Dino Provenzal

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Dino Provenzal (1877 – 1972), scrittore e saggista.

Echi di Grecia e di Roma[modifica]

  • Le ondine
    Per dimostrare le affinità tra i miti delle più lontane nazioni, avviciniamo alle Sirene le Ondine. Queste ultime, anch'esse divinità marine, figlie di Nikar, il Nettuno scandinavo, si trovano nel Baltico e in tutti i mari del Nord. Bellissime, occhi azzurri e capelli d'oro, adescano i marinai e li uccidono o li fanno schiavi.
    La più celebre è Loreley la quale seduta su un alto scoglio, avvista la preda. Ispirò poeti e musicisti: citiamo una poesia di Enrico Heine e la famosa opera musicale Loreley di Alfredo Catalani.
  • Il latino, lingua parlata
    Il prof. Guido Baccelli (1832-1916), medico e uomo politico, usava spesso la lingua latina, perché (diceva), essendo egli romano doveva parlare nella lingua dell'Urbe. Tommaso Tittoni, suo collega al Senato, ricordava che se Baccelli difendeva gli interessi dell'agricoltura esclamava: Omnium rerum ex quibus aliquid acquiritur nihil est agricultura melius. Se proclamava la bonifica delle paludi pontine, apostrofava i colleghi col: Siccentur pomptinae paludes tamtunque agri reddatur Italiae. Propugnava la piccola proprietà col Latifundia Italian perdidere; e riassumeva il suo programma nel riunire res olim dissociabiles, principatum ac libertatem.
    Era una posa, certo, ma una posa simpatica. Di lui dicevano scherzando: «Cura i suoi pazienti in latino e li manda all'altro mondo in italiano».

[Dino Provenzal, Echi di Grecia e di Roma, Historia, Cino del Duca, luglio 1968 n. 168]

Il letto[modifica]

Incipit[modifica]

Le frasi sciocche spesso hanno grande fortuna. Questa, per esempio, che abbiamo sentito migliaia di volte: «Hanno fatto il monumento a tanti e nessuno ha pensato a quello che ha inventato il letto».

Citazioni[modifica]

  • Qualche proverbio. «Il caldo del letto non fa bollire la pentola» (affine a «Chi dorme non piglia pesci». Non ricchezza, per i poltroni; e meno che mai gloria.
  • Dante ammonisce che «seggendo in piuma in fama non si vien né sotto coltre».
  • Certi proverbi si riferiscono all'azione curativa del letto: «Il letto è una medicina». «Il letto è una rosa; se non si dorme si riposa». «Braccio al collo e gamba a letto».
  • Notevole il proverbio «Chi canta a tavola e a letto è un matto perfetto», perché accomuna il letto e la tavola, ossia due elementi di consorzio.
  • Ai collezionisti di spropositi il letto ne fornisce almeno tre: letto a due piazze, mentre in buon italiano si dice a due posti (meglio «con due posti»; tenere il letto invece che «rimanere a letto»: e l'orrendo guardare il letto per «essere costretto a restare a letto».

Explicit[modifica]

L'espressione figlio di primo (o del secondo) letto sarà ottima per il linguaggio giuridico, ma nel parlare comune è, per il suo crudo realismo, fastidiosa: meglio dire «figlio del primo (o del secondo) matrimonio»

[Dino Provenzal, Il letto, Scuola Italiana Moderna, n. 11, gennaio 1961, Società Editrice «La Scuola», Brescia]