Edward Clodd

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Jump to navigation Jump to search
Edward Clodd

Edward Clodd (1840 – 1930), banchiere, scrittore e antropologo inglese.

L'uomo primitivo[modifica]

Incipit[modifica]

In nessun ramo di scienze il progresso negli ultimi cinquant'anni fu più rapido che nella storia del cosidetto "uomo primitivo". Una o due generazioni or sono, non si andava oltre al limite dei documenti scritti, delle monete, delle iscrizioni, e altre simili fonti storiche.
Solo alcuni qua e là riconoscevano la possibile esistenza di altri materiali che gettassero luce sulle età remote dell'esistenza dell'uomo, su quelle età di cui la storia tace o riporta solo leggende e miti.

Citazioni[modifica]

  • La vita pastorale colla cura delle mandre e degli armenti, che procacciavano facilmente il cibo e le vestimenta, è molto meno faticosa della coltivazione del suolo, che è per di più incerta e talora delusoria. Solo la pressione dell'aumentata popolazione e la risultante insufficienza dei pascoli, che non possono più bastare oltre ad un dato numero, spinse alla coltivazione del suolo. (cap. IV, p. 160)
  • Dopo l'arte del fuoco i due principali agenti del progresso umano furono la scoperta dei metalli e quella della forza del vapore. […]
    La rivoluzione operata dai metalli è la più grande che il mondo abbia mai veduto, e che mai potrà vedere. (cap. V, p. 166)
  • L'aumento del sapere è solo un agente per progredire, in quanto porta le persone a ragionare sulle questioni sociali, sull'abolizione dei privilegi di classe, sull'eguaglianza delle probabilità in questa lotta per l'esistenza, che si fa sempre più acuta. Così questo progresso, benché tante volte venga calcolato in espansioni di commerci e di ricchezze, in invenzioni di nuove macchine e nella scoperta di nuove risorse della terra, sta, fortunatamente, venendo a un significato più alto: alla scomparsa di questo artificiale stato di cose che rende la vita orribile e senza speranza ai più, e alla creazione di un sentimento pubblico che elevi il lavoratore ad onore, e disprezzi solo l'ozioso volontario. (cap. 6, p. 192)

Explicit[modifica]

È vero che la storia degli individui e delle nazioni, mentre spiega in un largo grado le cause di crescita[1], di arresto e di decadenza, pur conferma l'impotenza dell'uomo innanzi alle grandi leggi della natura. Vi sono dei limiti alle nostre azioni. Ma entro questi limiti vi è tanto spazio per spiegare l'attività umana, che la nostra principale cura deve essere il buon impiego di questa.

Storia dell'alfabeto[modifica]

Incipit[modifica]

«Ciò che sempre si vede non lo si vede mai», dice un proverbio inglese; e infatti potremmo domandarci se una persona, su dieci mila che leggono, abbia mai cercato quale sia la storia di quei segni convenzionali che costituiscono l'Alfabeto, di quei segni che col loro vario cambiare di posizione formano il simbolo delle centomila e più parole contenute in un dizionario comprensivo d'una lingua moderna.
Il prof. Max Müller dice che «combinando insieme ventitré o ventiquattro lettere in ogni possibile modo, possiamo ottenere qualunque parola sia mai stata usata in qualunque lingua del mondo».

Citazioni[modifica]

  • L'invenzione della scrittura, sola, rese possibile il passaggio dalla barbarie alla civiltà, e assicurò il progresso continuo della stirpe umana. È solo col progresso della scrittura, per gradi di lento sviluppo, che il passato può ora esserci tanto eloquente, tanto reale quanto il presente. «La penna è più potente della spada» accumulando e conservando per gli spiriti gentili il tesoro della ricchezza intellettuale, alla quale non possono paragonarsi tutte quelle cose che si possono desiderare. (cap. I, p. 6)
  • Le lettere stampate, o segni dei suoni, che compongono il nostro alfabeto, sono vecchie di circa duemila e cinquecento anni. Esse sono prettamente Italiane, quindi il nome loro dato di tipo Romano. Questi caratteri variano solo leggermente di tipo dai primi dei famosi stampatori del secolo decimoquinto, che sono una imitazione dei belli manoscritti minuscoli di quattrocento anni prima. Le lettere minuscole sono forme corsive delle lettere curve, lunghe circa un pollice, dette «unciali» (dal latino uncia, «oncia», o da uncus, «uncino»), che alla loro volta derivano dalle lettere Romane dell'età Augustea. (cap. III, p. 30)
  • La lingua [cinese] non è mai andata oltre lo stadio monosillabico; non ha terminazioni pei numeri, generi, casi, modi o persone, e la stessa parola senza cambiamento di forma è usata come sostantivo, aggettivo, verbo, o altra parte del discorso; così che una frase può solo essere costruita dalla posizione delle varie parole che la compongono. Come ben dice il Dr. Marshman, «tutta la grammatica Cinese dipende dalla posizione». (cap. IV, p. 78)
  • […] l'onore di scoprire il segreto delle lingue antiche della Persia, di Babilonia e dell'Assiria era riservato ad un Inglese, Sir Henry Rawlinson. Per opera di lui «un capitolo completamente perduto della storia del mondo fu restituito all'umanità». Questo eminente scienziato non esagerò il valore della sua opera, quando sostenne che la sua importanza per l'interpretazione della scrittura cuneiforme è quasi uguale a quella della scoperta della stele di Rosetta per l'interpretazione dei geroglifici Egizi. (cap. V, p. 90)
  • L'acqua è il luogo origine della civiltà come della vita, e la sede originaria della civiltà Egea o Micenica è forse da cercarsi a Creta. Quest'isola è piena di resti della cultura pre-Ellenica. Essa è sul passaggio fra la Grecia e l'Asia Minore, con Carpato e Rodi in mezzo; è sulla linea di comunicazione con Cipro, la Siria e l'Egitto ad Oriente, e colla Sicilia e le spiagge del Mediterraneo Occidentale. Le primissime tradizioni Greche guardano a Creta come «alla dimora della legislazione ispirata dagli Dei, e al primo centro del dominio marittimo». E (ciò che è importantissimo a ricordarsi), per l'origine dell'arte del navigare, l'antica idea in favore dei Fenici non è più sostenibile di fronte alla nuova in favore di Creta. (cap. IX, p. 191)

Citazioni su Edward Clodd[modifica]

  • Edward Clodd nel suo libro Fiabe e Filosofia primitiva (trad. it., Torino, Bocca, 1906) nota […] che tra gli indigeni del Brasile il primo cibo che veniva posto in bocca ai bambini appena slattati era un pezzetto di carne di guerriero; e ricorda che, quando nel 1812 il capitano Wells, celebre tra gli indiani pel suo valore, rimase ucciso in un combattimento contro di essi, avvenuto là dove ora sorge Chicago, il suo corpo venne diviso in vari pezzi che furono equamente distribuiti fra le tribù alleate affinché ognuno potesse avere l'opportunità di gustare tanto tanto valoroso guerriero, assimilando così un pezzettino del suo coraggio! (Carlo Mascaretti)

Note[modifica]

  1. Nel testo: cresciuta.

Bibliografia[modifica]

  • Edward Clodd, L'uomo primitivo, traduzione di Giuseppe Nobili, seconda edizione, Fratelli Bocca editori, Torino, 1923.
  • Edward Clodd, Storia dell'alfabeto, traduzione di Giuseppe Nobili, Fratelli Bocca editori, Torino, 1903.

Altri progetti[modifica]