François Quesnay

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Ritratto di François Quesnay

François Quesnay (1694 – 1774), medico, naturalista ed economista francese.

Citazioni di François Quesnay[modifica]

  • Infatti è con riferimento all'ordine della distribuzione delle spese, secondo che esse ritornino o siano sottratte alla classe produttiva, secondo che esse aumentino o diminuiscano le anticipazioni di questa classe, secondo che esse sostengano o facciano scenderei prezzi dei prodotti, che possiamo calcolare gli effetti del buono o del cattivo governo di una nazione. (da Analisi della formula aritmetica del «Tableau économique», in Miglio 2001, p. 32)
  • Così i loro rapporti commerciali penetrano e si estendono ovunque, tendendo sempre, in definitiva, al denaro; denaro che il commercio stesso procura e distribuisce alle nazioni in relazione ai prezzi soggetti all'ordine naturale che quotidianamente regola i valori venali dei prodotti. Ma le nazioni agricole hanno un altro punto di vista, più utile e ampio: esse devono tendere soltanto alla maggior riproduzione possibile per accrescere e perpetuare la ricchezza necessaria per il godimento degli uomini. La moneta per loro non è che una piccola ricchezza intermediaria che scomparirebbe in un attimo senza la riproduzione. (da Analisi della formula aritmetica del «Tableau économique», in Miglio 2001, p. 39)
  • Che si mantenga una completa libertà di commercio; POICHÉ LA POLITICA DEL COMMERCIO INTERNO E ESTERNO PIÙ SICURA, PIÙ ESATTA, PIÙ PROFICUA ALLA NAZIONE E ALLO STATO CONSISTE NELLA PIENA LIBERIA DELLA CONCORRENZA. (da Massime generali del governo economico, XXV, in Miglio 2001, p. 60)
  • Che non si speri di trovare risorse per i bisogni straordinari di uno stato, se non dalla prosperità della nazione, e non mai dal credito dei finanzieri; poiché LE FORTUNE PECUNIARIE SONO RICCHEZZE CLANDESTINE CHE NON CONOSCONO NÈ RE NÈ PATRIA. (da Massime generali del governo economico, XXIX, in Miglio 2001, p. 61)

Citazioni su François Quesnay[modifica]

  • Il merito insigne d'avere creato un sistema scientifico d'economia politica, o per meglio dire di diritto filosofico sociale, considerato principalmente nel riguardo economico, un sistema, cioè, dedotto da pochi principii e perfettamente omogeneo, che abbraccia l'economia pura e la politica economica e finanziaria, compete indubbiamente ad un uomo di genio, Francesco Quesnay, il capo della scuola, che si chiamò da prima, per antonomasia, degli economisti, e che, dopo il 1768, si disse fisiocratica, perché propugnava l'impero delle così dette leggi naturali. (Luigi Cossa)

Bibliografia[modifica]

  • Bruno Miglio (a cura di), I fisiocratici, Laterza, 2001.

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