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Bonaventura Furlanetto

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Bonaventura Furlanetto

Bonaventura Furlanetto (1738 – 1817), compositore e insegnante di musica italiano.

Citazioni su Bonaventura Furlanetto[modifica]

  • Il Furlanetto era sommo! – aveva una comunicativa che, a dir vero, non riscontrai in tanti altri celebri istitutori – chiarezza d'idee, dottrina profonda, ed una amorevolezza pei suoi alunni da esser tenuta in gran conto. Le di lui lezioni non erano già di un'ora, ma bensì di due, tre e quattro. Conversava con noi, come un padre può conversare coi figli! A lui debbo tutto quel poco che so. (Giovanni Pacini)
  • In tutti questi gravissimi ufficii di vario genere, chiunque non sia straniero affatto al regno dell'armonia, conoscer deve a fondo il merito sommo dell'autor nostro. Egli soddisfece del pari ed a coloro che udivano l'esecuzione, ed a coloro che le partiture leggeano, riunendo nelle sue composizioni quel ch' è ad altri, e fu, e sempre sarà tanto malagevole riunire, cioè la vera dottrina della scienza ed il sapore del così detto buon gusto. Ebbe quindi, e aver dovea plauso del pari e dagli eruditi, e dagl'ineruditi. Per quelli il madrigalesco, l'imitativo, il contrappunto doppio, le fughe le più involute e zeppe di soggetti e contro soggetti, d'attacchi, di ripigli, di rovesciamenti, di strette, e quanto insomma sta nella più alla e recondita cima di quest'arte eccelsa riposto: per questi, i pensieri vivaci, le melodie soavi, gli accompagnamenti fioriti, le naturali modulazioni, e quanto genera insomma ciò che dalla moltitudine chiamasi facile e piacevol effetto. (Francesco Caffi)
  • La meditazione di Furlanetto era quella del grand'uomo. Bene impadronitosi egli de' caratteri, dei sentimenti, delle situazioni che l'argomento gli offeriva, ecco a schiera le idee musicali: ecco le cantilene, gli accordi, le modulazioni, i contrasti delle parti, il movimento degli accompagnamenti, il concerto degli stromenti, i chiaroscuri de' forti e de' piani, gli allentamenti e le strette de' tempi: tutto a seconda delle parole che voglionsi pronunciare: tutto a misura degli affetti che devonsi muovere: tutto in ragione di ciò che viensi a rappresentare. (Francesco Caffi)
  • Son tornato alla chiesa di Celestia che trovai piena di gente. La messa, in musica, che vi si cantava era di composizione di Furlanetto, maestro della Pietà, musicista di poche risorse, poco calore, e ancor meno varietà; egli pecca a ogni modo più di scienza che di genio poiché la sua armonia è buona e la modulazione regolare e conforme alle leggi. Ma confesso che la sua musica m'annoia, lascia un senso di fiacchezza, un disgusto di sazietà, mentre quella di Galluppi e di Sacchini rallegra, risveglia e distrae sempre. (Charles Burney)

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