Colosseo

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Il Colosseo

Citazioni sul Colosseo o Anfiteatro Flavio.

  • Centinaia di statue, di gruppi, di bassorilievi e d'iscrizioni dovevano decorare questo sontuoso edificio che conteneva non meno di 87000 spettatori e la cui inaugurazione – sotto Tito – fu solennizzata con cento giorni di feste. Bisogna salire sull'ultima serie di gradinate e di là guardare l'interno del circo in uno di quei crepuscoli romani che sembra debbano versare oro e porpora sulla terra, per ricostruire la scena di quell'edificio sontuoso, come doveva essere tutto splendente di marmi e bronzi dorati, tutto fremente di popolo, fra le urla delle belve e gl'incitamenti dei combattenti, nello scintillìo dell'arena gialla che ne ricopriva il suolo e dei braceri che ardevano incensi in onore delle divinità, sotto le grandi alternative di ombra e di luce lasciate dal velario, in una discordante armonia di colori, di suoni, di frastuoni, di luci, di profumi, di sentori e di grida, quasi in una suprema apoteosi di forza sotto la gloria del sole che lo inondava dei suoi raggi più luminosi. Poi all'uscita, quando gli ultimi servi dell'arena trascinavano con gli uncini i corpi degli uccisi, tutta quella folla si riversava tumultuando e discutendo dentro il vicino Foro o nelle viuzze che circondavano l'edificio colossale, mentre l'imperatore accompagnato dalla sua scorta risaliva nei suoi palazzi del Palatino a traverso il criptoportico o galleria sotterranea che li riuniva all'anfiteatro di modo che potesse accedervi senza mostrarsi sulla pubblica via. (Diego Angeli)
  • Il Colosseo di giorno, al chiaro di luna, a lume di torcia e con ogni sorta di luce è quanto di più stupendo e terribile. (Charles Dickens)
  • Il Colosseo in rovina è come una tazza sbreccata della colazione dei secoli. (Ramón Gómez de la Serna)
  • Il Colosseo, la più bella rovina di Roma, termina il nobile recinto dove si manifesta tutta la storia. Questo magnifico edificio, di cui esistono solo le pietre spoglie dell'oro e de' marmi, servì di arena ai gladiatori combattenti contro le bestie feroci. Così si soleva divertire e ingannare il popolo romano, con emozioni forti, quando i sentimenti naturali non potevano più avere slancio. (Madame de Staël)
  • Il Colosseo non è arte. Era uno stadio. (Umberto Broccoli)
  • Il Colosseo, questo teschio di Roma, sotterratelo! (Gesualdo Bufalino)
  • Incantevole è soprattutto la vista del Colosseo, che di notte è chiuso; all'interno, in una cappelletta, vive un eremita e sotto le volte in rovina si riparano i mendicanti. Essi avevano acceso il fuoco sul terreno del fondo, e un venticello spingeva il fumo sopra tutta l'arena, coprendo la parte bassa dei ruderi, mentre le mura gigantesche torreggiavano fosche in alto; noi, fermi davanti all'inferriata, contemplavamo quel prodigio, e in cielo la luna splendeva alta e serena. A poco a poco il fumo si diffondeva attraverso le pareti, i vani, le aperture, e nella luce lunare sembrava nebbia. Era uno spettacolo senza l'uguale. Così si dovrebbero vedere illuminati il Pantheon e il Campidoglio, il colonnato di S. Pietro e altre grandi vie e piazze. E così il sole e la luna, non dissimilmente dallo spirito umano, hanno qui tutt'altra funzione che in altri luoghi: qui, dove il loro sguardo è fronteggiato da masse enormi, eppure formalmente perfette. (Johann Wolfgang von Goethe, Viaggio in Italia)
  • Non andate assolutamente a vedere il Colosseo: non è più eccitante da quando hanno abolito il pasto dei leoni. (Che pasticcio, Bridget Jones!)
  • Per Dio, il Colosseo è quanto di meglio ho visto a Roma. Questo edificio mi piace, sarà magnifico una volta terminato. (Stendhal)
  • Perché vedi, Occhi del cuore è come il Colosseo: vecchio, decrepito, i piccioni ci defecano sopra, ma lui sta sempre lì e lo guardano tutti. (Boris)
  • Sapete dove sono le più belle rovine romane? Sono in Grecia, in Spagna, perché i Romani hanno distrutto le loro, hanno demolito il Colosseo per costruire i gabinetti. (Mad Men)
  • Se ne avessi il potere, sarei tiranno, farei fermare il Colosseo durante i miei soggiorni a Roma! (Stendhal)
  • Un indigeno si fa il tatuaggio della sua tribù, un romano si fa il Colosseo. (Claudio Amendola)
  • Vedo una gran cerchia d'archi, e tutt'intorno giacciono pietre infrante che furono parte un tempo di una solida muraglia. Nelle fessure e sopra le volte cresce una foresta di arbusti, olivi selvatici, e mirti, e rovi intricati, e malerbe confuse... Le pietre sono massicce, immense, e sporgono l'una sull'altra. Vi sono terribili fenditure nelle mura, e ampie aperture da cui si vede il cielo azzurro... (Percy Bysshe Shelley)

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