Enrico Roma
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Enrico Roma (1888 – 1941), attore, regista e critico cinematografico italiano.
Citazioni di Enrico Roma
[modifica]- [Su Ma non è una cosa seria] Camerini sa scegliere i soggetti che convengono al suo temperamento e al suo stile: a questa qualità essenziale [...] si deve principalmente il suo continuo successo [...]. L'originale e succosa commedia di Pirandello ha fornito al Camerini una materia di prim'ordine; ma egli ha saputo impadronirsene, piegarla alle necessità dello schermo [...]. Ha avuto, infine, la mano felice nella scelta degli interpreti [...].[1]
- [Treno popolare] è uno dei pochi film – tre o quattro – dell'attuale cinematografia italiana, che autorizzino a credere ancora nelle nostre possibilità. Bosio e Matarazzo hanno composto un piccolo gioiello se si vuole considerare la pattuglia d'avanguardia d'una attività produttiva che, facendo giustizia di tanta robaccia, apre gli occhi e il cuore a chi, nella nostra cinematografia, giudica e manda. Largo ai giovani, dunque, largo. [...] due artisti che posseggono il senso dell'umorismo e han gli occhi aperti per cogliere al volo i piccoli episodi che rivelano anime, pensieri, stati d'animo. E quel che più conta è che sono riusciti a comunicare il loro entusiasmo agli interpreti, da farceli apparire in perfetta forma. Quando mai Marcello Spada era stato così spontaneo? E non ci sembra un grazioso regalo fatto al cinema, l'ottimo Petrangeli? E quante nuove divette, possono reggere il confronto con la disinvoltura espressiva della graziosa Lina Gennari? Anche la musica è d'un giovane: Nino Rota, che tutti conosciamo e apprezziamo da tempo. Che bella compagnia! Che respiro![2]
- Prova e riprova, i Fratelli De Filippo troveranno senza dubbio la loro formula cinematografica [...]. Questi meravigliosi attori, che sulla scena occupano un posto di primissimo piano, possono dare anche allo schermo un contributo prezioso [...]. Quei due segna già un progresso sul loro precedente film, ma ancora sfrutta, sia pure ingegnosamente, alcune trovate buffonesche [...] che abbiamo applaudito più d'una volta in teatro [...]. Il successo è immancabile.[3]
- [...] sotto certi riguardi il film [La signora di tutti] interrompe una non lodevole tradizione di ingenua faciloneria e indica la strada da percorrere d'ora innanzi. Intendo parlare della serietà industriale e tecnica che distinguono e classificano quest'opera, meritevole di figurare accanto alla migliore produzione straniera. Qui non v'è nulla di dilettantistico e di approssimativo. Dalla sceneggiatura, alla fotografia, dalla ripresa sonora al dialogo, dalla messinscena al montaggio, dalla recitazione all'equilibrio degli elementi che concorrono alla composizione, tutto è di prim'ordine, messo a punto, selezionato, studiato, voluto. [...] La regìa è straniera ma, dal capitale agli attori, dal soggettista ai tecnici, tutti gli altri artefici della Signora di tutti sono italiani. E italiana è l'organizzazione, sotto ogni riguardo perfetta. Non è dunque il caso di mettere in dubbio le nostre possibilità. Intelligentemente guidati, i nostri produttori ci faranno dimenticare ben presto il periodo di incertezza precedente al disciplinamento statale. [...] Isa Miranda, già famosa prima che il film uscisse (altra indicazione di come si debba risolvere il problema dei giovani) si è rivelata attrice già matura e piena di qualità. Fisicamente interessante, molto fotogenica, ha bella voce, ottima dizione, prestigio sul pubblico e comunicativa [...].[4]
Note
[modifica]Bibliografia
[modifica]- Roberto Chiti ed Enrico Lancia, Dizionario del cinema italiano: i film, Gremese Editore, Roma, 2005. ISBN 88-8440-351-0
- Francesco Savio, Ma l'amore no: realismo, formalismo, propaganda e telefoni bianchi nel cinema italiano di regime (1930-1943), Sonzogno, Milano, 1975.
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