Pippo Baudo
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Giuseppe Raimondo Vittorio Baudo, detto Pippo (1936 – 2025), conduttore televisivo italiano.
Citazioni di Pippo Baudo
[modifica]- A me, e a Bruno Vespa che conduceva insieme a me, hanno dato il premio TeleRatto 2011 per la peggior coppia televisiva. Ce lo siamo proprio meritato. Una coppia peggio di noi non si trovava.[1]
- Arrivai a Roma nel '59. Quella era un'Italia in festa, si respirava felicità e voglia di vivere. Anni troppo belli per essere veri. Gli italiani erano felici, ogni iniziativa aveva successo. Quegli anni non torneranno mai più. La Fiat 600 era il sogno degli italiani, infatti era il premio di consolazione a Lascia o raddoppia? Io possedevo una 500, comprata con 36 rate. Ero appena arrivato a Roma ma dovevo darmi un contegno. Ancora non so dire come facessi a entrarci: per riuscirci ogni volta dovevo aprire il tettuccio.[2]
- Devo ringraziare Silvio Berlusconi che è stato un uomo di grandissima sensibilità, in quanto ha perfettamente capito il mio stato d'animo: chi lo dipinge come un duro spietato, dice una bugia, lui è una persona umanissima, che capisce tutto.[3]
- [Sui Pooh] Eternamente dedicati al successo.[4]
- Donna importante e artista eccezionale, Alida Chelli, attrice, cantante, ballerina, artista clamorosa, che però non credeva molto nelle sue qualità.[5]
- [Su Alida Chelli] Era arrivata al successo cantando in un film di Pietro Germi, Un maledetto imbroglio, una canzone scritta dal padre Carlo Rustichelli. Quel brano si intitolava Sinnò me moro, fu un successo enorme, lei era una cantante e una ballerina bravissima. È stata in assoluto la più grande Rosetta in Rugantino. Però era sempre incerta sulle sue capacità, la cercavano tutti e lei rinunciava alle parti.[5]
- [Su Alida Chelli] Era malata, ha combattuto e sofferto moltissimo: non si piaceva più, non voleva essere vista, io la sentivo solo per telefono, chissà forse alla fine la morte è stata una liberazione. Accanto a lei comunque, innamorato della sua mamma, c'era Simone.[5]
- [Sulla conclusione delle trasmissioni di Canzonissima] Hanno capito che si doveva smettere con le battaglie combattute sulla pelle dei cantanti e che come spettacolo la gara canora era finita da un pezzo.[6]
- Il nuovo è una fissazione, non esiste qualcosa di nuovo. A volte quando fai il vecchio non lo fai come lo facevi una volta ma lo fai con un ritmo, una cadenza e un linguaggio che sono moderni. Ieri e oggi non esistono come categorie artistiche, esiste la cosa bella o brutta.[7]
- La nostra terra ha subito tante devastazioni morali e materiali. Anche la natura qualche volta si è accanita contro la nostra terra attraverso i terremoti. Eppure, che cosa è rimasto intatto? È rimasta una bellezza infinita, unica al mondo. Basta girare la nostra Sicilia, le coste, l'interno della Sicilia, per scoprire una bellezza che i nostri avi, i nostri progenitori, ci hanno lasciato in eredità, sicuri forse, loro, che noi l'avremmo rispettata questa natura, l'avremmo esaltata...cosa che non abbiamo fatto. Questa terra, senza futuro, è morta, è finita, è scomparsa, e i giovani non troveranno niente, nient'altro che macerie e devastazioni. Amara terra mia, amara...e bella. Il Bello vincerà, sono sicuro. Il Bello trionferà.[8]
- La Sicilia è straordinaria, c’è tanto da vedere, è un patrimonio di bellezza e di cultura. Quando lei arriva a Messina a pochi chilometri c'è Taormina, poi Catania per il barocco, prosegui per Siracusa, che oltre al barocco ha una importante storia greca, è clamorosa. Poi Noto, Modica e Ragusa. Quest'ultima città ha sempre avuto bellezze straordinarie che prima erano ignorate e grazie a Montalbano, tutta la provincia di Ragusa, ha avuto un grande rilancio dal punto di vista turistico. Poi la parte occidentale, Mazara del Vallo, l'isola di Mozia. Poi c'è Agrigento con i templi, Segesta e poi c'è Palermo. Insomma, la Sicilia è tutta da visitare, è straordinaria.[9]
