Antonello Falqui

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Antonello Falqui (1925 – vivente), regista, autore televisivo italiano.

Citazioni di Antonello Falqui[modifica]

  • Mina... Mina... la sola, la migliore, l'incomparabile... [...] Sono e sarò sempre convinto che chi ha le innate capacità di Mina può fare quasi tutto, e sempre bene, poiché alla fine quel prezioso istinto che lei possiede diventa vera e propria genialità.[1]

Povera Rai, tutta quizzettini e piagnistei

Intervista di Denise Pardo, L'Espresso, 6 agosto 1998.

  • In tivù si vedono solo cosettine da quattro soldi, spettacoli da bar della domenica, varietà standardizzati, d'allevamento e da batteria.
  • Raffaella Carrà e Maria De Filippi presentano spettacoli di ricongiungimenti tra reduci, scontri tra mariti impotenti e mogli frigide, o zuffe micidiali tra figli e genitori. [...] Quando accendo la televisione mi sento male. Per me l'intrattenimento è una specie di sogno inverosimile, tutto bianco e tutto lindo, un po' kitsch come un film di Fred Astaire.
  • Si dice che la televisione deve essere aderente alla realtà. Ma il varietà è nato come svago, come evasione: divertirsi e passare il tempo piacevolmente vedendo qualcosa di elegante.
  • Il varietà non ha funzione culturale, ma può almeno tentare di stimolare il senso critico e il buon gusto.
  • La Rai è un ente morale, come è scritto nello statuto. Ha una missione sociale, non doveva adeguarsi alle reti private. Doveva distinguersi in qualità.
  • [Su Pippo Baudo] L'uomo non ha mai badato troppo alla qualità e al gusto. Metteva su dei gran spettacoli, era ammanicato e faceva venire un sacco di ospiti, da Sharon Stone a Liza Minnelli.
  • Il baudismo era una rassegna di "Ecco a voi", ben lontano dallo sviluppo di qualsiasi idea.
  • Guardì ha voluto lavorare con me, ha visto cosa facevo, come usavo la telecamera, gli autori, i presentatori. Ma non mi pare che l'esperienza gli sia servita. Non lo riconosco come mio discepolo.
  • Alba Parietti indirizzata bene, potrebbe esprimere grandi doti.
  • A Valeria Marini bisognerebbe bruciarle tutto il guardaroba, e poi farle dimenticare tutto quello che ha imparato alla scuola del Bagaglino.
  • [Su Raffaella Carrà] Era brava, molto professionista. Adesso punta sulle lacrime facili degli italiani, ma con i buoni sentimenti si fa cattiva televisione.
  • Paolo Bonolis mi piace, non perde una sillaba, non ha una pausa, sa il fatto suo; ha, mi consenta, le palle per tenere una trasmissione.
  • Fabrizio Frizzi è banale, superficiale, ridanciano: ma forse guidato meglio potrebbe migliorare.
  • Io puntai su un maestro di musica, uno che non aveva mai fatto il presentatore; era Lelio Luttazzi. Oggi, potrà anche far sorridere, ma io lo scelsi perché aveva classe.

Note[modifica]

  1. Citato in Romy Padovano, Mina. I mille volti di una voce, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1998.

Filmografia[modifica]

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