Domenico Marocchino

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Domenico Marocchino (1957 – vivente), ex calciatore italiano.

Citazioni di Domenico Marocchino[modifica]

  • [Su Giovanni Trapattoni] A me piaceva giocare a sinistra, lui mi imponeva la destra perché vent'anni fa il tornante stava a destra e basta. Delle volte facevo finta di niente: svariavo e mi ritrovavo dall'altra parte, a sinistra. E lui giù a fischiare come un pazzo, a chiamare, a ordinare. Grande, il Trap: ho avuto discussioni anche forti, ma sempre leali. È stato, anzi è, uno dei personaggi più alla mano che abbia mai conosciuto.[1]
  • [Sullo Stile Juventus] Ai miei tempi, la Juve era già un'azienda [...]. Per dirti cos'era, e cos'è, la Juve: a 17 anni vincemmo il campionato Juniores, e nell'euforia dei festeggiamenti qualcuno si portò a casa una maglia, cosa vietatissima. Otto anni dopo, quando ero già in prima squadra, un vecchio dirigente delle giovanili mi incontrò in sede e mi disse: "Dì la verità, sei stato tu quella volta, vero?". Io non mi ricordavo neppure chi fosse lui, lui si ricordava ancora di quella maglia.[2]
  • [Riferendosi alle volte in cui, alla Juventus, non si svegliava in tempo per le trasferte] Apro e mi vedo davanti il mister [Giovanni Trapattoni]. Buongiorno, gli dico, che ore sono? E lui: è l'ora che se non scendi subito in tre minuti ti prendo a calci nel sedere. Un'altra volta che mancai il pullman è stato quando siamo andati a Verona per la finale di Coppa Italia. Lo raggiunsi in macchina, sembravo Ayrton Senna. Dal finestrino dietro vedevo i compagni che facevano così con le mani: sei, otto, dieci. Erano i milioni di multa che mi avrebbero dato. Però fu un periodo magnifico: giocavo e mi divertivo, fumavo qualche Marlboro, e la sera uscivo spesso: sa, ho acquistato il primo televisore a 27 anni... E intanto Boniperti ingaggiava marescialli in pensione perché ci marcassero a uomo.[1]
  • [«Tutte quelle chiacchiere sul Marocchino bello di notte e sciupato di giorno erano fondate o no?»] Non mi sono mai tirato indietro, devo ammetterlo. È che io non ho mai privilegiato la professione a dispetto della mia vita, e mi sono speso allo stesso modo di qua e di là. Non per incensarmi, ma avevo discrete qualità, eppure l'ultima partita in A l'ho fatta nella Samp a 27 anni. Mi sentivo un calciatore, ma la vita d'atleta non faceva per me. E poi non stavo mai zitto.[2]

Note[modifica]

  1. a b Citato in Claudio Colombo, «Io, Marocchino, il calciatore più multato nella storia della Juve», Corriere della Sera, 2 marzo 2001, p. 47.
  2. a b Citato in Giovanni Egidio, Marocchino, altrochè stile Juve, Bologna sì che sapeva vivere, la Repubblica, 11 aprile 2003.

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