- La Sicilia ha bisogno di una rivoluzione culturale. Ha professionisti di altissimo livello, docenti, medici e architetti ma non si sporcano le mani facendo politica e l'hanno delegata a questi politici di professione.[10]
- Le bellezze siciliane hanno una marcia in più determinata da fattori storici. Il sangue misto, la stratificazione delle diverse dominazioni hanno mescolato i geni tanto da dare insiemi diversi. [...] Contrariamente alla tradizione sforniamo donne altissime e sempre più in crescita con caratteri somatici che spaziano dal corvino al biondo, con occhi nocciola, verdi e azzurri a seconda che predomini il carattere arabo, quello spagnolo o quello normanno.[11]
- Mino è stato fortunato, perché ha avuto dalla vita quello che voleva, passando dall'anonimato della provincia meridionale ai palcoscenici più importanti del mondo dello spettacolo, del quale è diventato a pieno titolo un protagonista.[12]
- Mino Reitano era un bravissimo ragazzo, ostinato, il classico emigrante con grande voglia di arrivare, esuberante, simpatico.[12]
- [Su Matteo Salvini] Parla bene, è un retore. Ma non mi convince. Lui è stato in Sicilia, a Mineo dove ci sono i centri di accoglienza e ha organizzato una Lega del Sud quando la sua Lega nasceva come antiterrona. Improvvisamente ha sposato la causa sudista. L'ha fatto per allargare il bacino di voti. Poi Salvini immagina un Paese bloccato nelle frontiere che non è più pensabile. Comunque noi siciliani siamo abituati a essere invasi. Prima è arrivato a nuoto Grillo e non è cambiato nulla. Ora è arrivato lo stesso Salvini.[13]
- [Qual è lo scrittore siciliano che ama di più?] Sono tanti, da Capuana a Verga, di cui amo molto I Malavoglia. Poi c’è Pirandello, di fronte al quale bisognerebbe inginocchiarsi. E come non ricordare Leonardo Sciascia? Io l’ho conosciuto personalmente e ho avuto un buon rapporto di amicizia, ho trascorso giornate con lui. Era timido. Ricordo che una volta dovevo presentare un evento a Mondello per premiarlo e lui mi chiese se ci fosse un modo senza farlo pubblicamente, fu dura convincerlo a salire sul palco! È stato lui che scopri Tomasi di Lampedusa, chiamò la Sellerio, casa editrice palermitana, che pubblicò il suo libro. [9]
- Roberto Vecchioni è un amante tradito, per questo ha detto quella frase: il suo è un appello d'amore non un atto d'accusa nei confronti della Sicilia. In Sicilia il bello c'è, la Sicilia è bellissima. Certo, Vecchioni poteva evitare di generalizzare ma sono convinto che lui si sia già pentito di aver pronunciato quelle parole. W la Sicilia buona e quella bella che c'è.[14]
- Stavo cenando al Dollaro, un ristorante milanese che costava 660 lire, l'equivalente di un dollaro appunto. Invece degli spaghetti, il cameriere portò una chitarra e cominciò a cantare. "Che voce!" pensai. Era Al Bano. Di giorno lavorava alla Breda, la sera ai tavoli. Gli dissi di venire in Rai il mattino dopo.[15]
- Un ospite che mi ha messo in difficoltà? Uno solo, Roberto Benigni, al quale però voglio troppo bene. La prima volta che venne in trasmissione, mentre ci riprendevano a mezzo busto, mi diede con la mano un colpo secco sui genitali che mi lasciò senza fiato.[16]
- [Sul programma televisivo Canzonissima] Una trasmissione che avrà quaranta milioni di telespettatori, ossia quanti italiani rimarranno a casa bloccati dalle restrizioni adottate per fronteggiare la crisi delle fonti energetiche.[17]
Intervista di Gualtiero Peirce, la Repubblica, 26 febbraio 1999.
