenis su Wikipedia.

Voci correlate[modifica]

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