Baalbek

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Rovine di Baalbek, Libano, 2111.

Citazioni su Baalbek, sito archeologico del Libano.

  • Baalbek è il trionfo della pietra, una magnificenza lapidaria il cui linguaggio, ancora visivo, riduce New York a una dimora di formiche. È una pietra color pesca, striata di oro rossiccio così come le colonne di St Martin-in-the-Fields sono striate di fuliggine. Ha la consistenza del marmo, senza trasparenza ma con una lieve velatura, come quella delle prugne. L'ora ideale per vederla è l'alba: lo sguardo sale lungo le sei colonne, i cui fusti di pesca e d'oro splendono con la stessa luminosità dell'aria cerulea, e perfino i basamenti privi di colonne hanno un'identità vivente, baciata dal sole, sullo sfondo delle profondità violette del firmamento. Sale ancora lo sguardo lungo questa carne scavata, lungo i fusti tre volte enormi, fino ai capitelli sbrecciati e al cornicione grande come una casa, tutti insieme sospesi nel celeste. Lo sguardo spazia oltre le mura, fino ai ciuffi verdi dei pioppi dai tronchi bianchi; oltre ancora, al Libano scintillante in lontananza di toni violacei, azzurri, oro e rosa. E poi scende seguendo le montagne fino al vuoto: il deserto, solitario mare di pietra. Bevi l'aria vibrante. Accarezza la pietra con mano delicata. Da' il tuo addio all'Occidente, se lo possiedi, quindi volgiti a Oriente, turista. (Robert Byron)
  • Partiti dal monte Libano arrivammo a Baalbek, una bella e antica città fra le più splendide di Siria. Circondata da magnifici frutteti e da giardini superbi, possiede terre irrorate da ruscelli e uguaglia Damasco per le sue inesauribili risorse. Vi crescono ciliegie che non hanno uguali e vi si produce il dibs cosiddetto di Baalbek, una specie di mosto d'uva cui aggiungono una polverina che lo fa rapprendere — sicché, spezzando il vaso, il contenuto esce in un sol blocco. Mischiando questo dibs con pistacchi e mandorle, poi, si fa un dolce detto mulabban, o jild al-faras. A Baalbek producono anche molto latte cagliato e lo esportano a Damasco, che dista un giorno di cammino se si marcia di buon passo — le comitive, invece, partono da Baalbek e pernottano in una cittadina chiamata al-Zabdânî, ricca di frutta, per riprendere poi il viaggio verso Damasco il mattino seguente. A Baalbek si producono anche le omonime stoffe con cui si confezionano mantelli e altri capi, e poi scodelle e cucchiai di legno senza pari sulla terra, I grandi piatti da portata, quelli che da noi si chiamano sabfa, qui vengono detti dast, e a volte ne fanno uno, poi un altro che sta esattamente nell'incavo del primo, e così via sino a dieci — ma a guardarli sembra ci sia un piatto solo. Lo stesso dicasi per i cucchiai: ne fabbricano dieci, ognuno contenuto nella cavità dell'altro, poi li mettono in un astuccio di pelle — così si possono portare appesi alla cintura e quando si mangia con gli amici si tirano fuori: chi li vede pensa che ci sia un cucchiaio solo, ma dall'incavo del primo ne escono altri nove ! (Ibn Battuta)

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