Concetto Marchesi

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Concetto Marchesi nel 1954

Concetto Marchesi (1878 – 1957), politico, latinista e accademico italiano.

Citazioni di Concetto Marchesi[modifica]

  • Giovenale che, come quanti hanno più intensa la vita interiore, avrebbe voluto fermare la vita esterna dentro i limiti e i modi delle vecchie consuetudini, visse invece nel tempo in cui per mezzo della conquista romana dominava nel mondo occidentale la classe onnipotente del traffico e del denaro; e fu perciò, per l'amore del passato, un poeta sociale, anzi l'unico vero poeta sociale dell'antichità romana. Nella sua poesia si sentono già voci roventi di protesta contro la iniquità delle umane fortune.[1]
  • Nessuno nega... che in questo mondo dilaniato dalla guerra c’è, oggi più che mai, una trepida attesa della vita che nascerà da tanta morte e della concordia che sorgerà da un odio così smisurato e implacabile.[2]
  • [All'VIII Congresso del PCI] Tiberio, uno dei più grandi e infamati imperatori di Roma trovò il suo implacabile accusatore in Cornelio Tacito, il massimo storico del principato. A Stalin, meno fortunato, è toccato Nikita Krusciov.[3]

Citazioni su Concetto Marchesi[modifica]

  • Alla memoria di Norma, la cui famiglia lamentava altri sette infoibati, nel dopoguerra venne un riconoscimento autorevole. L’Università di Padova, su proposta di Concetto Marchesi e con l’unanimità del Consiglio della facoltà di lettere e filosofia, le conferì la laurea honoris causa. In quell’occasione, qualcuno obiettò che Norma non meritava tale riconoscimento perché "non era caduta per la libertà", ma Concetto Marchesi, benché militante comunista, affermò che Norma Cossetto era caduta per l’italianità dell’Istria e che meritava più di chiunque altro quel riconoscimento. (Arrigo Petacco)
  • Di Catullo, Orff ha saputo riscoprire e rimodellare in note l'impeto e l'amarezza, «quella continua pulsazione della propria vita nella propria arte» (secondo le parole di Concetto Marchesi) che dopo due millenni ne fa ancora il poeta di Roma più vicino a noi. (Leone Traverso)
  • È molto interessante che i due proponenti [dell'articolo 9 della Costituzione] di allora siano stati un anziano professore di latino comunista, Concetto Marchesi, che è stato rettore dell'Università di Padova, e un giovanissimo giurista democristiano, Aldo Moro. (Salvatore Settis)
  • Mai come nella guerra civile, che Concetto Marchesi chiamò «la più feroce e sincera di tutte le guerre», le differenze fra i belligeranti sono tanto nette e irriducibili e gli odi tanto profondi. (Claudio Pavone)

Note[modifica]

  1. Da Storia della letteratura latina, Messina, 1937; citato in Decimo Giunio Giovenale, Satire, introduzione di Luca Canali, premessa al testo, traduzione e note di Ettore Barelli, BUR, Rizzoli, Milano, 19602, p. 32.
  2. Da Scritti politici, Roma: Editori Riuniti, 1958, p. 145.
  3. Citato in Augusto Cavadi, La scelta di Concetto Marchesi con Stalin e contro Togliatti, repubblica.it, 23 agosto 2007.

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