Erskine Preston Caldwell

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
(Reindirizzamento da Erskine Caldwell)
Erskine Caldwell, 1938

Erskine Preston Caldwell (1903 – 1987), scrittore statunitense.

  • La politica è una strana cosa. Le regole che si possono enunciare per gli altri mestieri sembra che non si applichino alla politica. Un uomo politico può cominciare da giovane come accalappiacani, e in pochissimo tempo riuscire a farlo dimenticare. Ecco ciò che rende la carriera politica quella che è. (da Ragazzo di Sycamore, p. 172)

Incipit di alcune opere[modifica]

Casa sull'altopiano[modifica]

Una brezza leggera che veniva dalla pianura, umida e molle, alitava sopra i campi arati di fresco lungo il pendio della collina, e faceva stormire le foglie delle grandi querce rossicce che circondavano la vecchia casa.

Fermento di luglio[modifica]

A letto con sua moglie, lo sceriffo Jeff McCurtain se ne stava profondamente addormentato al piano superiore dell'edificio della prigione di Andrewjones, quando il rumore di qualcuno che picchiava con violenza all'uscio lo svegliò. Soltanto un forte rumore o gli scrolloni della moglie potevano svegliare lo sceriffo prima di giorno.
Viveva con la moglie in quattro stanze al secondo piano centrale dell'edificio in mattoni rossi della prigione. Le stanze sottostanti, al primo piano, erano uffici dietro i quali si trovava uno stanzone somigliante a un granaio, pieno di gabbie che arrivavano fino al soffitto. Una pesante porta listata di ferro e un'altra spessa porticina antincendi d'acciaio, dividevano le due parti dell'edificio. Lo sceriffo della contea era tenuto per legge ad abitare nel corpo stesso della prigione, così da trovarsi nella possibilità di sorvegliare meglio i suoi prigionieri.

Il predicatore vagante[modifica]

Venne a fermarsi di botto presso la magnolia, uscendo dalla strada, una macchina coperta di fango e scassata quanto mai. L'individuo alto, smunto, che aveva l'aria di aver vissuto a mezza razione fino a quando era a balia, sedeva arcigno e immobile, con le mani aggrappate al volante. I suoi occhi erano fissi alla fila dei paletti storti della staccionata che stava più in là.
Clay Horey si chinò in avanti senza lasciare la sua sedia sotto il portico, stringendo le palpebre per attuire il reverbero del sole sulla sabbia bianca, e cercò di vedere chi fosse arrivato. Per un certo tempo non riuscì a persuadersi di aver visto realmente qualcuno là davanti a sé. Stando seduto nel portico a fissare la campagna secca e incolore, settimana su settimana, anno su anno, si era ridotto al punto che certe volte non riusciva a credere ai propri occhi.

La via del tabacco[modifica]

Luca Briasco[modifica]

Con un sacco di rape invernali sulla schiena, Lov Bensey si trascinava a fatica, affondando fino alle caviglie nella sabbia bianca della via del tabacco, devastata dalle piogge. Per rimediare quelle rape aveva dovuto sgobbare, e non poco; andare e tornare a piedi da Fuller era una faccenda lunga e faticosa.
Il giorno prima, Lov aveva sentito dire che da quelle parti c'era un tizio che vendeva le rape a cinquanta centesimi il sacco, perciò si era alzato di buon'ora ed era partito con mezzo dollaro in tasca. Aveva già fatto più di dieci chilometri e gliene mancavano ancora due abbondanti per arrivare a casa sua, vicino alla carbonaia.
[Erskine Caldwell, La via del tabacco, traduzione di Luca Briasco, Fazi Editore, 2011. ISBN 9788864112572]

Maria Martone[modifica]

Con un sacco di rape d'inverno sulla schiena, Lov Bensey veniva avanti a fatica, affondando i piedi nella sabbia bianca della via del tabacco sconvolta dalle piogge. Aveva dovuto faticare, per quelle rape: era una camminata lunga e noiosa fino a Fuller, andata e ritorno.
Lov aveva udito il giorno prima che un uomo laggiù vendeva rape a mezzo dollaro il sacco, e quella mattina era partito con mezzo dollaro in tasca per acquistarne. Aveva camminato già sette miglia e mezzo, e un miglio e mezzo ancora lo separava dalla sua casa presso la carbonaia.
[Erskine Preston Caldwell, La via del tabacco (Tobacco Road), traduzione di Maria Martone, Einaudi 1975]

Ragazzo di Sycamore[modifica]

Ci fu un gran chiasso davanti a casa mia, come se qualcuno avesse rovesciato un carico di sassi sui gradini. La casa tremò un poco sulle fondamenta, e poi tutto fu tranquillo. Mammà e io stavamo nel portico di dietro quando si sentì quel rumore, e non ci riuscì di capire cosa fosse. Mammà temette che fosse il tuono del giorno del giudizio, e mi disse di girare più in fretta la manovella della spemitrice, altrimenti non avrebbe fatto in tempo a strizzare e a stendere il bucato della signora Dudley avanti che accadesse qualcosa di terribile.

Terra Tragica[modifica]

Incipit[modifica]

Spence Douthit aveva perduto tutta la giornata per cercar d'avere a credito da qualche parte una bottiglia della medicina per lo stomaco preferita da Maud. Il caldo pomeriggio d'agosto era sul finire quando fu di rirorno a Poor Boy. Mentre procedeva stracco lungo il canale navigabile, in vista del bungalow stinto dalle intemperie, lo sorprese una musica che veniva di casa sua.

Citazioni[modifica]

  • Di questi giorni e di questi tempi un uomo non ha nessuna scusa d'essere al verde. A me non fa pena affatto un tipo che non vuole andare a trovar lavoro. (p. 24)

Bibliografia[modifica]

  • Erskine Preston Caldwell, Fermento di luglio (Trouble In July), I Libri del Pavone, Mondadori 1964.
  • Erskine Preston Caldwell, Il predicatore vagante (Journeyman), Oscar Mondadori 1975.
  • Erskine Preston Caldwell, La via del tabacco (Tobacco Road), traduzione di Maria Martone, Einaudi 1975.
  • Erskine Caldwell, La via del tabacco, traduzione di Luca Briasco, Fazi Editore, 2011. ISBN 9788864112572
  • Erskine Preston Caldwell, Ragazzo di Sycamore (Georgia Boy), traduzione di Marcella Hanau, I Libri del Pavone, Mondadori 1957.}}
  • Erskine Preston Caldwell, Terra tragica (Tragic Ground), I Libri del Pavone, Mondadori 1959.

Altri progetti[modifica]