Anthony Fauci

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Fauci nel 2007

Anthony Stephen Fauci (1940 – vivente), immunologo statunitense.

Citazioni di Anthony Fauci[modifica]

  • Non penso che l'Aids spazzerà via l'umanità dalla Terra. La malattia sarà messa sotto controllo nei prossimi tre o quattro anni, almeno negli Stati Uniti.[1]
  • I vaccini contro i comuni coronavirus che vengono utilizzati in veterinaria sono rimedi routine per prevenire serie malattie in giovani animali, come, ad esempio, vaccino somministrato ai maiali per prevenire serie patologie dell'apparato intestinale casate da coronavirus. Questi modelli potrebbero essere usati per sviluppare un vaccino a protezione dell'uomo.[2]
  • [Sulla Pandemia di COVID-19 del 2019-2020] Se si guarda all'evoluzione del virus nei pipistrelli e a cosa c'è là fuori adesso, le prove scientifiche vanno fortemente nella direzione che il virus non avrebbe potuto essere manipolato artificialmente o deliberatamente.[3]
  • [Sulla Pandemia di COVID-19 del 2019-2020] Il messaggio principale che desidero trasmettere è il pericolo di cercare di aprire prematuramente il Paese: rischiamo epidemie multiple. Ciò non solo comporterà inutili sofferenze e morte, ma ci farebbe tornare indietro nella nostra ricerca per tornare alla normalità.[4]
  • Le crisi fanno emergere il meglio e il peggio delle persone. Non avrei mai immaginato nei miei sogni più assurdi di ricevere minacce di morte e molestie contro le mie figlie da persone che rifiutano principi basilari della salute pubblica, ciò che noi difendiamo in nome della scienza.[5]

Da C'è un farmaco per l'Aids ma sarà pronto tra 8 anni

Intervista di Claudio Altarocca, La Stampa, 8 maggio 1987.

  • [Sull'Italia] Qui la maggior parte dei malati di Aids sono tossicodipendenti che hanno usato siringhe infette. E si ipotizza una maggiore diffusione del contagio attraverso rapporti eterosessuali.
  • [Su un vaccino contro l'Aids] È un'impresa difficile perché ci sono quattro categorie principali di virus. E all'interno di ogni categoria si verificano varie differenziazioni. Il virus dello Zaire è molto diverso dal virus di New York o di Roma. Comunque, tra la fine di quest'anno e l'inizio dell'88 scattano e l'inizio dell'88 scattano delle prove su un nuovo preparato. Ci vorrà però del tempo per sapere se è valido. In ogni caso, un vaccino vero e proprio non sarà disponibile prima del 1995.
  • Nella popolazione omosessuale in Usa si è verificata, negli ultimi due anni, una caduta di infezioni, come la gonorrea, quasi del 90%. Ora c'è meno promiscuità, c'è minor cambiamento di partner.
  • [Su se l'Hiv è trasmesso dagli insetti] Guardiamo chi contrae l'Aids. Può averlo un neonato: gliel'hanno trasmesso i genitori. La percentuale diminuisce nei bambini in età prepuberale, risale negli adolescenti sessualmente attivi. Negli Usa dovrebbero esserci insetti davvero stravaganti, tanto da pungere in prevalenza gli omosessuali.
  • [Su se l'Hiv fu formato in laboratorio] È inconcepibile. Si sa che il virus esisteva in Africa Centrale nei primi Anni Sessanta. E a quell'epoca la biologia molecolare non era così avanzata da poterlo produrre.

Da Un quarto di secolo con l'Aids

Traduzione di Carlo Antonio Biscotto, L'Unità, 30 maggio 2007.

  • Il principale obiettivo scientifico e di salute pubblica della ricerca nel campo dell'AIDS e del virus HIV ci sfugge ancora: lo sviluppo di un efficace vaccino contro il virus HIV. Questa sfida si è rivelata particolarmente difficile a causa della natura del virus, in particolare della sua capacità di integrarsi nel genoma delle cellule ospiti, di mutare rapidamente e di nascondere quella parte del suo rivestimento esterno che potrebbe produrre anticorpi protettivi.
  • Sin dalla scoperta del virus HIV, non ci è mai stato un caso documentato in cui il sistema immunitario di un soggetto sia riuscito a debellare completamente il virus una volta intervenuta l'infezione.
  • Malgrado gli straordinari successi medici e scientifici finora ottenuti nella lotta contro l'AIDS e il virus HIV, la storia ci giudicherà sulla base di quanto saremo riusciti a fare nel prossimo quarto di secolo e su come avremo saputo rispondere alla sfida consistente nel fare arrivare i frutti della ricerca a quanti ne hanno più bisogno.