- [Sul Festival di Sanremo 1999] Tutto questo entusiasmo non lo capisco proprio. [...] È tutto uguale. [...] L'unica differenza è quest'aria di Fazio e dei suoi: sembra quasi che chiedano scusa che stanno facendo il festival. Ma lo spettacolo non si fa così, Sinatra non cantava chiedendo scusa, gli acrobati del circo non si vergognano. [«Il circo di Sanremo era finito in una brutta crisi però...»] Io non discuto la formula di Fazio, è bravo, funziona e si vede. Il problema sono le canzoni. Lui manco più le annuncia, i cantanti nemmeno li tocca. Come se fossero fatti di materia contagiosa. A questo punto, allora, bisogna smontare tutto definitivamente, rassegnarsi all'idea che il festival non è più una gara di canzoni che poi le gente dovrà comprare e cantare. E farlo diventare un'altra cosa, un'isola di Wight. [...] a questo punto il festival è finito.
- [Sul Festival di Sanremo 1999] I discografici quest'anno non hanno offerto proprio niente. Se deve essere il festival di tutti, della gente comune, allora la preside deve presentare Battiato e Fossati. Perché se invece la preside annuncia Gatto Panceri, allora siamo di fronte al nulla che presenta il nulla. Anche questo gioco è figlio di anni e anni di televisione fatta all'insegna dell'"incompetenza specifica". [...] Figlia di quei programmi [...] dove si gioca a stonare. E di tutte le altre decine di trasmissioni piene di "common people".
- [«A lei la televisione di Fazio non piace»] È una formula vincente. Però, diciamo la verità, è soltanto uno stupore continuo, per qualunque cosa.
- Sì, credo che il pubblico sia cambiato: e infatti una telenovela girata in tre stanze come "Il medico di famiglia" fa il 35 per cento di share. Una volta si facevano i grandi sceneggiati per ottenere questi risultati.
- Se la nuova regola è che la gente comune diventa protagonista, io sono pronto a sedermi in sala. [...] Se l'eterodossia è diventata ortodossa, farò io l'eretico. Ma non mi proccupo, perchè nello spettacolo c'è il piano e c'è il forte. Se invece diventa tutto uguale, il nobel con la casalinga, l'astronauta con il commercialista, dopo un po' c'è la possibilità che qualcuno dica: ma lo sai che era meglio quando si stava peggio?
Da Sette, 18 gennaio 2001
Intervista di Claudio Sabelli Fioretti; riportata su interviste.sabellifioretti.it.
- [La televisione] È poco curata. La qualità è scadente. Funziona di più mettere 10 persone dentro una casa davanti a venti telecamere fisse e vedere cosa succede. Oppure fare esplodere la quizzomania, quattro domande idiote che fanno sentire intelligenti le persone a casa.
- Presento quei signori che hanno avuto un passo più veloce degli altri e sono arrivati. Non la gente comune. Loretta Goggi e Piero Chiambretti, Massimo Ranieri e Anna Galiena. Basta con Taricone, Cristina e Marina.
- Questo lavoro si fa soltanto quando si è felici. Sono stato un anno e mezzo senza lavorare. Aspettavo la chiamata della Rai. Ma Biagio Agnes era molto incazzato con me. Ho fatto intervenire anche amici comuni...
- Viale Mazzini è una specie di carcere. Tante celle che si affacciano su lunghi corridoi. Quando ero in disgrazia nessuno usciva dalle celle a salutarmi. Adesso corrono fuori tutti festanti a dirmi benvenuto. L'audience influisce anche sulle amicizie.
