Euclide

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Euclide

Euclide (325 a.C. – 265 a.C. circa), matematico greco antico.

  • Non c'è una via «regale» alla geometria.[1]

Elementi[modifica]

Incipit[modifica]

Originale[modifica]

<1> Σημεῖόν ἐστιν, οὗ μέρος οὐθέν. <2> Γραμμὴ δὲ μῆκος ἀπλατές. <3> Γραμμῆς δὲ πέρατα σημεῖα.[2]

Fabio Acerbi[modifica]

<1> Punto è ciò di cui non <è> alcuna parte. <2> E linea lunghezza senza larghezza. <3> E limiti di una linea <sono> punti.[2]

Citazioni[modifica]

  • Le cose eguali ad una stessa, sono eguali tra loro. (lib. I, Nozioni comuni, n. 2; 1916, p. 9)
  • E il tutto è maggior della parte. (lib. I, Nozioni comuni, n. 5; 1916, p. 9)
  • Come volevasi dimostrare.[3]
Ὅπερ ἔδει δεῖξαι.
Quod erat demonstrandum.

Citazioni su Euclide[modifica]

  • Il merito reale di Euclide è di essere stato il più grande sistematore del suo tempo per l'accurata selezione di quanto i suoi predecessori avevano trovato e per la disposizione strettamente logica delle scelte proposizioni: su poche definizioni e su pochi assiomi egli seppe fabbricare coi suoi Elementi un superbo edifizio che ha sfidato i secoli. (Gaetano Fazzari)

Note[modifica]

  1. Al re Tolomeo che gli chiedeva «una scorciatoia» per l'apprendimento della geometria; citato in Proclo, Commentario su Euclide, II, 4. Citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Italo Sordi, Rizzoli, 1992. ISBN 88-17-14603-X
  2. a b Euclide, Tutte le opere, a cura di Fabio Acerbi, Bompiani, 2014. ISBN 978-88-452-5975-3
  3. Citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 703.

Bibliografia[modifica]

  • Euclide, Il primo libro degli elementi, testo greco, versione italiana, introduzione e note a cura di Giovanni Vacca, prefazione di Nicola Festa, Sansoni, Firenze, 1916.

Voci correlate[modifica]

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Opere[modifica]