Da Anthony Fauci, un immunologo in prima linea contro il Coronavirus

Intervista di Vittorio Giordano, Messaggerosantantonio.it, 1 aprile 2020.

  • L'Italia non ha nessuna colpa. E anche altri Paesi si sono poi ritrovati nelle stesse condizioni. L'Italia non ha fatto nulla di male, e dunque non deve essere accusata di nulla. È stata solo sfortunata ad aver registrato, nella fase iniziale della pandemia, un numero così alto di contagi che in poco tempo si sono diffusi in tutto il Paese, rendendone difficile il contenimento.
  • Quasi sicuramente ha fatto un salto di specie da un animale-ospite all'uomo. Nel 2002 c'è stato un Coronavirus che è passato dal pipistrello allo zibetto che poi lo ha trasmesso all'uomo. Ed è così che abbiamo avuto la famosa Sars, ovvero la Sindrome respiratoria acuta grave, che ha avuto una diffusione mondiale. Nel 2012, in un modo simile, un altro Coronavirus ha fatto il salto dal pipistrello al cammello, infettando moltissima gente in Medio-Oriente, e causando la Sindrome respiratoria del medio oriente (Mers). Questa volta, quasi certamente, è successa la stessa cosa: il virus ha fatto il salto di specie e ha cominciato a diffondersi, a partire dalla Cina. E da qui, siccome la gente ha continuato a viaggiare in diverse parti del mondo, ha raggiunto anche l'Italia e gli Stati Uniti.
  • Se il virus si propaga in Africa, dove il si­stema sanitario è molto debole, a quel punto diventa un problema di difficile risoluzione. Ogni Paese che non è dotato di un sistema sanitario nazionale adeguatamente evoluto ed efficiente, può incontrare serie complicazioni nel contenere la diffusione del virus e i suoi effetti.
  • Non abbiamo nessun farmaco specifico, clinicamente testato, contro questo virus. Stiamo sperimentando diversi farmaci, ma non esiste alcun rimedio farmacologico che abbia dimostrato scientificamente di poter guarire i pazienti contagiati.
  • Sono cresciuto in una famiglia italiana, in un quartiere italiano. Quasi tutti i miei vicini di casa erano italo-americani. L'atmosfera era ricca di cultura italiana, con valori come il senso del dovere, della famiglia, dell'indipendenza, all'insegna dell'onestà, della lealtà e del senso civico.

Da Coronavirus, l'immunologo Anthony Fauci: "Trump ha sempre capito la gravità della situazione"

Intervista del New York Times, tradotto ne Ilfattoquotidiano.it, 6 aprile 2020.

  • Penso che il presidente Donald Trump abbia sempre capito la gravità della situazione, ma avremmo potuto agire meglio.
  • Il mio lavoro di scienziato consiste nel riportare le informazioni corrette per permettergli di prendere decisioni sulla base di fatti e dati. Ma non posso intervenire sullo stile comunicativo del presidente.
  • Avremmo potuto agire molto meglio. Ma i virus agiscono silenziosi. Oggi facciamo i conti con un virus in America da molto tempo.
  • Non eravamo pronti perché il nostro sistema non è costruito per emergenze del genere.
  • Il pianeta è grande e se controlleremo il virus qui, ma non in altri Paesi, quando abrogheremo le misure restrittive il rischio di una ripresa della pandemia sarà concreto.

Da Coronavirus, Fauci al Senato: "Morte e sofferenze se riapriremo Usa troppo presto". Il vaccino? "Fra un anno o due"

Conferenza al Congresso, Repubblica.it, 12 maggio 2020.

