Eracle

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Eracle, eroe e semidio della mitologia greca.

Antonio del Pollaiolo, Ercole e l'Idra.

Citazioni di Eracle[modifica]

  • Mentre tu venivi incoronato dio della guerra, io ho dovuto cercare una mela. Le chiamavano "fatiche". Ha! Certo, lui mi ha permesso di uccidere il Leone di Nemea, ma fu il tuo nome a finire sulla bocca di tutti. Un feroce guerriero, un assassino divenuto eroe, un uomo divenuto dio! Ma questa volta, fratello... questa volta io ti distruggerò. Considerala la mia tredicesima e ultima fatica. Presto sarò io dio della guerra e prenderò il trono tutto per me! (God of War III)

Hercules[modifica]

  • Ho maciullato il Minotauro, ho aggrovigliato le Gorgoni come mi ha insegnato Fil, ho analizzato la situazione, ho controllato la mia forza e ho colpito! La folla si è scatenata.
  • Ho sconfitto tutti i mostri in cui mi sono imbattuto. [...] Sono solo la persona più famosa di tutta la Grecia! Il mio pupazzo va a ruba!
  • Wow, che giornata! Prima quel ristorante sulla baia e poi quello spettacolo, quel, quel, quell'Edipo qualcosa. Però, credevo di averli io i problemi!

Citazioni su Eracle[modifica]

  • E poi Alcmèna vidi, d'Anfitríone la sposa, | ch'Eracle furia audace, cuor di leone | tra le braccia del grande Zeus concepiva. (Odissea)
  • E poi conobbi la grande forza d'Eracle, | ma la parvenza sola: lui tra i numi immortali | gode il banchetto, possiede Ebe caviglia bella, | figlia del gran Zeus e d'Era sandali d'oro. (Odissea)
  • Essendo Ercole in sull'entrare dalla fanciullezza nell'adolescenza, nella quale età gli uomini venendo in signoria di se stessi, sogliono dare a conoscere se eglino sono per eleggere alla loro vita il cammino della virtù o quel dell'ignavia, recatosi in disparte e posto a sedere in silenzio, stava dubitando seco medesimo a quale delle due vie si avesse ad indirizzare. E parvegli che venissero verso di sé due donne di statura grande: l'una di aspetto bello e nobile, adorna di cotali adornamenti naturali, come sono a dire, nettezza del corpo verecondia degli occhi e modestia del portamento; vestita di bianco. L'altra ben pasciuta e morbida, e acconcia quanto al colore in guisa che pareva che ella riuscisse più bianca a vederla e più rossa che per verità non era; con un portamento della vita più diritto del naturale, cogli occhi molto bene aperti, e con una veste indosso che lasciava trasparire il più che si poteva della persona: miravasi tratto tratto; stava anche attenta per vedere se altri la guardava, e spesso voltava gli occhi alla sua propria ombra. (Senofonte)

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