Filippo Meda

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Filippo Meda (1869 – 1939), politico, giornalista e banchiere italiano.

Citazioni di Filippo Meda[modifica]

  • Facchinetti è una di quelle figure che hanno sempre raccolto stima, ammirazione, simpatia, in ogni campo, dagli amici, dagli avversari. Buono, onesto, fedelissimo alla sua idea, Egli ebbe a soffrire duramente nel periodo del fascismo. Lo ricordo ancora in una certa stanzetta a Parigi, in esilio, con la moglie, con le figlie, ansioso per la sorte della sua patria, come era angosciato per la libertà così duramente offesa dalla dittatura. [...] Egli fu un grande cristiano nel senso più ampio, nel senso più eletto, nel senso più sublime della parola, e cristianamente è morto guardando i suoi amici, accarezzando chi gli era stato compagno per tanti anni della dura vita. (dall'intervento alla Camera dei Deputati in commemorazione del senatore Cipriano Facchinetti, 19 febbraio 1952)

Citazioni su Filippo Meda[modifica]

  • Meda e Murri furono dapprincipio alleati. Entrambi volevano un grande partito, popolare indipendente dalla Chiesa. Ma Meda lo concepiva come lo sviluppo della organizzazione tradizionale, cioè dell'Opera, una volta strappatala alla vecchia guardia, mentre Murri lo vedeva come un organismo nuovo, un "Fascio", come quelli che pochi anni prima avevano messo a soqquadro e insanguinato la Sicilia. (Indro Montanelli)
  • Meda era un avvocato milanese di spirito pratico, che considerava l'astensione dal voto [dei cattolici] un dovere da osservare finché il Papa lo imponeva, ma un grosso errore strategico di cui occorreva sollecitare la revoca. Lo Stato liberale, diceva, c'è e va accettato. Va soltanto salvato dalle sue tentazioni autoritarie e giacobine. E questo i cattolici possono farlo soltanto inserendocisi e riformandolo in modo da tenerlo al riparo dai pericoli d'involuzione. Lo Stato cioè per lui era un "peccatore da salvare". (Indro Montanelli)

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