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Ditonellapiaga

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Ditonellapiaga (2022)

Ditonellapiaga, pseudonimo di Margherita Carducci (1997 – vivente), cantautrice italiana.

Citazioni di Ditonellapiaga

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Citazioni in ordine temporale.

  • Nella ricerca dell'identità [...] non riuscivo a trovare un nome che rispecchiasse me e la mia musica. Su Instagram, che per la mia generazione è una sorta di avatar della persona e della vita, cambiavo nome ogni mese, divertendomi a giocare con le assonanze. Mentre componevo le prime canzoni [...] avevo scelto Ditonellapiaga e un amico mi fece notare che funzionava: così me lo sono tenuto.[1]
  • Penso che sia più difficile scrivere quando c'è l'emotività di mezzo perché c'è sempre la paura di banalizzare. Un brano più estetico è spesso anche più creativo, più divertente. Nonostante io abbia un legame speciale con i brani in cui l'esigenza emotiva è maggiore, per me è importante scrivere brani più cazzari per divertirmi; è un modo per uscire fuori da sé e dai propri confini.[1]
  • [...] io ascolto più musica del passato che attuale. Vivo nel passato, sono sempre stata nostalgica di epoche che non mi appartengono. Soprattutto da piccola ascoltavo canzoni non dei miei tempi. Però, io penso che se si tratta di un prodotto valido più se ne mangia, più se ne consuma, più se ne apprezza. Tutto ciò che oggi è attuale non lo è per davvero, spesso è già stato detto. È interessante prendere delle cose del passato, rivoluzionarle e mescolarle con l'attualità.[2]
  • [«[...] quando Margherita mette il dito nella piaga?»] [...] Accade sempre in maniera del tutto spontanea. Non sono una persona volontariamente provocatoria, sono solo schietta e non riesco a tenere dentro quello che penso.[2]
  • [...] le prime canzoni che ho scritto che mi soddisfacevano erano vagamente teatrali, cioè attingevano a quel mio background. Ho fatto l'accademia di recitazione, poi ho deciso che non volevo più fare l'attrice e ho iniziato con la musica, con cui mi sentivo più a mio agio. Però il teatro è rimasto in me [...]. Da qui nasce il fatto che anche con la musica mi piace interpretare sempre dei personaggi, immedesimarmi in altre vite.[3]
  • [«Cos'è che influenza maggiormente i tuoi brani?»] Dipende: il più delle volte vengo colta da esigenze emotive, stati d'animo che sento di dover esprimere subito. In questi momenti capisco che non posso tenere tutto dentro e che ho qualcosa di importante da raccontare. Altre volte sono esigenze creative: mi faccio ispirare dai sogni, mi aiutano a creare delle storie. Poi mi piace molto ascoltare e prendere voce di storie altrui, mi piace fantasticare, mi diverto, è molto più facile rispetto a raccontare storie più personali, mi sembra di interpretare un personaggio svincolato da me, da Margherita.[4]
  • [«Le canzoni le scrivi al primo colpo o le ripassi all'infinito?»] Dipende. Io preferisco scrivere i pezzi in maniera istintiva, perché poi trascinarseli diventa faticoso. D'altra parte ho avuto esperienze molto positive nel risultato scrivendo pezzi in fasi distanti una dall'altra.[5]
  • A volte è difficile raccontare le cose nel momento in cui le stai vivendo. Di solito mi viene più facile parlare di cose che sono già accadute e riflettere su queste cose. [...] mi è capitato di essere innamorata, ma avevo più voglia di vivere la cosa che di scriverla. Le cose quando sono belle te le vuoi vivere.[5]
  • Un buon modo per risollevare la propria autostima è pensare che esistono trentenni che giocano a Pokémon Go.[6]
  • Venivo tantissimo a Umbria Jazz alla fine del liceo e trovo che Perugia sia una città veramente molto a misura d'uomo e per questo c'è grande scambio, soprattutto nel momento in cui ci sono dei festival. Durante Umbria Jazz ci sono tantissime jam e la cosa figa è che essendo il centro storico molto piccolo è bello girare tra i bar e beccare lo show che ti piace di più [...][7]
  • Ho una famiglia abbastanza presente, per non dire invadente. Regalano opinioni così, gratis, nel bene e nel male. [...] in generale, nella vita, stiamo sempre un po' a pensare a cosa dirà la gente, a cosa penserà. Me ne rendo conto anche come artista. È qualcosa che può scottare, ma bisogna fare il più possibile quello che ci piace. Rischiare.[8]

Denise Tshimanga, rockon.it, 11 marzo 2021.

