Armando Petrucci

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Armando Petrucci (1932 – 2018), paleografo, medievista, diplomatista e codicologo italiano.

La scrittura. Ideologia e rappresentazione[modifica]

Citazioni[modifica]

  • Piranesi giunse a Roma, appena ventenne, nel 1740; era figlio di un artigiano costruttore, nipote di un architetto e aveva imparato assai presto a incidere: lungo tutta la vita non si sarebbe più liberato da questi due precoci condizionamenti per la pietra e per il rame lavorati manualmente. (p. 160)
  • [Su Giovanni Battista Piranesi] Va innanzitutto considerato che egli si considerò e si qualificò sempre come architetto, operò prevalentemente come incisore in rame, ma in pratica non fece altro che pubblicare libri. (p. 160)
  • Va ancora notato che l'interesse del Piranesi per la scrittura epigrafica romana non si manifestò subito e che essa nel primo periodo della sua attività non sembra abbia influenzato la scrittura d'apparato che egli scelse per i suoi frontespizi come quelli di primo e secondo stato delle Architetture e prospettive, o quello dei Capricci di carceri. (p. 160)
  • Nel 1781 (Piranesi era morto da tre anni) Stefano Antonio Morcelli, ex gesuita e bibliotecario Albani, pubblicava a Roma un voluminoso trattato De stilo inscriptionum latinarum che rappresentò la codificazione definitiva di una normativa neoclassica in campo epigrafico. (pp. 168-169)
  • [Sull'epigrafia del Settecento] Secondo il nuovo gusto predicato dal Morcelli, il testo delle iscrizioni avrebbe dovuto essere stringatissimo nell'estensione, semplice e diretto nell'espressione; e tutto ciò, poiché ne modificava la lunghezza, non poteva non influire indirettamente sulla disposizione e sull'impaginazione del testo stesso, e, più in generale, sulla presenza della scrittura nelle aree pubbliche (interne ed esterne) urbane e sulla sua funzione come sistema di segni: fattori che da una sua diversa dislocazione nelle aree urbane non potevano non essere modificati a fondo, in sintonia con la nuova sensibilità architettonica e urbanistica che si andava affermando. (p. 169)
  • [Sulla restaurazione architettonica neoclassica del Settecento] Dell'auspicata restaurazione faceva del resto parte integrante anche l'aspetto esterno della scrittura epigrafica; per essa il Morcelli, con esplicite indicazioni, rimandava a una puntuale imitazione delle lapidi romane in capitale di tipo quadrato dell'epoca di Traiano di Adriano e vietava l'uso di altri caratteri che non fossero maiuscoli. (p. 169)
  • A questo filone di rigida restaurazione formale in campo tipografico e di assolutizzazione del libro come prodotto modello, va ricondotta anche la complessa figura di Giovanni Mardesteig, grande maestro italo tedesco dell'arte tipografica, erede di una raffinata cultura mitteleuropea ricca di influssi morrisiani, e restauratore prima in Svizzera, poi, dal 1927 a Verona, dello stile bodoniano e dei modelli grafici e librari del Rinascimento italiano. (pp. 238 e 241)

Citazioni su Armando Petrucci[modifica]

Luciano Canfora[modifica]

  • Era Armando Petrucci, scomparso il 24 aprile a Pisa all’età di 86 anni, non soltanto uno dei maggiori storici della civiltà scrittoria, ma anche una coscienza civile di rara coerenza. Virtù in estinzione. Riconosciuto come uno dei maggiori medievalisti e paleografi nel panorama mondiale, prendeva in tal modo le distanze da un ambiente, quello statunitense, che suole considerarsi largitore insindacabile di riconoscimenti di per sé gratificanti e perciò compratore a buon mercato di coscienze ambiziose.
  • Petrucci, che è stato per eccellenza «uomo del libro», aveva incominciato ventitreenne, nel 1955, come archivista di Stato, poi bibliotecario-conservatore dei manoscritti alla Corsiniana, quindi docente a Roma con breve parentesi a Salerno e dal 1991 alla Scuola Normale pisana.
  • Nel celebre saggio Paleografia quale scienza dello spirito Giorgio Pasquali impresse una svolta epocale ad una disciplina, la paleografia, soffocata dal tecnicismo. [...] Petrucci, uomo non incompiuto o a sviluppo parziale come tanti accademici pur capaci, uomo in cui studio (e di quale livello) e intelligenza storica (e perciò politica) si fondevano e alimentavano a vicenda, andò molto più avanti. Per lui, storia del libro, storia della scrittura e della diffusione contrastata e problematica di quello strumento che continua a rivoluzionare il mondo, divennero storia sociale in senso completo: storia dell’analfabetismo e lotta per le biblioteche da ultimo inselvatichite da nuove tecnologie escludenti e banalizzanti (fu strenuo difensore dei cataloghi a scheda, beni culturali essi stessi).

Bibliografia[modifica]

  • Armando Petrucci, La scrittura. Ideologia e rappresentazione, a cura di Antonio Ciaralli, introduzione di Nicolas Barker, Luiss University Press, Roma, 2021. ISBN 978-88-6105-642-8

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