Flavia Pennetta

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Flavia Pennetta (2010)

Flavia Pennetta (1982 – vivente), ex tennista italiana.

Citazioni di Flavia Pennetta[modifica]

  • [Sull'effetto dell'amore sullo sport] Cambiano le tue priorità, se sai che lui non è con te, magari sbarelli e non t'importa di perdere, perché così torni prima a casa da lui. L'amore non sempre fa bene a chi fa sport.[1]
  • [Nel 2007] Dopo aver perso 13 volte al primo turno quest'anno non pensavo di poter battere nemmeno mia nonna.[2]
  • È da quattro anni che mi impegno per migliorare sui campi veloci e finalmente si sono visti i risultati. Aveva ragione il mio allenatore quando diceva di non lasciarmi andare. Capita, quando fai fatica e i risultati non arrivano. Invece ha ragione lui: il lavoro ripaga.[3]
  • [«Il suo amore per racchetta e palline è stato immediato?»] È stato un colpo di fulmine. Un amore nato ancora prima di cominciare a prendere lezioni. Mia mamma racconta spesso che quando andava a giocare e mi portava in campo, io pasticciavo con la terra rossa, facevo le montagnette come con la sabbia in spiaggia! E poi giocavo ovunque, tantissimo contro il muro, ore a palleggiare da sola. Mancava solo che mi portassi la racchetta nel letto.[4]
  • Ho un rito tutto mio. Ogni anno c'è una canzone su cui mi fisso, che non mi stanco mai di ascoltare e che fa da colonna sonora a tutti i miei tornei: mi deve dare serenità fuori dal campo e carica prima di un match.[2]
  • La Jankovic non avrà un talento speciale, però ha una costanza mostruosa.[2]
  • L'ultima volta abbiamo cenato insieme a Los Angeles, lui era là per un corso di recitazione. "Fla, non sai quante donne", mi diceva. E io lo sfottevo: "Ma cosa cavolo ci troveranno in te..." Ogni tanto guardo la foto di Fede che tengo nel portafoglio: era bellissimo.[2]
  • Mi hanno sempre insegnato che il lavoro paga, che se lavori prima o poi arrivano anche i risultati. Mi hanno sempre insegnato di stare lì, pronta a prendere e sfruttare qualsiasi errore. Le cose nella vita girano sempre per molti versi, devi solo aspettare il tuo turno.[5]
  • Non è solo una questione estetica, per me lo sport è salute, e se sto ferma troppo a lungo sto male, il mio corpo me lo chiede lanciando segnali.[4]
  • [Su Carlos Moyá, nel 2005] Non sono gelosa, perché non è un playboy impenitente. O, forse, dovrei dire che non lo è più.[2]
  • Non sono una che si fa problemi di superficie: se sono in forma posso giocare bene ovunque.[2]
  • Per Federico Luzzi, l'anno scorso era a vedermi giocare in finale contro la Safina e adesso non c'è più. Era come se fosse lì con me.[6][3]
  • Prima mi arrabbiavo e sparivo dal campo. Ora mi arrabbio, regalo due quindici e mi riprendo.[2]
  • Si può star bene anche sole. Però, un giorno, a Moya mi toccherà dire grazie: mi ha fatto scoprire cose di me che non conoscevo. La grinta, la forza, la voglia di riscatto.[2]

Citazioni su Flavia Pennetta[modifica]

  • Flavia è una collega. Ci stimoliamo a vicenda e cresciamo insieme. Una sana rivalità. (Francesca Schiavone)

Note[modifica]

  1. Citato in Emanuela Audisio, "Io ragazza poco italiana sogno la top ten del tennis", Repubblica.it, 6 gennaio 2009.
  2. a b c d e f g h Citato in Marco Sicolo, Le frasi più curiose di Flavia Pennetta, Ubitennis.com, 10 agosto 2009.
  3. a b Citato in Il blob della settimana, Gazzetta.it, 10 agosto 2009.
  4. a b Dall'intervista di Federica Cocchi, La racchetta? L'avrei portata pure a letto, SportWeek, nº 14 (931), 6 aprile 2019, pp. 128-132.
  5. Citato in Il blob della settimana, Gazzetta.it, 2 novembre 2009.
  6. Dedica dopo la vittoria del torneo di Los Angeles a Federico Luzzi, giovane tennista morto nell'ottobre 2008 per una leucemia fulminante.

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