  • Questo nome [d'arte] o lo ami o lo odi, come tutto ciò che ha una componente provocatoria, ma difficilmente passa inosservato, e questo mi fa molto piacere. La scelta è legata al bisogno di rappresentare l'anima ironica che caratterizza una buona parte dei brani e, ovviamente, del mio modo di essere. Nella vita non sono solita infilare il dito nella piaga se non per scherzare, la provocazione è sana se leggera, nel momento in cui diventa aggressiva sono la prima a non tollerarla.
  • [«Quando hai iniziato a fare musica?»] Ho iniziato da piccola, agli scout, munita di chitarra e boschi infiniti nei quali disperdere la mia voce, molto diversa da quella che ho adesso. Al liceo ho avuto la classica lista infinita di band (lasciando le mie doti chitarristiche da parte, per la salute delle orecchie di tutti) e piano piano, non so dire come, ho imparato a cantare. Diciamo che ho imparato facendo, ho studiato troppo poco per poter affermare di averlo fatto, la mia palestra è stato il suonare in gruppo.
  • È più facile vivere sulla superficie, senza farsi domande e lasciando semplicemente accadere le cose. A volte bisogna avere il coraggio di scendere in profondità e averne il doppio per mostrare il tesoro sommerso che si è riusciti a scovare, per quanto mostruoso o spaventoso sia. La musica aiuta sicuramente, è il modo che preferisco per farlo, ma mi sento di dire che scrivere un brano non è sempre un'esperienza così intensa e profonda, a volte è semplicemente un puro atto creativo, sano divertimento.
  • L'estetica è importante, sempre, a partire dalla scrittura. Trovo molto difficile scrivere senza un'immagine chiara in mente e credo che i videoclip siano di fatto un'estensione del messaggio della canzone, che sfrutta un linguaggio diverso.

Intervista di Raffaella Oliva, rollingstone.it, 12 gennaio 2022.

  • [«In che tipo di famiglia sei cresciuta?»] Mio padre lavora in banca e sia lui che mia madre sono allenatori di basket, è la passione per lo sport che li ha fatti incontrare. A parte questo, tra i due a spingermi verso la musica è stata mia mamma, una persona molto creativa, con tanto gusto secondo me, che fin da quando ero piccola mi ha incentivato a dipingere, a recitare, ad ascoltare musica e poi a farla. È difficile trovare genitori che consiglino ai figli di seguire il loro lato creativo, lei lo ha fatto e la considero una fortuna.
  • [...] mia nonna, le mie zie e le loro amiche sono cresciute in un periodo storico in cui la loro forza era di fatto subordinata a quella dell'uomo al loro fianco. E questo le ha condizionate: mi è capitato di parlare del mio futuro con mia nonna e ho notato che nei suoi discorsi c'era sempre di mezzo una figura maschile che potesse darmi una mano anche economicamente, vista la scelta difficile che ho fatto, mentre io a questo non ho mai pensato. Insomma, le ragazze della mia generazione hanno più autonomia: siamo più indipendenti, non pensiamo che bisogna sposarsi o fidanzarsi per forza, non è una precondizione di nulla, nella nostra testa è scontato che una donna possa mantenersi da sola. E anche rispetto ai diritti civili siamo più sensibili.
  • Amo gli uomini e sono convinta che il problema del maschilismo derivi da un retaggio culturale che condiziona loro come noi.
  • Sono una fan di Kill Bill e in generale del cinema di Tarantino; mi affascina perché narra storie anche drammatiche, pesanti, ma talmente esagerate da diventare comiche, meccanismo che mi intriga.
  • [«Ho letto che hai studiato recitazione, tra l'altro»] Già, se mi fossi iscritta all'università dopo il diploma forse avrei scelto un percorso legato alle lingue straniere o alla mediazione culturale, ma poi ho deciso di iscrivermi a un'accademia di teatro che ho frequentato per tre anni. E lì, benché non mi senta un'attrice, mi sono ritrovata a leggere e a fare tante cose diverse che mi hanno poi ispirato nella scrittura delle canzoni, ma soprattutto ho imparato a lavorare in gruppo, cosa ora diventata essenziale per me come cantante. Senza contare che fare teatro, recitare, è davvero liberatorio, è qualcosa che consiglio di fare a tutti, perché ti insegna a lasciare andare le emozioni, a non cercare sempre il controllo, e ti aiuta a superare la vergogna, la timidezza. [...] Più che timida, sono una riservata che nella vita fa l'estroversa.
  • [«Il fatto di dover dipendere da altri per la parte musicale è qualcosa che vivi come un limite?»] No, perché almeno finora sono riuscita comunque a fare ciò che volevo. Sono consapevole di non sapere fare alcune cose che in futuro mi piacerebbe imparare a fare, ma per ora non avere la possibilità di avere chiare l'armonia e le note mi ha spinta a fare affidamento su altro, l'orecchio e il mio modo di improvvisare con la voce e di trovare così altre strade, di sperimentare. Però prima o poi mi metterò a studiare, credo sia giusto se voglio fare questo mestiere, l’istinto va bene, ma non basta.
  • [Su Madonna] Lei per ragioni anagrafiche non l'ho vissuta in prima persona, ma so che è grazie a lei se oggi ci sono tante donne popstar che possono permettersi di essere irriverenti e di rompere certi stereotipi legati al passato.
  • Io quando scrivo preferisco immergermi nel presente, nel mio tempo, anche se poi da quello stesso tempo evado con storie di fantasia.
  • [«Per te personalmente qual è la sfida più grande?»] Forse la ricerca di un'identità in una società in cui c'è praticamente l'obbligo di condividere pezzi di sé online. È complicato vivere nell'epoca dei social, ma al tempo stesso per le persone della mia età è normale, inevitabile, e se fai un lavoro artistico non utilizzarli può diventare controproducente. [...] Diciamo che cerco di essere il più possibile me stessa, il problema è che le nostre vite sono filtrate così tanto da queste piattaforme che a volte ti ritrovi a pensare di fare delle cose per condividerle più che per viverle, e questo mi turba.

