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Filippo de Pisis

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Luigi Filippo Tibertelli de Pisis, noto come Filippo de Pisis (1896 – 1956), pittore e scrittore italiano.

Filippo de Pisis a 18 anni

Citazioni di Filippo de Pisis

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  • [Su Fortunato Depero] ha una consumata perizia tecnica che gli permette di ricavare effetti coloristici grati agli occhi dei profani e ce lo mostra pittore a prima vista. I Pappagalli e la Tarantella (solo per citare due opere) in panni colorati (pazientemente cuciti dalle mani gentili della moglie dell'artista[1]) rappresenterebbero il più delizioso e raro ornamento di un chiaro e squisito salone moderno.[2]

Citazioni su Filippo de Pisis

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  • Andai a Rimini dov'era de Pisis. Con la guerra era rientrato da Parigi e si era stabilito a Milano. Lo trovai ebro di celebrità, ma come non gli bastasse la rinomanza che gli procurava grandi guadagni, cercava anche quella spicciola della folla e viveva stravagante per farsi notare. Vestiva come un imbianchino e portava un pappagallo sulla spalla. Però mi riusciva sempre caro per tante sue ingenuità di fanciullo e per la sua arte che quando era a fuoco era sempre bella. Aveva affittato un lurido magazzino, alle pareti vi aveva appeso ali di gabbiani, foglie secche, suoi disegni di nudo, in un angolo per terra un materasso coperto da un gondurà di vecchia data, sedie sgangherate attorno alla tavola per il tè. E quando lo offriva vi si trovavano le persone più diverse, simili alle chicchere dispaiate nelle quali si beveva. Egli parlava di continuo, soprattutto di se stesso, dei suoi quadri e tutt'al più del suo pappagallo. (Giovanni Comisso)
  • Durante l'estate andai ancora per qualche tempo a Rimini dove si trovava de Pisis [...]. De Pisis aveva il suo studio nel solito magazzino, facevamo gite in bicicletta, poi mi portava a mangiare in luride bettole dove ci servivano pesce marcio che egli sosteneva essere buonissimo. Pochi artisti convincono come de Pisis che la propria vita non à rapporto con la propria arte. Egli viveva mediocremente e faceva opere splendide. Sarei quasi per convincermi che neanche l'intelligenza di un artista è legata alla sua opera e che questa sorga invero per ispirazione soffiata dal di fuori. (Giovanni Comisso)

Note

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  1. Rosetta Amadori Depero (Rovereto 1893-1976). Le nozze furono celebrate il 23 giugno 1919.
  2. Citato in Gabriella Belli, La Casa del Mago: le Arti applicate nell'opera di Fortunato Depero 1920-1942, Catalogo Mostra, Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, Edizioni Charta, Milano-Firenze, 1992, p. 17. ISBN 88-86158-09-2

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