Carl Van Vechten

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Carl Van Vechten, 1947

Carl Van Vechten (1880 – 1964), scrittore e fotografo statunitense.

  • L'erba gatta è per la maggior parte dei gatti quello che per gli uomini sono la vodka e il whisky.[1]
  • La pulizia nel mondo del gatto è una virtù che viene addirittura anteposta alla devozione.[2]
  • [Riferito a Bessie Smith] Porter Grainger l'accompagnò nel mio appartamento nella 55a Strada Ovest... C'erano George Gershwin, e c'erano Merguerite d'Alvarez, Constance Collier e, mi pare, Adele Astaire. Il soggiorno era pieno di gente sofisticata. Prima di mettersi a cantare, Bessie volle bere. Chiese un bicchiere di gin puro e in una sola sorsata ne ingollò quasi una pinta. Poi, mentre una sigaretta accesa le penzolava da un angolo della bocca, si immerse, proprio si immerse, nel blues, accompagnata da Porter al piano. Io sono sicurissimo che nessuno di quelli che erano presenti quella sera la dimenticherà mai. Quella non era una attrice che imitasse le sofferenze di una donna: non c'era nessun artificio in lei. Era la realtà: una donna che si apriva il cuore con un coltello per metterlo bene in mostra davanti a tutti noi, per farci soffrire quello che soffriva lei, per trascinarci con una ferocia ritmica che si faceva fatica a sopportare.[3]

Note[modifica]

  1. Citato in Alessandro Paronuzzi, José e Renzo Kollmann, Non dire gatto..., Àncora Editrice, Milano, 2004, p. 56. ISBN 88-514-0219-1
  2. Citato in Aa.Vv., Antica saggezza dei gatti: aforismi felini, Edizioni del Baldo, Colognola ai Colli, 2013, p. 66. ISBN 8867210530
  3. Tratto da un articolo di Carl Van Vechten apparso nel mensile Jazz Record, settembre 1947.

Bibliografia[modifica]

  • Arrigo Polillo, Jazz: La vicenda e i protagonisti della musica afro-americana, Mondadori, 1975. ISBN 978-88-04-42733-9

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