Dark Wolverine (fumetto)

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Wolverine (fumetto).

TriangleArrow-Right.svg Citazioni in ordine temporale.

Dark Wolverine[modifica]

Il Principe – Parte 1[modifica]

[The Prince (Part 1) da Dark Wolverine n. 75; dell'agosto 2009, ed. it. su Wolverine n. 244, ed. Marvel Comics Italia, maggio 2010, trad. Luca Scatasta]

  • L'odio s'acquista così mediante le buone opere, come le tristi. (Niccolò Machiavelli)
  • È bello arrivare in alto. Io mi sono nascosto per tutta la vita. A dir la verità, mi nascondo ancora-- dietro Osborn. Dietro... quella maschera. La differenza è che ora mi nascondo dove tutti possono vedermi... ma nessuno sa chi sono davvero. (Daken)
  • Il gioco è sempre più semplice, quando puoi smontarlo. E la gente deve essere smontata, ridotta ai pezzi fondamentali. Scopri cosa rende forte una persona... e sarà tua. (Daken)
  • Ma qui sono tutti dei freak. Tutti indossano un costume e una maschera. Nessuno mostra mai il proprio volto. Qui tutti siamo quello che fingiamo di voler essere. (Daken)
  • Ma, come mi disse un tizio estremamente paranoico... "è l'apparenza che conta!" (Daken)

Il Principe – Parte 2[modifica]

[The Prince (Part 2) da Dark Wolverine n. 76; del settembre 2009, ed. it. su Wolverine n. 245, ed. Marvel Comics Italia, giugno 2010, trad. Luca Scatasta]

  • La prima coniettura che si fa del cervello d'uno signore, è vedere li uomini che lui ha d'intorno. (Niccolò Machiavelli)
  • Le riunioni di lavoro sono il dominio degli scarsi. In esse non si decide mai niente. Perché non servono a decidere. Le riunioni sono una questione di dominio e sottomissione. Un modo di marchiare il territorio. Le riunioni sono una punizione. Perché l'unico modo per far stare in riga un uomo potente, è portarlo a credere che deve farlo. Mettilo in una stanza con persone altrettanto potenti e con la stessa convinzione, e hai una prigione, con guardiani a guardia gli uni degli altri, gente che altrove non si guarderebbe neanche in faccia. Persone che la prendono male quando uno di loro disobbedisce. Perché tutti loro poi ne pagano le conseguenze. (Daken)

Il Principe – Conclusione[modifica]

[The Prince - Conclusion da Dark Wolverine n. 77; dell'ottobre 2009, ed. it. su Wolverine n. 246, ed. Marvel Comics Italia, luglio 2010, trad. Luca Scatasta]

  • C'è poca differenza fra ostacoli e opportunità. Gli abili imprenditori lo sanno bene... e sono capaci di volgere entrambi a proprio vantaggio. (Daken)

Il Mio Eroe – Prima parte[modifica]

[My Hero - Part One da Dark Wolverine n. 78; del novembre 2009, ed. it. su Wolverine n. 247, ed. Marvel Comics Italia, agosto 2010, trad. Luca Scatasta]

  • "Lascia che le cose più umili muoiano nella polvere... ma tu vivrai nella fama." [1](Daken)

Mettere in guardia[modifica]

[A Cautionary Tale da Dark Wolverine n. 81; del febbraio 2010, ed. it. su Wolverine n. 249, ed. Marvel Comics Italia, ottobre 2010, trad. Luca Scatasta]

  • Piccoli misteri. Riempiono la nostra vita. Da quando nasciamo a quando moriamo, viviamo nelle nostre preziose teste. Isolati. Talvolta, troppo isolati. La gente quasi non conosce se stessa. Fin troppi muri. Costruiamo il nostro labirinto e ci mettiamo casa. Alcuni di noi conoscono le strade per uscirne, ma talvolta ci occorre una mappa. Una guida. Io sono stata una guida. Io aiutavo la genta a trovare la propria strada. (Karla "Ms. Marvel" Sofen)
  • Impari a conoscere te stesso solo osservando il tuo riflesso negli occhi degli altri. Non puoi vedere il tuo vero volto nel vuoto. Tu non puoi amare nel vuoto. Né soffrire, uccidere o provare piacere. Non puoi metterti alla prova quando sei solo. Puoi solo gongolarti nell'illusione della perfezione. Di quello che pensi di essere. Senza che ci sia qualcuno o qualcosa che ti dimostri il contrario. (Karla "Ms. Marvel" Sofen)
  • Talvolta le risposte non sono complicate. Forse solo le aspettative. (Daken)

Divino – Parte 1[modifica]

[Godlike (Part 1) da Dark Wolverine n. 82; del marzo 2010, ed. it. su Wolverine n. 250, ed. Marvel Comics Italia, novembre 2010, trad. Luca Scatasta]

