Antigone (figlia di Edipo)

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Antigone, personaggio della tragedia greca.

Citazioni di Antigone[modifica]

  • [Rivolgendosi a Creonte] Giove certo non fu, chi a me le impose, | né la giustizia agl'Inferi compagna | codeste leggi fissò mai fra gli uomini. | Io non pensai che tanta forza avessero | gli ordini tuoi, da rendere un mortale | capace di varcare i sacri limiti | delle leggi non scritte e non mutabili. | Non son d'ieri né d'oggi, ma da sempre | vivono; e quando diedero di sé | rivelazione, è ignoto. Né volevo | io, per timore d'un orgoglio d'uomo, | a condanna divina espor me stessa. | Sapevo di morire in un domani, | no? s'anche non l'avessi tu bandito. | Ora, se innanzi tempo ho da morire, | io lo chiamo un vantaggio: per chi vive | tra dolori infiniti, com'io vivo, | perché la morte non sarebbe un bene? | Così, per me, questo destino avere | sofferenza non è. (Sofocle)
  • Io, non sono obbligata a fare ciò che non voglio. Anche voi non avreste voluto rifiutare una tomba a mio fratello. Ditelo che non avreste voluto.
    Creonte. Te l'ho detto.
    E pure l'avete fatto. E ora mi farete uccidere contro la vostra volontà. Essere re consiste in questo?
    Creonte. Sì.
    Povero Creonte, con le mie unghie rotte e piene di terra, e le lividure che le tue guardie mi hanno fatto alle braccia, con la mia paura che mi stringe le viscere, io sono regina.
    Creonte. Allora abbi pietà di me, vivi. Il cadavere di tuo fratello che si putrefà sotto le mie finestre è caro prezzo perché l'ordine regni in Tebe. Mio figlio ti ama. Non obbligarmi a pagare anche con la tua persona. Ho pagato abbastanza.
    No. Avete detto di sì. Non potete smettere mai di pagare, ora. (Jean Anouilh)

Citazioni su Antigone[modifica]

  • Antigone è un essere perfettamente puro, perfettamente innocente, perfettamente eroico, che si abbandona volontariamente alla morte per preservare un fratello colpevole da un destino infelice nell'altro mondo.
    All'approssimarsi della morte, la natura in lei vien meno ed ella si sente abbandonata dagli uomini e dagli dèi. Perisce per essere stata insensata per amore. [...]
    In varie tragedie greche si vede una maledizione nata dal peccato trasmettersi di generazione in generazione finché non tocchi un essere perfettamente puro che ne subisca tutta l'amarezza. Allora la maledizione si arresta. (Simone Weil)
  • Antigone è un personaggio straordinario e, come si sa, la sua storia è la storia delle sue infinite interpretazioni. In lei è comunque inevitabile vedere il modello della donna indomabile, inaddomesticata e inaddomesticabile. Ciò è ovviamente prezioso rispetto alla perdurante tradizione di quella che Luce Irigaray chiama "economia binaria", ossia un'economia, un ordine simbolico, che colloca le donne in un ruolo domestico e subalterno, definendolo come "naturale". Antigone non si piega, si oppone, resiste, agisce in modo anomalo rispetto al comportamento che ci si aspetterebbe da una donna. Spezza i canoni dell'ordine patriarcale. Suggerisce che esiste un'immagine alternativa del femminile che questo ordine non riesce a contenere e a controllare. Così fa del resto anche il tremendo personaggio di Medea. (Adriana Cavarero)
  • Esci dalla penombra e cammina | davanti a noi un poco, | gentile, con il passo leggero | della donna risoluta a tutto, terribile | per i terribili. || Distolta a forza, io so | come temevi la morte, ma | ancor più ti faceva orrore | la vita indegna. || E non fosti indulgente | in nulla verso i potenti, e non scendesti | a patti con gli intriganti, e non | dimenticasti mai l'ingiuria e sui loro | misfatti non crebbe mai l'erba. (Bertold Brecht)

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