Intervista di Silvia Gianatti, cosmopolitan.com, 10 maggio 2024.

  • [«Poter vivere di sola musica che effetto ti fa, dopo averlo sognato per tanto?»] Mi sento molto fortunata. Non si tratta solo di merito, c'è tanta gente che se lo merita. Quando inizi a lavorare 24 ore su 24 al tuo sogno capisci che quella che prima era una passione che vivevi in maniera spensierata diventa un lavoro reale. Ci sono anche dei contro. [...] essere sempre presenti, rispettare le esigenze del mercato. Io faccio pop ma ascolto anche altro che esce dal mainstream e, a volte, proporre qualcosa di azzardato rischia di essere una zappa sui piedi. Eppure per me è importante farlo, per rimanere coerente con me stessa.
  • [«Senti il bisogno di distinguerti dalla massa?»] Fino a un certo punto. Mi piace fare quello che rispecchia le tante parti di me ed è giusto trovare una cifra, anche musicale, che non sia accomunabile a qualcun altro, ma penso che farlo a tutti i costi diventi un esercizio di stile che rischia di lasciare in secondo piano i contenuti. Io so che non voglio tradire me stessa, non voglio essere uguale a tutti perché se no non funziona. Ma non voglio neanche farlo a tutti i costi.
  • [«Senti il peso del giudizio degli altri?»] In un mestiere in cui sei costantemente messo di fronte allo specchio, dove lo specchio sono i commenti degli altri, è normale essere influenzati, ma io sono abituata, vengo da un contesto familiare dove si è sempre commentato tutto. Mia nonna è la regina del giudizio. [...] Mi consiglia, passando da tantissime critiche. Pubblica anche post con le mie cose scrivendo "non mi piace", quindi i social non possono pesarmi così tanto [ride, ndr], certo a volte ci sono commenti che danno fastidio, ma ho un rapporto buono con la condivisione di me stessa. Forse quello che mi pesa è il tempo che il lavoro sui social toglie alla musica.
  • [«La tua scrittura come funziona?»] Mi espongo molto a livello personale, scrivere è un po' come una terapia, ti trovi a scrivere cose che non sai che stai per scrivere. Non decido prima di cosa parlerò, inizio a farlo e spesso vengono fuori tratti dolenti, soprattutto nei momenti delicati.
  • [«Nei tuoi testi si sente la difficoltà di lasciarsi andare alle emozioni, è così?»] Sì, da sempre. Nella mia vita ho sempre avuto a che fare con persone dell'emotività straripante, mi ha sempre spaventato, era troppo, quindi soprattutto da ragazzina, al liceo, ho cercato di contenere tantissimo, anche cercando di imitare la protagonista di Skins che era tutta dura e tosta. Quando ho iniziato a studiare recitazione ho dovuto smollare ma ho vissuto tanti anni di chiusura e ho ancora strascichi. Oggi mi ritengo una persona emotiva che sa mostrare le sue emozioni, ma alcuni blocchi riemergono. Ed è normale che escano nelle canzoni.
  • Per scrivere devo fare esperienze. Se finisce il carburante, non c’è più niente.