Ecco a voi
[modifica]- Parlare di Marcello Marchesi è una cosa entusiasmante perché raramente un personaggio è stato così ricco di qualità professionali, così capace di spaziare in ogni campo dello spettacolo. (p. 124)
- Con tutti questi titoli, Marchesi avrebbe potuto darsi delle arie, e invece era un uomo semplicissimo, sempre pronto all'accoglienza di giovani autori e alla ricerca di continue novità. Il suo motto era: dite dite, sparate anche cazzate, in fondo qualcosa resterà. (p. 124)
- Maurizio Costanzo usava un tono felpato, piazzando anche le domande più scomode con dolcezza, era impossibile dribblare la risposta. Costanzo, da confessore laico, non emetteva sentenze, ma lasciava tutto al giudizio del telespettatore. (p. 134)
Citazioni su Pippo Baudo
[modifica]- Baudo non si assume e non si licenzia, perché l'ha scelto, nella sua sovranità, il popolo. (Edmondo Berselli)
- È uno che lavora sodo e bene. Grande professionista, però umanamente è una ciofeca. (Iva Zanicchi)
- Il baudismo era una rassegna di "Ecco a voi", ben lontano dallo sviluppo di qualsiasi idea. (Antonello Falqui)
- L'uomo non ha mai badato troppo alla qualità e al gusto. Metteva su dei gran spettacoli, era ammanicato e faceva venire un sacco di ospiti, da Sharon Stone a Liza Minnelli. (Antonello Falqui)
- Per essere ammessi in tv bisogna appartenere alla nuova specie televisiva creata negli anni berlusconiani, ma che va ancora di moda. La figura del paraculo, sì, scriva pure così, quello che non si schiera mai, che si mimetizza, che fa del qualunquismo una bandiera. [...] Nomi e cognomi, come faccio nello spettacolo. Bonolis che dichiara di non sentirsi né di destra né di sinistra, Fabio Volo che si vanta di essere qualunquista, Simona Ventura che si definisce equidistante, aggiungendo candidamente di aver lavorato a Mediaset inseguita dal pettegolezzo di essere l'amante di Galliani e di averlo lasciato credere. [...] Gene Gnocchi, Fiorello, Fabio Fazio, Baudo stesso. [...] Sono gli eroi dell'opportunismo tv, quelli con la maschera patinata. Lavorano rispettando la condizione di non disturbare, non accorgendosi che l'opportunismo è una forma di corruzione. (Daniele Luttazzi)
- Pippo è Sanremo, Sanremo è Pippo. Nessuno come lui sa interpretare lo spirito del Festival, scegliere le canzoni adatte al Festival, rappresentare il pubblico che segue il Festival. (Aldo Grasso)
- Pippo era potente, esigente e competente. Se uno degli arrangiamenti non gli piaceva, si tornava a scrivere fino a notte inoltrata. (Peppe Vessicchio)
- Pippo ha dedicato talmente tante energie alla televisione che la confonde con la sua famiglia. Se non va in studio non sa che cosa fare. (Lucio Presta)
- Come capita a tutti i grandi, anche Baudo negli ultimi tempi si sentiva un pochino emarginato dal nuovo corso. Se fosse stato per lui, sarebbe rimasto fino all’ultimo respiro sugli schermi televisivi. Chiaramente non era possibile. Sono molto amico di un autore che gli è rimasto vicino fino alla fine e mi ha rivelato che, in tutti questi ultimi mesi di sofferenza, non gli ha mai detto cose banali o poco pertinenti. È stato sempre un uomo lucido, un grande saggio [...]. Baudo è stato la televisione. La televisione generalista che conosciamo è stata Pippo Baudo.
- Era un vero democristiano. Non poteva accettare di rappresentare partiti che erano solo una replica della Dc. Come tutti quelli che vivono a lungo, era un sopravvissuto dei suoi tempi.
- Per Fanfani, Andreotti, De Mita e tutti i capi della Dc era un punto di riferimento. Erano tempi in cui si privilegiava la professionalità. Baudo ha lanciato persone di tutti gli orientamenti politici, proprio a dimostrazione di quello che era la Dc.
- Un uomo che è stato profondamente democratico e cristiano. Il suo tempo è stato il tempo della Dc televisiva. Una tv che è sempre stata tollerante, nonostante accompagnasse la crescita culturale di un Paese.
- All'altezza dei miei dodici anni Baudo era stato, banalmente, il nostro orizzonte. Quello che ci faceva vedere i Duran Duran: guai a chi ce lo toglieva.
- Per chiunque sia stato vivo nel Novecento, Pippo Baudo non è un presentatore televisivo: è biografia.