  • Il mio approccio su una seconda ondata di contagi si basa sul fatto che il virus esiste, non solo qui, in ogni parte del globo. Non saremo mai al sicuro finché non sarà sconfitto.
  • Io sono uno scienziato, il mio compito è dare consigli, non mi occupo di economia, non sono presuntuoso. Non ho risposte. Quello che so è che non conosciamo niente di questo virus. Non sappiamo neanche cosa faccia ai bambini. Volete farli tornare a scuola, ma non sappiamo se siano immuni. In Cina ora ci sono casi su bambini con sintomi che ancora non abbiamo circoscritto, né siamo riusciti a studiare. Sappiamo che presentano sintomi molto simili alla sindrome di Kawasaki.
  • Il numero dei morti negli Stati Uniti è quasi certamente più alto degli oltre 80 mila riportati in modo ufficiale. Data la situazione in particolare a New York City, è probabile che molte persone siano morte in casa per il Covid e non siano state conteggiate perché non sono mai andate in ospedale.

Da «La mia vita è servizio, l’ho imparato dai gesuiti»

Intervista di Grazia Salvemini, Corriere.it, 17 luglio 2020.

  • Ho frequentato un liceo cattolico, gesuita, a Manhattan negli anni Cinquanta e poi sono andato al College of the Holy Cross a Worcester, Massachusetts, un’altra scuola gesuita, quindi, per otto anni ho avuto una educazione gesuita. E, come dico spesso, la mia formazione scolastica e i miei genitori, entrambi, erano sempre orientati al servizio degli altri. E, come sa bene, quello è proprio il motto per molte delle scuole gesuite: essere al servizio degli altri.
  • [Sui gesuiti] Loro ti insegnano il rigore intellettuale, la precisione del pensiero. Ti insegnano l’economia dell'espressione. Tutte cose che diventano molto importanti, che mi sono state d’aiuto per tutta la mia carriera.
  • Per rispondere ad un attacco alla salute della tua nazione e del mondo devi prima di tutto capire che le epidemie succedono e devi essere molto svelto nella risposta. Quindi il lavoro che ho fatto sull'HIV è stata una sorta di preparazione fenomenale per la sfida a un’altra malattia mortale. S'imparano tante lezioni basate sul fatto che devi collaborare con diversi elementi della società. Devi coinvolgerla. Devi applicare la migliore scienza possibile. Devi tenere lontane le considerazioni politiche e prendere decisioni basate solamente sulla salute pubblica della nazione e del mondo.
  • Ho percepito bene la gravità della situazione in Italia. Il sistema sanitario, in alcuni luoghi, è stato messo a dura prova, soprattutto dove le persone che necessitavano di ventilatori non hanno potuto averli. Questo è stato davvero scoraggiante per i medici, per le infermiere e per gli operatori sanitari. Il Nord dell'Italia ha sofferto terribilmente ed è paragonabile a quanto è accaduto nell'area metropolitana di New York City.
  • Ho scelto di continuare a dire la verità e solo la verità. Tutto basato sulla evidenza scientifica e i sui dati. Se il risultato è che questo delude e fa arrabbiare qualcuno, anche il presidente, allora dovrò solo dire "ebbene, le cose stanno così". Perché devo mantenere la mia integrità nel dire la verità e solo la verità.

Da Fauci: "Ora facciamo i bravi ma torneremo alla normalità non prima di Natale 2021"

Intervista di Daniela Minerva, Repubblica.it, 19 settembre 2020.

  • Ora facciamo i bravi, ma il ritorno alla normalità non avverrà prima di Natale 2021, e solo in alcune aree del mondo, a livello globale ci vorranno quattro anni.
  • Ci sono tanti vaccini in sperimentazione in tutto il mondo. E il fatto che stiano dimostrando di essere efficaci nell’indurre reazioni immunitarie mi permette di essere cautamente ottimista. Alla fine, uno sicuro ed efficace ci sarà. Quindi sì, spero che per il Natale 2021 potremo tornare a una qualche forma di normalità.
  • Il vostro Paese [l'Italia] è stato colpito duramente. E il banco di prova è ora. Man mano che l'economia riparte, bisogna che tutto sia fatto con grande sapienza. Quello che sta succedendo in Spagna, e per molti versi anche in Francia, è molto preoccupante. L'Italia deve fare attenzione. La ripartenza delle attività deve essere cauta e graduale.

Note[modifica]

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