Battaglia di Amba Aradam

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Battaglia di Amba Aradam, Giuseppe Bottai e altri ufficiali consultano una mappa.

Citazioni sulla battaglia di Amba Aradam, conosciuta anche come battaglia dell'Endertà, combattuta tra il 10 e il 19 febbraio del 1936 nell'ambito della Guerra d'Etiopia.

Giuseppe Bottai[modifica]

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

  • Una fascia lunga di nebbia copre l'Aradàm, ci nasconde al nemico. I soldati zufolano, canticchiano. Scendiamo valloncelli, saliamo coste blande, finché siamo in vista di Céli. S'odono i primi colpi, sulle alture a sud. Il Generale Spatocco mi manda a chiamare. «Due compagnie in posizione sulle due collinette sopra il paese. Mi guardi il fianco». Mando innanzi undecima e decima.
  • Attraversiamo poveri orti abbandonati. Saliamo. Siamo in postazione. Dinanzi a noi è una valle immensa, che s'inforra a canalone fin sotto il ciglio estremo dell'Aradàm. Di là, il nemico può piombare sul nostro fianco, girarci a tergo. Guatiamo: nessuno. [...] Ricevo l'ordine di portare tutto il battaglione in linea sul costone, che da Céli sale ripido a sud, verso l'Aradàm. Sotto un piover di palle, che cadono stracche da lontano, ordino e eseguo il movimento.
  • L'intuizione di Spatocco è stata giusta; ci varrà la vittoria. Mi reco dove ferve la lotta. Calmo i miei tiratori, li invito a un fuoco lento, calmo, di precisione. Accanto mi cade un portatreppiedi, secco. Falciamo il nemico. L'amba si macchia di bianco. Fino alle prime ore del pomeriggio contendiamo il passo agli abissini. Il Generale chiama a sé il battaglione: la minaccia è sventata. Nel sole ardente saliamo verso la cima dell'Aradàm. [..] Spari sull'amba, due, uno, zero. La battaglia è finita. La vittoria giunge con la sera.

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