Arabia Saudita

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Bandiera dell'Arabia Saudita

Citazioni sull'Arabia Saudita.

Citazioni[modifica]

  • Chi mai gli americani pensano che siano i loro alleati nel mondo arabo? Sembra persino che considerino l'Arabia Saudita nient'altro che un serbatoio di petrolio e denaro. (Mohammad Reza Pahlavi)
  • È evidente che non conoscete la situazione in Arabia Saudita. L'intera dinastia reale non è assolutamente wahabita. In Arabia Saudita sono wahabiti solo alcuni singoli personaggi influenti. (Alija Izetbegović)
  • In Arabia Saudita la corruzione è un'industria nazionale in cui la famiglia reale è la principale azionista mentre ministri e alti funzionari sono i piccoli proprietari. (Bernard Guetta)
  • L'Arabia Saudita è un Paese fratello e vicino all'Iran, con il quale noi abbiamo relazioni storiche, culturali e geografiche. Spero che sotto il prossimo governo potremo avere buone relazioni con tutti i nostri vicini, ma soprattutto con l'Arabia Saudita. (Hassan Rouhani)
  • Nixon ci relegherebbe al livello dei paesi più arretrati dell'intero medio oriente. Perché abbassarci agli standard dell'Arabia Saudita invece di elevare i sauditi al nostro livello? (Mohammad Reza Pahlavi)
  • Su tutto il territorio dell'Arabia Saudita, fatta eccezione delle ambasciate, non vi è un metro quadro in cui un ministro del culto cristiano, ebreo, buddista o induista possa celebrare un rito, benché nel Paese vi siano circa sei milioni di immigrati non musulmani. E i cattolici siano più di mezzo milione. (Bernardo Valli)

Khaled Fouad Allam[modifica]

  • All'inizio del XX secolo il processo di formazione dello stato moderno provocò una duplice frattura: una frattura fra i religiosi e i principi, e una frattura nel sistema di alleanze fra tribù; la nascita dello stato moderno saudita nel 1932 è il risultato di questa duplice contraddizione. Sebbene la storia ufficiale abbia sempre minimizzato l' emarginazione dei religiosi, l'esplosione della contestazione islamista in Arabia Saudita è il risultato d'una loro lenta emarginazione; anche se il wahabismo è stato eretto a dottrina dello Stato, i religiosi affermano che il regime non s'ispira totalmente all'Islam ma è un regime occidentalizzato, che s'allontana dall'ortodossia.
  • L'Arabia Saudita appare indecifrabile, confusa tra l'importanza della componente tribale, la sua ideologia puritana, il wahabismo e la forte contestazione interna contro la presenza occidentale e i simboli dell'Occidente: solo attraverso la storia si può capire come è nato questo regno all'alba del XX secolo.
  • L'Arabia Saudita è un mondo doppio, ed è un mondo chiuso: tutto si svolge all'interno delle case, oppure all'estero; non esistono divertimenti pubblici, ma esiste una polizia del culto; il paese non è retto da una Costituzione, ma dal Corano, dalla tradizione profetica, e da un' assemblea consiliare (Maglis al-Shura). Nel corso degli ultimi 25 anni il paese s'è occidentalizzato, dando nascita a una cultura ambigua, che accetta l'Occidente nella sua modernità tecnologica, nei comportamenti sociali di facciata, ma sostanzialmente chiusa alla trasformazione sociale. Il risultato è che il regime è stato superato dalla contestazione sul versante della sua stessa ortodossia wahabita che era stata eretta a dottrina di Stato: una contestazione che rivendica una visione ancor più puritana dell'Islam, la contestazione salafita, (da salaf, che rimanda alla nozione dei primi pii, i primi puri).
  • L'Arabia Saudita è un paese a struttura tribale-dinastica: la famiglia reale conta oltre 3mila fra principi e principesse, che occupano i principali posti sia nell'amministrazione pubblica che nel privato: ciò fa sì che non esista un'effettiva distinzione fra pubblico e privato; gli equilibri sono gestiti ancora secondo i tradizionali rapporti tra gruppi e clan.
  • Oggi il paese si trova intrappolato fra la contestazione salafista e il mondo occidentale che gli chiede maggiore democrazia: sembra la quadratura del cerchio. Una situazione delicata e pericolosa, perché dove passa il petrolio, passano gli equilibri del pianeta.

Osama bin Laden[modifica]

  • Il popolo saudita non dimentica quel che hanno detto gli ulema e si rende conto che l'America è la causa principale dei suoi problemi. L'uomo della strada sa che il suo Paese è il più grande produttore di petrolio del mondo, ciononostante deve pagare molte tasse e non fruisce che di scadenti servizi sociali. Il popolo ascolta quello che dicono gli ulema nelle moschee, cioè che il nostro Paese è diventato una colonia americana, e si dà da fare per cacciare gli americani.
  • Il regime saudita, commettendo il grave errore di accogliere le truppe americane, rivelò la sua doppiezza. Diede sostegno alle nazioni che combattevano i musulmani. I governanti sauditi avevano già aiutato i comunisti yemeniti del Nord contro i musulmani yemeniti del Sud e poi avevano aiutato Arafat a combattere contro Hamas. Dopo aver insultato e arrestato gli ulema, il regime saudita ha perso ogni legittimità.
  • Il regime [saudita] si affermò sotto la bandiera dell'applicazione della legge islamica. Sotto quella bandiera tutto il popolo saudita lo aiutò a prendere il potere. Ma Abdulaziz non applicò la legge islamica; il Paese venne creato per il bene della sua famiglia. Dopo la scoperta del petrolio, il regime saudita trovò un nuovo strumento - il denaro - per tener buono il popolo arricchendolo e offrendogli servizi sociali e la vita che voleva.
  • Riteniamo che il governo americano abbia commesso il più grave errore entrando [nell'Arabia Saudita] in cui da 14 secoli nessun'altra nazione non islamica aveva osato entrare. Persino i britannici e altri non avevano mai occupato la terra delle due città sante.

Voci correlate[modifica]

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