  • Una volta ho sentito dire a un uomo che puoi capire le dimensioni del tuo Dio dalle dimensioni delle tue preoccupazioni. Più grandi sono le preoccupazioni, più piccolo è il tuo Dio. (Daken)
  • Norman [Osborn] è nulla senza il potere. Solo un piccolo uomo con una piccola stramberia genetica e la reputazione di essere pazzo. Non esattamente delle qualità che fanno tremare il mondo. (Daken)
  • Entra nell'esercito... vedrai il mondo... conoscerai persone interessanti... e le ammazzerai. Una buona distrazione... per un certo periodo. Ma molto limitato. (Daken)
  • La guerra è il gioco definitivo. E come cadono i pezzi definisce chi è re e chi è schiavo. (Daken)

Divino – Parte 2[modifica]

[Godlike (Part 2) da Dark Wolverine n. 83; dell'aprile 2010, ed. it. su Wolverine n. 251, ed. Marvel Comics Italia, dicembre 2010, trad. Marco Rizzo]

  • Tutti quanti cadono. Ma come si cade è più importante della caduta stessa. Atterra sui piedi. Rialzati. O Muori. (Daken)

Daken: Dark Wolverine[modifica]

Il Grande Colpo – Prima parte[modifica]

[Big Break (Part 1 and 2) da Daken: Dark Wolverine n. 10/11; dell'ottobre/novembre 2011, ed. it. su Wolverine n. 268, ed. Marvel Comics Italia, maggio 2012, trad. Fabio Gamberini]

  • Sai qual è il problema delle droghe? Alterano le tue percezioni. Ti fanno vedere cose che non ci sono veramente. E possono mostrarti un pizzico della vera natura di un individuo. (Daken)
  • Sai qual è la battuta di Woody Allen che preferisco? [...] Forse le parole non sono proprio queste, ma... dice: "altro che cane mangia cane, Hollywood è un cane che non risponde alle telefonate di un altro cane". Davvero buffo. Ma si sbaglia. Qui cane mangia cane. (Daken)
  • Sono bello e geniale. Posso prendermi tutto ciò che voglio sulla faccia della terra e nessuno può fermarmi. E perciò mi annoio. (Daken)

Moonwalk – seconda parte[modifica]

[Moonwalk (Part 2) da Daken: Dark Wolverine n. 14; del novembre 2011, ed. it. su Wolverine n. 272, ed. Marvel Comics Italia, settembre 2012, trad. Fabio Gamberini]

  • Il vantaggio di essere psicopatici, è che non si prova alcuna empatia verso gli altri. È una funzione totalmente assente dal cervello. E così, l'omicidio si riduce a una mera curiosità. Qualcosa di... gelido. Per fortuna, i veri psicopatici sono meno dell'1% della popolazione. Piuttosto rari. Trovo sia molto arrogante che qualcuno abbia deciso che "meno dell'1%" fosse una definizione troppo comune. Si sono voluti dimostrare migliori dei presunti psicopatici assumendo il ruolo di chi cattura gli psicopatici e li rinchiude. O magari non si tratta di arroganza... ma di paura. Paura di sapere cosa sono veramente. Una mente agile può costruire una nuova personalità, ma non possiamo mai sfuggire a noi stessi. (Daken)

Moonwalk – terza parte[modifica]

[Moonwalk (Part 3) da Daken: Dark Wolverine n. 15; del dicembre 2011, ed. it. su Wolverine n. 273, ed. Marvel Comics Italia, ottobre 2012, trad. Fabio Gamberini]

  • Quando un proiettile lascia la canna di una pistola, diretto al tuo cervello, viaggia a circa 3000 km all'ora. Keanu Reeves non sarebbe mai riuscito a evitarne uno proprio come i Wachowski non hanno saputo confezionare un seguito coerente di Matrix. Ci sono otto ossa craniche, tutte depurate alla protezione del cervello. Un proiettile le attraversa più velocemente di quanto si laceri il tessuto cerebrale. L'abilità di elaborare le informazioni e risolvere i problemi viene distrutta con la corteccia prefrontale. L'abilità di indicizzare i ricordi si perde per sempre con la distruzione dell'ippocampo. I tessuti cerebrali ripiegano verso l'apertura e, a causa dell'onda d'urto, passano sopra la posizione originale. Se ti sparano al cuore, probabilmente ti restano circa 10 secondi di funzioni cerebrali per un'ultima, memorabile e profonda dichiarazione. Se ti sparano al cervello, le funzioni si interrompono quasi all'istante. In parole povere... sei morto. (Daken)

Orgoglio – seconda parte[modifica]

[Pride Comes... (Part 2-3) da Daken: Dark Wolverine n. 17/18; del gennaio/febbraio 2012, ed. it. su Wolverine n. 275, ed. Marvel Comics Italia, dicembre 2012, trad. Fabio Gamberini]

  • William S. Burroughs ha scitto del momento del "pranzo nudo". L'istante in cui si vede ciò che c'è su ogni forchetta. L'individuo comprende ciò che ha di fronte. Un'epifania di autocoscienza. Ora ho raggiunto una consapevolezza altrettanto profonda: non sono affatto bravo con i bambini. (Daken)

