Domenico Induno

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Induno: Il cacciatore (1850 circa), Pinacoteca di Brera

Domenico Induno (1815 – 1878), pittore italiano.

Citazioni su Domenico Induno[modifica]

  • Il piglio brusco del nostro Domenico era, del resto, così insito alla sua natura, che neppure dell'istoria patria non celebrò mai volentieri le pagine più rilucenti d'oro e di porpora; la melanconia era la sua Musa, e il memento homo gli veniva troppo più volentieri sul labbro che non l'alleluja. (Tullo Massarani).
  • In Hayez le grazie della forma e della linea sono tali che rendono spesso la bellezza molle e voluttuosa; nell'Induno invece c'era come qualcosa di aspro e di chiuso che gli faceva velo alla bellezza e pareva quasi gli facesse temere di peccare rivelandola altrui; la tavolozza d'Hayez riluce d'una tinta serena che invita e ristora, quella dell'Induno severa invece e cupa, a tutta prima sembrava quasi voler respingere i profani. (Giuseppe Rovani)
  • Qui a Milano [nella pittura di genere] si fanno applaudire Ignazio Manzoni, Molteni, Zuccoli e Scattola[1] coi loro primi tentativi; ma vi emerge presto, fra lotte e clamori, Domenico Induno. Quando egli rappresentò – nel quadro La Questua – le dame milanesi che vanno raccogliendo sussidi per le vittime del gennaio 1848[2], il pubblico ne fu commosso e ammirò in lui il cittadino, e insieme l'artista che sentiva il suo tempo e trovava sé stesso nel contatto della vita. (Vespasiano Bignami)

Note[modifica]

  1. I pittori Ignazio Manzoni (1799-1888), Giuseppe Molteni (1800-1867), Luigi Zuccoli (1815-1876) e Domenico Scattola (1814-1876).
  2. Vittime dei moti rivoluzionari.

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