Discussione:Proverbi ferraresi

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Ho inserito qualche proverbio ed è stato cancellato perché privo di fonte. La "mia" fonte è la tradizione orale (nel senso che li ho imparati da mia nonna, nata nel 1911 e morta nel 1979, che a sua volta li aveva sentiti dai suoi genitori e dai suoi nonni). Per definizione, i proverbi popolari non sono documentati da rotoli del Mar Morto o glosse tardomedioevali. E perlopiù non sono nobilitati da citazioni nella letteratura "alta", ma sono semplicemente tramandati da una generazione all'altra (fino al giorno in cui qualcuno purtroppo non interrompe questa "tradizione"). Senza la tradizione orale non esisterebbe il genere folk (ma anche molti insospettabili testi antichi, sacri e profani, che si sono dati una forma scritta dopo secoli di tradizione orale). Esempio: Bela Bartok ha sapientemente riscritto, nobilitandole, alcune danze popolari rumene, facendole paradossalmente diventare un pezzo "classico" invece che folcloristico; ma nelle feste paesane, in Romania, si continuano a suonare le danze popolari, non Bartok. Non a caso, il 90% dei proverbi citati nella pagina è privo di fonte. In conclusione, se non è possibile arricchire la voce riportando in luce le memorie dei nostri nonni (perché è una voce che può contenere solo proverbi citati "ufficialmente" da Bacchelli, Bassani o Torquato Tasso), tanto vale cancellarla definitivamente, perché a queste condizioni rimarrà sempre in forma embrionale, senza possibilità di sviluppo. Il precedente commento non firmato è stato inserito da Alexdonnoli (discussioni · contributi), in data 17:37, 29 set 2016‎.

Senza fonte[modifica]

A[modifica]

  • A corar e cagar ta t'smerdi i garitt.
A correre e cagare ti sporchi i talloni.
Fare più cose contemporaneamente può portare a brutti risultati.
  • A m'è drè gnir su i bilìn dlà cresma!
Mi tornano su i dolci della cresima!
  • Al gat inguantà an ciapa brisa i pontag.
Il gatto con i guanti non prende i topi.
  • An s'pol brisa aver galina, ov e cul cald.
Non si possono avere gallina, uovo e culo caldo.
Equivalente a: Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca.
  • A pagar e murir a s'è sempar in temp.
Per pagare e morire c'è sempre tempo.
  • A se vist Po pin e Po vod.
  • At farèv la cort ... ma a iò finì la giara

C[modifica]

  • Ciapa, Torna e fa ca t'in vanza!
Prendi, torna e fai che te rimangano.
Tipico del gioco del Trionfo
  • Ciapa sù e porta a cà.
Prendi e porta a casa.
  • Con n'occ la cunza al pes e con cl'altar la guarda al gat.
Dicesi di donna strabica, che con un occhio pulisce/lavora il pesce e con l'altro guarda/controlla il gatto.

D[modifica]

  • Da luntan na piegura la par un can. [1]
Da lontano una pecora sembra un cane.
A volte quello che sembra non è quello che è.

F[modifica]

  • Fat 'na cà ad giaz e impiza i termo.
Fatti una casa di ghiaccio e accendi i termosifoni. Equivalente a Ignorante.

M[modifica]

  • Mei il bragh roti in t'al cul che al cul rot in t'il bragh.
Meglio avere i pantaloni rotti nel culo che il culo rotto nei pantaloni. Equivalente a L'abito non fa il monaco.

P[modifica]

  • Par i'och an fa mai l'alba.
Per le oche non comincia mai la giornata. (per le persone poco sveglie c'è podo da fare)
  • Par Sant'André ciappa 'l busgat pr' al pié. Se t'an al vo' ciapar, lass'l' andar fin a Nadal. (citato da Riccardo Bacchelli)
Per Sant'Andrea prendi il porco per i piedi. Se non lo vuoi prendere, lascialo andare fino a Natale.
  • Piutost che gnent, l'è mei piutost!
Piuttosto di nulla, è meglio piuttosto!

S[modifica]

  • Se la fadiga la valca al gust, mola la figa e dat al lambrusc.
Se la fatica supera il gusto, molla le donne e datti al lambrusco.

Z[modifica]

  • Ziel a gratusina, s'an piov inquò a piov admatina.
Cielo a grattugina (tipo a pecorelle), se non piove oggi piove domattina.
  1. Citato da Diego Valieri