Convenzione di settembre

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L'ambasciatore Costantino Nigra firmatario, per la parte italiana, della Convenzione

Convenzione di settembre, accordo diplomatico stipulato il 15 settembre 1864 tra il Regno d'Italia e il Secondo Impero di Napoleone III.

Citazioni sulla convenzione di settembre[modifica]

  • Oggi ancora persisto a credere, che la Convenzione di settembre ebbe questo carattere di necessità assoluta, e che, senza di essa, e senza il trasferimento della capitale[1], non avremmo potuto né essere alleati della Germania nel 1866[2] per l'acquisto della Venezia, né tampoco venire a Roma nel 1870. (Marco Minghetti)
  • La Convenzione, che fu detta "di Settembre" dal mese in cui venne concordata, si componeva di cinque articoli e stabiliva: che l'Italia rinunziava ad ogni atto di ostilità contro il territorio pontificio; che la Francia ne avrebbe ritirato le sue truppe via via che il governo del Papa le avesse rimpiazzate con volontari indigeni e stranieri, e comunque entro due anni; e che questo doppio impegno sarebbe entrato in vigore dal momento in cui il governo italiano avesse decretato il trasferimento della capitale da operarsi nello spazio di sei mesi. (Indro Montanelli)
  • La convenzione di settembre [...] ebbe indirettamente due altre conseguenze, buona l'una, cattiva l'altra. La prima fu di far sparire, pel mutamento di capitale[3], le accuse di piemontesismo e le rivalità rispetto a Torino. L'Italia a Firenze cessò di apparire un Piemonte ingrandito e così l'opera unificatrice divenne più rapida e più completa. La seconda di far perdere in parte al nuovo Regno il concorso e l'appoggio di una regione forte, laboriosa, educata a libero reggimento quale era la piemontese, regione onde si traevano non solo valorosi soldati, ma funzionari attivi ed onesti, nei quali il sentimento del dovere e i grandi interessi dello Stato prevalevano a qualsiasi altra considerazione. (Alessandro Guiccioli)

Note[modifica]

  1. Da Torino a Firenze.
  2. Nella terza guerra d'indipendenza.
  3. Nel 1865, qualche mese dopo la firma della Convenzione, la capitale del Regno fu trasferita da Torino a Firenze.

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