Carlo Rubbia

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Medaglia del Premio Nobel
Per la fisica (1984)
Carlo Rubbia

Carlo Rubbia (1934 – vivente), fisico italiano.

Citazioni di Carlo Rubbia[modifica]

Il DNA lo prova: la vita sulla terra ha un solo padre, Liberal, 23 dicembre 2011
  • Più la scienza cerca e più trova gli indizi di una unica Creazione opera di una entità superiore. Lo dimostra l'elica del DNA.
  • Noi [fisici] arriviamo a Dio percorrendo la strada della ragione.
  • La vita: un atto creativo così perfetto e così immenso generato nella sua integralità in tempi così brevi e ravvicinati all'inizio dello spazio e del tempo.
  • Non esiste fantascienza senza scienza, come non esiste scienza senza fantascienza.
Intervista di Giovanni Valentini, Rubbia: "Né petrolio né carbone: soltanto il sole può darci energia", la Repubblica, 30 marzo 2008
  • Sa quando è stato costruito l'ultimo reattore in America? Nel 1979, trent'anni fa! E sa quanto conta il nucleare nella produzione energetica francese? Circa il 20 per cento. Ma i costi altissimi dei loro 59 reattori sono stati sostenuti di fatto dal governo, dallo Stato, per mantenere l'arsenale atomico. Ricordiamoci che per costruire una centrale nucleare occorrono 8-10 anni di lavoro e che la tecnologia proposta si basa su un combustibile, l'uranio appunto, di durata limitata. Poi resta, in tutto il mondo, il problema delle scorie.
  • Non esiste un nucleare sicuro. O a bassa produzione di scorie. Esiste un calcolo delle probabilità, per cui ogni cento anni un incidente nucleare è possibile: e questo evidentemente aumenta con il numero delle centrali. Si può parlare, semmai, di un nucleare innovativo.
  • Basti pensare che un ipotetico quadrato di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre tutta l'energia necessaria all'intero pianeta. E un'area di queste dimensioni equivale appena allo 0,1 per cento delle zone desertiche del cosiddetto sun-belt. Per rifornire di elettricità un terzo dell'Italia, un'area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma.
  • Il sole non è soggetto ai monopoli. E non paga la bolletta. Mi creda questa è una grande opportunità per il nostro Paese: se non lo faremo noi, molto presto lo faranno gli americani, com'è accaduto del resto per il computer vent'anni fa.

Il dilemma nucleare[modifica]

Incipit[modifica]

Il metodo scientifico moderno, e il conseguente enorme potere che ha oggi la Scienza, è nato in Italia con Galileo Galilei.

Citazioni[modifica]

  • Conoscere nel senso della Scienza vuol dire prevedere. È l'abilità di matematizzare, calcolare, misurare, che consente all'uomo moderno di costruire un ponte prevedendo il comportamento meccanico della struttura. (p. 2)
  • Lo scienziato è, per me, l'uomo che vuole leggere il libro della Natura, che lo appassiona come e più di un romanzo e ha tra l'altro una grande caratteristica, quella di non esaurirsi mai. (p. 4)
  • Tuttavia lo scienziato, nel momento stesso in cui le rende note, perde il controllo sull'utilizzazione pratica delle sue scoperte. (p. 6)

Explicit[modifica]

Nel 1934, il grande fisico Lord Rutherford, che scoprì per primo l'esistenza del nucleo, e quindi è da considerare il padre fondatore della fisica nucleare, disse solennemente davanti alla British Association for the Advacement of Science:

« Anyone who says that, with the means at present at our disposal and with our present knowledge we can utilize atomic energy is talking moonshine»,

che tradotta si può riassumere: Sulla base delle conoscenze e delle tecnologie attualmente a disposizione, chiunque parli delle possibili utilizzazioni dell'energia nucleare parla a vanvera.
Meno di due lustri dopo, Fermi aveva messo in funzione la pila atomica e il mondo intero rabbrividiva davanti ai funghi nucleari di Hiroshima e Nagasaki.

La tentazione di credere[modifica]

  • Credo che tutto ciò faccia parte di un nostro bagaglio etico, e penso che quello che conta sia il rispetto del nostro umanesimo, del nostro essere uomini.
  • La natura è costruita in maniera tale che non c'è dubbio che non possa esser costruita così per un caso. Più uno studia i fenomeni della natura, più si convince profondamente di ciò. Esistono delle leggi naturali di una profondità e di una bellezza incredibili. Non si può pensare che tutto ciò si riduca ad un accumulo di molecole.
  • La più grande forma di libertà è quella di potersi domandare da dove veniamo e dove andiamo. Non esiste forma di vita umana che non si sia posta questa domanda. E non c'è forma di società umana che non abbia cercato in qualche modo di darvi risposta.
  • Lo scienziato in particolare, riconosce fondamentalmente l'esistenza di una legge che trascende, qualcosa che è al di fuori e che è immanente al meccanismo naturale. Riconosce che questo "qualcosa" ne è la causa, che tira le fila del sistema. È un "qualcosa" che ci sfugge.
  • Più ci guardi dentro, più capisci che non ha a che fare col caso.
  • Poiché tutti noi pensiamo che il nostro essere uomini sia qualcosa che ci mette al di sopra di tutti gli altri esseri viventi sulla terra, per forza dobbiamo anche pensare che siamo stati fatti ad immagine di qualcosa ancora più importante di noi.
  • Quello che impressiona di più, della domanda [su chi siamo e dove andiamo], è la sua universalità. È comune a tutti.

Bibliografia[modifica]

  • Carlo Rubbia con Nino Criscenti, Il dilemma nucleare, Sperling & Kupfer, 1987. ISBN 88-200-0639-1
  • Carlo Rubbia, La tentazione del credere, Rizzoli, Milano, 1987.

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