Carl Orff

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Carl Orff (1895 – 1982), compositore tedesco.

Citazioni su Carl Orff[modifica]

  • [I Trionfi (Carmina Burana e Carmina Catulli) eseguiti a Monaco nella Sala d'Ercole del Palazzo Reale] Una forza naturale si espandeva liberamente, ignara di mille dubbi che crucciano in questa età la gran parte degli artisti innanzi ancora di pronunciare la prima parola, di tirar la prima linea o di appuntare la prima nota. Ma insieme l'abilità più disinvolta, la sprezzatura più sottile e audace nell'uso della tecnica e dei singoli strumenti: dal gregoriano alla dodecafonia, tutte le possibilità sfruttate con perfetta sicurezza e opportunità. (Singolari effetti che Orff sa trarre, per esempio, dagli xilofoni). A volte un'eco d'aria popolare, che pareva consunta, e si svolge ora in una freschezza insospettata; qui la gravità di un ritmo binario (ecco i russi, pensiamo) ritorta in un umorismo irresistibile; là un attacco di una solennità bachiana; ma poi chiuse rapide, spesso brusche, di una ben risoluta modernità.
    Un eclettico? Forse; anzi, certo. Ma memoria e fantasia, impulso e stesura talmente fusi da raggiungere un'evidente unità... D'altra parte (e non mi sembra affatto un vizio) una tale aderenza ai testi, ma spontanea, congeniale, che non si sanno poi immaginare disgiunti da quella musica o tanto meno rivestiti di un'altra. (Leone Traverso)
  • I Carmina Burana erano assai noti. [...] Più recenti i Carmina Catulli, ma di un estro, di una penetrazione e varietà anche maggiori. Di Catullo, Orff ha saputo riscoprire e rimodellare in note l'impeto e l'amarezza, «quella continua pulsazione della propria vita nella propria arte» (secondo le parole di Concetto Marchesi) che dopo due millenni ne fa ancora il poeta di Roma più vicino a noi. (Leone Traverso)

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