Orgoglio – conclusione[modifica]

[Pride Comes... (Conclusion) da Daken: Dark Wolverine n. 19; del marzo 2012, ed. it. su Wolverine n. 276, ed. Marvel Comics Italia, gennaio 2013, trad. Fabio Gamberini]

  • Ogni giorno, la gente comune pensa ai fatti propri. Si dedica a ripetitive e tediose inezie. Fa del suo meglio per ignorare il notevole, l'infinito e il cosmico. Lo fa per un motivo. Per proteggersi. Perché, se aprisse la propria mente alle infinite possibilità che questo bizzarro e letale mondo ha da offrire, dovrebbe ammettere con brutalità i propri limiti. E questo condurrebbe tutti alla pazzia. Perciò... timbriamo il nostro cartellino al mattino e alla sera, e non poniamoci troppe domande! (Daken)
  • Questo non è il mio mondo. Le regole, i paradigmi di normalità e di stabilità mentale... si tendono e vanno in frantumi. Un surrealismo cancerogeno in espansione. (Daken)
  • La rabbia è un cedimento. È una debolezza. La rabbia è... follia. (Daken)
  • Sei pazzo, come me. La follia. Il trionfo sull'umile servilismo della società- (Roston)

Una love story? – prima parte[modifica]

[A Love Story? da Daken: Dark Wolverine n. 20; del marzo 2012, ed. it. su Wolverine n. 276, ed. Marvel Comics Italia, gennaio 2013, trad. Fabio Gamberini]

  • Quando ci si sveglia la mattina del giorno in cui si morirà, si è del tutto ciechi alla sacra natura della normalità. Alla bellezze del banale. Si sbadiglia, ci si stiracchia, si urina, ci si lava i denti e ci si veste. Del tutto inconsapevoli che le cosa stanno per finire. (Daken)
  • La mia regola è: niente caffeina dopo le 16, provoca l'insonnia. (Uomo)
  • Hai ragione. Non provo alcuna empatia, né rimorso. Ho perso il conto di quanta gente ho ammazzato nel corso degli anni e sai una cosa? La notte dormo benissimo. (Daken)

Weekend perduto – seconda parte[modifica]

[Lost Weekend (Part Two/Three) da Daken: Dark Wolverine n. 22/23; del maggio 2012, ed. it. su Wolverine n. 278, ed. Marvel Comics Italia, marzo 2013, trad. Fabio Gamberini]

  • Tutti vogliono far esplodere le basi dei supereroi, "papà", ma è proprio noioso. Così ho pensato che sarebbe stato più divertente far esplodere chi passa davanti alle basi. Pensare fuori dal coro, come si dice. (Daken)
  • Mi pare che fosse Rousseau a dire che solo tre pasti separano ogni società dalla rivoluzione. (Daken)
  • Philip Larkin una volta disse: "Tua madre e tuo padre ti hanno fottuto. Forse non volevano, ma l'hanno fatto". (Daken)
  • Conoscete il detto... non fai una frittata senza uova. Tutti giurerebbero di essere individui bellissimi, preziosi e unici come fiocchi di neve... ma in realtà è facilissimo spingerli a comportarsi come un gregge. (Daken)
  • Bene, supereroi, ecco a voi il vostro codardo e malvagio antagonista. Venite a prendermi. (Daken)
  • Reed: Perché Daken? Ti abbiamo accolto, dato fiducia, e trattato come un--
    Daken: Non dire la parola che comincia con "A"... è solo un bel modo per dire "rete di sostegno necessaria per l'individuo". Alcuni di noi, i più deboli, bramano il calore umano, l'incoraggiamento e l'affermazione. Qualcuno che finga di ascoltarci mentre ci lamentiamo della nostra giornata. Siamo animali. Vogliamo fare sesso... quindi cerchiamo di compagni. E quando ci stanchiamo, ne scegliamo uno per la vita. I suoi fratelli e sorelle sono solo una complicazione superflua. Prendiamo coscienza della nostra mortalità, così sforniamo bambini. Ci elogiamo per l'abilità di "dare alla luce", quando qualunque organismo biologico può procreare. Un'ameba si divide, no?! A questo mondo non esiste l'altruismo da "casa nella prateria". Ogni interazione umana è una transazione. Cerchiamo chi è in grado di darci ciò di cui abbiamo bisogno e, di conseguenza, stabiliamo con essi rapporti a lungo termine. Tu la chiami famiglia.
  • Quando si è vissuto in un mondo semplice, fatto di poteri primari, è necessario distinguersi. Come si vuole essere ricordati? Come il criminale? O l'eroe? In queste mie ultime ore di vita, sono giunto alla profonda e illuminante conclusione che... sono cattivo. (Daken)

Note[modifica]

  1. È parte di una poesia di Edmund Spenser, che si intitola "Un giorno scrissi il suo nome".