- Un elenco delle influenze di Baudo sulla cultura popolare non può non includere Gianfranco D'Angelo che lo imita a "Drive In", «i colori li ho inventati io, la Cappella Sistina prima era in bianco e nero», ed è vero che a lui piaceva dirsi pigmalione ma è anche vero che ne aveva inventate quasi più lui di Boncompagni. Dalla Cuccarini alla Parisi, dalla Pausini a Giorgia. Ha fatto molto più Baudo di Michela Murgia, per l'emancipazione femminile in questo paese determinato a non emanciparsi, e solo uno sciocco può pensare che la bionda e la bruna fossero un cascame del patriarcato e non una grande trovata televisiva.
Note
[modifica]- ↑ Citato in Baudo scarica Vespa: "Noi coppia disastrosa, Teleratto meritato", blitzquotidiano.it, 14 giugno 2011.
- ↑ Da un'intervista a il Resto del Carlino; citato in Samuele Prosino, Pippo Baudo e la Fiat 600: "Era il sogno di tutti", formulapassion.it, 3 dicembre 2021.
- ↑ Citato in Baudo: "Canale 5, che errore", la Repubblica, 31 maggio 1988.
- ↑ Dal programma televisivo Sanremo 2008.
- ↑ a b c Citato in È morta l'attrice Alida Chelli. Ex moglie di Walter Chiari, madre di Simone, Pippo Baudo: l'ho amata tanto, ilsole24ore.com, 15 dicembre 2012.
- ↑ Dall'intervista di Adele Gallotto, Baudo: "Farò uno show spaccatutto", Stampa Sera, 18 giugno 1975.
- ↑ Citato in Giuseppe Candela, A Viale Mazzini "sono esplosi i pacchi": il fenomeno (di ritorno) Affari Tuoi e il boom di ascolti con Amadeus, ilfattoquotidiano.it, 8 gennaio 2024.
- ↑ Dal documentario Sicilia, realizzato in occasione del 55° Congresso Nazionale della Società Italiana di Nefrologia tenutosi a Catania dal 8 al 11 Ottobre 2014; audio disponibile in Pippo Baudo si commuove parlando della Sicilia - Ciclope film, youtube.com.
- ↑ a b Dall'intervista di Francesca Capuzzi Gli splendidi 84 anni di Pippo Baudo«Porto sempre la Sicilia nel cuore», corriere.it, 8 giugno 2020.
- ↑ Citato in "Pippo Baudo: il Pd mi voleva candidare governatore in Sicilia, ho detto no", ilmessaggero.it, 3 agosto 2012.
- ↑ Citato in Pippo Baudo: "Miss Italia? Le siciliane sono vincenti perché fuori dai canoni", palermo.repubblica.it, 16 settembre 2014.
- ↑ a b Citato in È morto il cantante Mino Reitano una delle voci dell'Italia anni '60, repubblica.it, 27 gennaio 2009.
- ↑ Citato in "Pippo Baudo e Matteo Salvini, rissa a Ballarò: "Vai in Sicilia solo per i voti", liberoquotidiano.it, 25 marzo 2015.
- ↑ Citato in Roberto Vecchioni: "Sicilia isola di m....", è bufera sul web, adnkronos.com, 4 dicembre 2015.
- ↑ Dall'intervista ad Aldo Cazzullo, Pippo Baudo: «Quando scoprii Giuse Grillo e Al Bano. Ma Padre Pio mi cacciò», roma.corriere.it, 19 febbraio 2017.
- ↑ Citato in Roberto D'Agostino, Chi è, chi non è, chi si crede di essere, Arnoldo Mondadori, 1988. ISBN 88-04-31375-7
- ↑ Citato in Franchi per lo show delle feste in casa, Stampa Sera, 26 novembre 1973.
Bibliografia
[modifica]- Pippo Baudo, Ecco a voi. Una storia italiana, con la collaborazione di Paolo Conti, RCS Mediagroup. ISBN 88-282-0140-1
Filmografia
[modifica]- I promessi sposi (1990)
- Anni 90 - Parte II (1993)
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