Claudio Napoleoni

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Claudio Napoleoni (1924 – 1988), economista e politico italiano.

Dalla scienza all'utopia[modifica]

Incipit[modifica]

Di questo libro [Produzione di merci a mezzo di merci. Premesse a una critica della teoria economica, Einaudi, Torino 1960] di Sraffa occorre dir subito che per intenderlo realmente si richiede un lavoro esegetico notevole. Il presente scritto non si propone di fornire, nella sua compiutezza, quell'esegesi che pure ritiene necessaria, ma si propone solo di avviare il discorso in questa direzione.

Citazioni[modifica]

  • Il lavoro di Sraffa [Produzione di merci a mezzo merci. Premesse a una critica della teoria economica] parte dal pensiero che la crisi della teoria moderna è definitiva, mentre quella della teoria classica non lo è, al punto che ha senso riprendere la ricerca ponendosi proprio nella tradizione classica. (p. 5)
  • Caro Piero,
    ho ripensato alla nostra discussione e ti faccio qui di seguito alcune osservazioni.
    Innanzi tutto provo a riesporre le tue tesi, in modo che tu possa controllare se le ho capite bene.
    La tua prima proposizione è stata questa: dallo schema di Produzione di merci a mezzo merci risulta che non esiste altra originale del profitto al di fuori del fatto che il salario è minore del prodotto netto; l'unico modo corretto di interpretare il profitto è perciò quello di considerarlo come un «minus-salario». (p. 23)
    • Nel tuo schema che il valore del saggio profitto sia determinato solo dal livello del salario risulta già dal fatto che, con qualunque unità di misura, r è funzione soltanto di w, cioè dal fatto che la funzione che dà il saggio del profitto possiede un'unica variabile indipendente, ossia appunto il salario. La forma di questa funzione mi pare inessenziale rispetto al fatto (questo, sì, essenziale) che si tratti di una funzione di un'unica variabile, e quindi al fatto, da cui quest'ultimo deriva, che il tuo schema presenta, come direbbe un matematico, un solo grado di libertà. (p. 25-26)
  • Adam Smith esalta continuamente i vantaggi che un paese ritrae da un ampio reddito lordo, piuttosto che da un ampio reddito netto. (p. 29)
  • Un'economia di mercato, nel senso proprio e pieno del termine, si ha quando il processo di formazione dei valori economici sia retto da una legge che si imponga a ogni singolo soggetto economico come una legge «obiettiva esterna», propria del sistema come tale. (p. 33)
  • Von Mises affermava che ogni economia – qualunque sia il contenuto istituzionale nel quale si svolge – ha da risolvere il problema del migliore utilizzo di risorse scarse; che a tal fine si richiede un calcolo che consenta di scegliere, tra tutte le alternative possibili, quella migliore; che tale calcolo si può eseguire solo in quanto le risorse siano dotate di opportuni indici di scarsità, così come avviene mediante la formazione di prezzi su un mercato; che nell'economia pianificata, poiché, come conseguenza della proprietà pubblica, non esiste mercato per le risorse produttive, la determinazione di tali indici è impossibile; che, perciò, l'economia pianificata, non potendo eseguire alcun calcolo, è condannata all'impossibilità di risolvere il problema economico, è cioè un'economia priva di razionalità. (p. 55)

Bibliografia[modifica]

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