Citazioni tratte da canzoni

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Parli

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Etichetta: Dischi Belli, 2019.

  • Mi fai paura | con quella finta abbronzatura, | l'acconciatura, | tu prosecco e sushi, io Peroni e cacio e pepe, | perdonami ma adesso non ho fame e non ho sete. (da Parli)
  • Parli, parli, parli ma di che? | No, non m'incanti con i tuoi cliché, | tu che parli e parli, ora ascolta me, | non scelgo te, forse non te. (da Parli)
  • Mi fai paura | con le paillettes sulla cintura, | la rasatura, tu coupé Peugeot, io abbonamento della metro, | trovatemi un motivo per non fuggire dal retro. (da Parli)

Morsi

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Etichetta: Dischi Belli, BMG Records, 2021.

  • Dribbling, sulla strada faccio swing, crossing | until c'è un posto di blocco, 'sto sbirro si è accorto | che tutto 'sto rosso non è il mio rossetto, señor. (da Repito, n. 1)
  • Siamo uno sprеco di potenziale, | tu mi dici che hai bisogno di due settimane, | io che per vederti ho preso il quarto regionale. (da Spreco di potenziale, n. 2)
  • Questa camicia verde ti sta proprio bene | matcha alla perfezione col colore delle vene | che mi fai scoppiare. (da Spreco di potenziale, n. 2)
  • Sedativo alcolico corre, tra le nostre labbra si scioglie | lentamente, lentamente, lentamente (da Morphina, n. 5)
  • Pelle nuda sfiorami, consuma tutti i battiti del cuore in gola | se mi sento che la testa è vuota | la tua ombra tatuata sul mio corpo mi scopre, mi esplora. (da Morphina, n. 5)

Camouflage

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Etichetta: Dischi Belli, BMG Italia, 2022.

  • [...] vorrei | che si riavvolgesse il tempo, | rewind fino al momento | in cui ero tutto per te. (da Come fai, n. 5)
  • Ti prego, allora, dimmi come fai | a non voltarti mai e andare avanti per davvero, | solo un passo avanti e indietro | chilometri di guai. (da Come fai, n. 5)

Flash

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Etichetta: BMG Italia, Dischi Belli, 2024.

  • Fossi come te ti direi che è bello | togliere le reti prima di ogni salto | e smettere di credere che non esiste il lieto fine. (da Fossi come te, n. 3)
  • Dici che ho il cuore più neutrale della Svizzera | la mia vagina è liberale, fa politica. (da È tutto vero, n. 4)
  • Cento per cento italiana | prima una santa, poi una puttana | oggi Madonna, domani Moana | cavalla greca in casa troiana. (da È tutto vero, n. 4)
  • Sono una stronza con la faccia da stronza | un'esperta della sbronza | con la poker face da vera Gioconda | cento per cento italiana. (da È tutto vero, n. 4)

Note

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  1. a b Dall'intervista di Mattia Barro, Ditonellapiaga ti prende a 'Morsi', rollingstone.it, 24 aprile 2021.
  2. a b Dall'intervista di Assunta Urbano, Ditonellapiaga: la nuova icona urban della scena capitolina, exitwell.com, 5 maggio 2021.
  3. Dall'intervista di Cecilia Esposito, Chi è Ditonellapiaga?, sorrisi.com, 2 dicembre 2021.
  4. Dall'intervista di Camilla Catalano, Scoprire Ditonellapiaga a Sanremo e non lasciarla più, cosmopolitan.com, 20 febbraio 2022.
  5. a b Dall'intervista di Anna Carla Zucca, A lezione di Camouflage da Ditonellapiaga per giocare a essere qualcun altro, tra provocazione e ironia, elle.com, 21 febbraio 2022.
  6. Da un post sul profilo ufficiale twitter.com, 22 febbraio 2022.
  7. Dall'intervista di Giorgia Olivieri, Galleria che spacca, Ditonellapiaga ospite della terza giornata: «Bel dialogo tra arte e musica», umbria24.it, 2 luglio 2023.
  8. Citato in Ditonellapiaga fa quello che le va: guarda il video di 'È tutto vero', rollingstone.it, 15 gennaio 2024.

Altri progetti

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