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Bruno Gattai

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Bruno Gattai (1959 – vivente), avvocato, ex sciatore alpino e telecronista sportivo italiano.

«Tomba mi manda ancora i video delle mie telecronache. Sono il primo avvocato d'Italia e oggi guardare lo sci mi annoia»

Intervista di Giovanni Viafora, Corriere della Sera, 4 giugno 2024.

  • Le telecronache mi hanno reso popolare, ma è stata la cosa che mi ha dato meno soddisfazioni: è quella che mi è sempre venuta più facile.
  • [Quale mette in testa?] La professione. Oggi nel private equity sono considerato forse il miglior avvocato d'Italia. [...] Nel 2012 guidavo la sede italiana di Dewey Ballantine, che in dieci anni avevo portato da 10 a 150 avvocati. Grossa società americana: fallì. Fu la "Lehman Brothers" degli studi legali. Mi trovai di colpo senza niente, rischiando di perdere anche il patrimonio personale. Riunii le venti persone che mi erano più legate e ripartii come "Gattai, Minoli and partners". Dopo dieci anni siamo tornati a essere in 150.
  • [Suo padre Arrigo Gattai. Che divenne presidente del Coni.] Era il figlio primogenito di una famiglia patriarcale fascista. Legatissimo ad Angelo Moratti: lo conobbe dal barbiere, il mitico Gino. E diventò il suo uomo di fiducia: fu papà che andò a prendere Helenio Herrera a Barcellona.
  • [E quella sua collocazione a destra di suo padre non fu mai un problema?] Ma no, era così intelligente. Seppe cambiare. Anche con me, che sono sempre stato più di sinistra. Ho fatto il liceo negli anni più caldi. Daniele Laus, uno degli assassini di Tobagi era mio compagno di banco al Beccaria.
  • [Stavamo parlando delle telecronache: come iniziò?] Fu Enrico Crespi, ex giornalista della Notte che collaborava con Telemontecarlo, che mi chiese di dargli una mano. Avevo 25 anni. Iniziai con le Olimpiadi di Sarajevo.
  • [Non si è più fermato] Ho avuto il culo che nacquero Alberto Tomba e Deborah Compagnoni.
  • [Tomba, appunto] All'inizio il rapporto era complicato, criticai la sua scelta di concentrarsi solo su Gigante e Slalom. Ma aveva ragione lui. All'epoca non lo frequentavo molto, non volevo passare per il leccaculo di turno. Oggi abbiamo un rapporto bellissimo.
  • [Vi sentite?] Mi chiama, ci scriviamo. Mi manda di continuo i video delle mie vecchie telecronache.
  • [E lo sci lo guarda ancora?] Poco, mi annoia. È tutto uguale.

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