Futbol Club Barcelona

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Una maglia del FC Barcelona

Citazioni sul Futbol Club Barcelona.

Citazioni[modifica]

  • È molto difficile fare cose simili al Barcellona. Mourinho ha detto qualcosa di simile: se vuoi imitare il Barcellona, allora sarai sempre il secondo. Il Barça nel suo stile è unico. (Marcelino García Toral)
  • È sempre difficile farlo capire, e non so perché, ma nessuno di noi vorrebbe muoversi da Barcellona: c'è un mix di gratitudine, vita serena e calcio competitivo che ci fa sventolare come tante bandiere. (Andrés Iniesta)
  • È un piacere vedere giocare il Barcellona. È una squadra di calciatori educati, con grandissime doti tecniche. E poi è l'elogio della democrazia del calcio. A parte un paio, il Barça è composto di giocatori di 1,65 o giù di lì, che però non fanno vedere il pallone agli avversari. (Paolo Maldini)
  • [Dopo la pesante sconfitta in semifinale di Champions League 2012-13 contro il Bayern Monaco con un passivo totale di 0-7] La situazione è grave, però il Barça ha dalla sua un vantaggio per risalire rapidamente. Il modello Barcellona è costruito su un metodo che viene da lontano, da Cruyff e dagli inizi degli anni '90, e che ha prodotto cambi e successi a catena: Van Gaal, Rijkaard e, soprattutto, Pep Guardiola. È infinitamente meglio lavorare su una base solida e compatta piuttosto che su terreno incerto e scivoloso. (Santiago Segurola)
  • Più di un club.[1] (slogan)

Michele Dalai[modifica]

  • Il Barcellona è il sublime assoluto per chi ama le statistiche. Una valanga di passaggi, ore intere di possesso palla, quantità impensabili di chilometri percorsi dai suoi piccoli maratoneti, grappoli di gol a squadre giustiziate senza pietà. [...] Una squadra in cui, almeno apparentemente, possono cambiare gli esecutori senza che lo spartito abbia mai variazioni. [...] Accade infatti molto spesso che, nonostante le impressionanti cifre del tabellino, le partite del Barcellona siano noiose oltre ogni immaginazione. Noiose per me, s'intende. [...] Gli innamorati del Barça confutano la tesi della noia e portano le prove di un processo evolutivo che nella squadra blaugrana ha trovato la sua transitoria perfezione, in attesa di nuove evoluzioni. La meraviglia di un gioco quasi esatto, vincente come pochi altri, prevedibile e per questo affascinante. Un po' come vivere nell'incubo di un perpetuo Giorno della marmotta insomma, sempre uguale a se stesso.
  • Il Barcellona è la fine del calcio come gioco e l'inizio del calcio come prodotto per l'intrattenimento di massa. Il Barcellona è un prodotto, puro marketing sportivo su scala globale. Il Barcellona è vendibile perché lava più bianco e i bambini lo consigliano alle mamme. Il Barcellona è vendibile perché incarna lo spirito IKEA nel calcio: lo capiscono tutti quelli che di calcio non capiscono nulla, lo amano tutti quelli che non amano il calcio. Il che non rende valido il sillogismo per cui tutti quelli che amano il calcio lo odiano, ma resta comunque inquietante.
  • Il sistema di gioco del Barcellona è concepito per rincoglionire gli avversari, per ammazzarli di noia con un possesso palla prima lento come la più terrificante pellicola d'autore iraniana e poi inutilmente veloce come un frullatore impazzito che monta panna a sproposito. Poi però arriva Messi e in qualche modo le cose prendono senso. (cap. Lo strano caso di Zlatan Ibrahimović e la maglia baciata troppo in fretta, p. 62)

José Mourinho[modifica]

  • Il Barcellona? È la miglior squadra del mondo. È una squadra giá costruita che gioca ad occhi chiusi. Ha una filosofia che ha mantenuto inalterata e se la vedrá contro una squadra in costruzione. Parte davanti, ma quello che voglio è che siamo noi quelli davanti alla fine.
  • Non sono l'anti-Barcellona. Sono l'allenatore del Real, ma il Barca non mi preoccupa. Il mio unico interesse è far crescere il Real. Il Barca è un gran rivale e noi lo rispettiamo. Se sono odiato a Barcellona, è un loro problema, non mio. La parola "paura" non c'è nel mio dizionario calcistico.
  • Non sono stupido abbastanza da pensare che questo odio possa diventare amore. Rispetto il Barça e non dimenticherò mai quello che il club mi ha dato nei 4 anni in cui sono stato lì, ma qualcosa si è creato attorno a me ed è difficile renderlo positivo. È chiaro che finirò la mia carriera senza aver allenato il Barça.
  • Sono stato influenzato più dalla filosofia del Barça che da qualsiasi altro allenatore. Sono stati quattro anni della mia vita assolutamente fondamentali.

Note[modifica]

  1. «Mes que un club.» Slogan consacrato nel 1968.

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