Carlo Bugatti

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Carlo Bugatti nel 1920

Carlo Bugatti (1855 – 1940), ebanista, designer e politico italiano.

Citazioni su Carlo Bugatti[modifica]

Francesca D'Aloja[modifica]

  • Fu mia madre, arredatrice col pallino del Liberty e progettista anch'essa di mobili zoomorfi, a farmi conoscere Carlo Bugatti, mostrandomi delle fotografie delle sue creazioni. All'epoca non ne capii la grandezza, mi sembravano assurde, inutilizzabili. A fuorviarmi erano le definizioni delle didascalie: tavolo, sedia, armadio. Nomi di oggetti comuni applicati a manufatti che di comune non avevano nulla, non soltanto nelle forme (asimmetriche, sproporzionate) ma nei materiali utilizzati: legni esotici e pergamena, intarsi di madreperla, gusci di noce, osso, avorio ed ebano, e poi nappe, corde, ferro e rame, ottone e peltro.
  • Non mentiva Carlo Bugatti nel considerarsi unico, le sue creazioni, pur inserite nell'estetica Art Nouveau, ne superavano i precetti, andavano oltre: "Fu il primo, in Italia, a creare, e non solo a sognare, un moderno stile nell'arredamento", si disse di lui. La sua fama ben presto si accresce, espone a Londra, a Parigi, dove decide di trasferirsi assieme alla famiglia. Chiude la Fabbrica Monili Artistici Fantasia (che nome meraviglioso) e apre un nuovo laboratorio a Parigi allargando la sua produzione a gioielli e oggetti d'arte.
  • Quando si pensa o si pronuncia il nome Bugatti, viene spontaneo utilizzare l'articolo plurale femminile. Le Bugatti, le mitiche, inarrivabili, automobili. Ma l'articolo corretto sarebbe invece I Bugatti. Già, perché i componenti di quella famiglia sono proprio come le celebri automobili: mitici e inarrivabili. A cominciare da Carlo, il capostipite. L'eclettico scultore, architetto, pittore, incisore, inventore di strumenti musicali, ma soprattutto ebanista creatore di mobili stravaganti, oggi esposti nei più importanti musei del mondo. Un anticonformista che fece dell'estetica una ragione di vita, quando ancora era possibile dedicare la vita intera alla bellezza.

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