Lingua latina

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Citazioni sulla lingua latina.

  • Escludete il latino ed il greco dalla vostra scuola e confinerete i vostri alunni entro angusti interessi limitati alla loro generazione ed a quella immediatamente precedente, tagliando fuori tanti secoli d'esperienza quasi che la razza umana fosse venuta al mondo nel 1500. (Thomas Arnold)
  • Il latino, lingua parlata
    Il prof. Guido Baccelli (1832-1916), medico e uomo politico, usava spesso la lingua latina, perché (diceva), essendo egli romano doveva parlare nella lingua dell'Urbe. Tommaso Tittoni, suo collega al Senato, ricordava che se Baccelli difendeva gli interessi dell'agricoltura esclamava: Omnium rerum ex quibus aliquid acquiritur nihil est agricultura melius. Se proclamava la bonifica delle paludi pontine, apostrofava i colleghi col: Siccentur pomptinae paludes tamtunque agri reddatur Italiae. Propugnava la piccola proprietà col Latifundia Italian perdidere; e riassumeva il suo programma nel riunire res olim dissociabiles, principatum ac libertatem.
    Era una posa, certo, ma una posa simpatica. Di lui dicevano scherzando: «Cura i suoi pazienti in latino e li manda all'altro mondo in italiano». (Dino Provenzal)
  • L'uso della lingua latina, salvo diritti particolari, sia conservato nei riti latini. (Sacrosanctum Concilium)
  • La lingua latina così esatta, così regolata e definita, ha nondimeno moltissime frasi ec. che per la stessa natura loro, e del linguaggio latino, sono di significato così vago, che a determinarlo, e renderlo preciso non basta qualsivoglia scienza di latino, e non avrebbe bastato l'esser nato latino, perocch'elle son vaghe per se medesime, e quella tal frase e la vaghezza della significazione sono per essenza loro inseparabili, né quella può sussistere senza questa. Come Georg., I, 44: et Zephyro putris se glaeba resolvit. Quest'è una frase regolarissima, e nondimeno regolarmente e gramaticalmente indefinita di significazione, perocché nessuno potrà dire se quel Zephyro sigifichi al zefiro, col zefiro ec. Così quell'altra: Sunt lacrimae rerum ec. della quale altrove ho parlato. E cento mila di questa e simili nature, regolarissime, latinissime, conformissime alla grammatica, e alla costruzione latina, prive o affatto o quasi affatto d'ogni figura di dizione, e tuttavolta vaghissime e indefinibili di significato, non solo a noi, ma agli stessi latini. (Giacomo Leopardi)
  • Le parole perdono la loro forza specie quando non hanno una buona radice latina. (Richard Powell)
  • Medievali debbono essere i versicoli latini che trovai, non so più dove, e che mi sono rimasti, non so come nella memoria.

    Homo? Humus
    Fama? Fumus
    Finis? Cinis.

    Con terribile brevità qui è contenuta la storia terrena di tutti gli uomini, anche dei sommi e dei gloriosi. [...] Nella poesia moderna non conosco nulla che sia ugualmente laconico e pauroso, all'infuori dei quattro versicoli popolari che da qualcuno sono attribuiti a Verlaine:
    Les marionettes
    Font, font, font
    Trois petits tour
    Et puis s'en vont
    .
    Più profondamente e crudelmente è incisa l'umana sorte nei versi latini che mettono sotto gli occhi, con spietata evidenza, l'umiltà originaria e la distruzione finale, mentre nei versi francesi c'è qualcosa del teatrino bambinesco e soprattutto un senso comico ed ironico. Nel medioevale c'è il solenne epitaffio sul gran cimitero del mondo; nel moderno un semplice scherzo funebre sul palcoscenico dei burattini che si credono vivi. (Giovanni Papini)
  • Perché i popolani italiani uscissero dal loro ghetto, non c'è mai stato che un mezzo, imparare il latino per poi passare all'italiano nazional-popolare del Manzoni. Era impensabile non passare attraverso il latino. Oggi, qui in America, [per gli immigrati italiani bilingui] invece del latino c'è l'inglese. (Giorgio Bassani)
  • "Sapete voi quanti siano gl'impedimenti dirimenti?"
    "Che vuol ch'io sappia d'impedimenti?"
    "Error, conditio, votum, cognatio, crimen,
    Cultus disparitas, vis, ordo, ligamen, honestas,
    Si sis affinis,
    ...."
    cominciava don Abbondio, contando sulla punta delle dita.
    "Si piglia gioco di me?" interruppe il giovine. "Che vuol ch'io faccia del suo latinorum?"
    (I promessi sposi)

Proverbi italiani[modifica]

  • Donna che sa il latino è rara cosa, ma guardati dal prenderla in isposa.
  • Il latino è la lingua di cucina dei dotti.
  • Serva che risponde e padrona che parla latino, non valgono un lupino.

Napoletani[modifica]

  • Quanno siente 'o latino d'e fessi sta venenno 'a fine d'o munno.
Quando gli imbecilli parlano il latino la rovina è vicina.

Voci correlate[modifica]

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