Gabriel Chevallier

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Jump to navigation Jump to search

Gabriel Chevallier (1895 – 1969), scrittore francese.

Incipit di Peccatori di provincia[modifica]

UN GRAN PROGETTO
Nell'ottobre del 1922, circa alle cinque del pomeriggio, a Clochemerle nel Boggiolè, due uomini l'un di fianco all'altro se ne andavano su e giù per la piazza grande ombreggiata da stupendi castagni e adorna, nel mezzo, da un tiglio piantatoci, si dice, nel 1518 per festeggiare l'arrivo in quei paraggi di Anna Beajeu; se ne andavano su e giù, con quella stracca andatura della gente di campagna, che pare abbia a disposizione per ogni cosa quanto tempo vuole, scambiandosi parole cariche di un certo senso certamente ben ponderato perché le pronunziavano dopo lunghi silenzi per pesarle bene, in media una frase ogni venti passi. Spesso, invece di una frase, in media una parola soltanto o soltanto un'esclamazione. Maquelle esclamazioni dovevano avere, certo, sfumature ricchissime di significato per quei due uomini che si conoscevano da anni e anni e miravano in pieno accordo agli stessi scopi e d'accordo tracciavano le linee di un piano che appagasse una loro ambizione da lungo tempo accarezzata. In quel momento, le loro preoccupazioni erano di natura politica e, perché tali, erano contrastanti. E proprio questo li rendeva così gravi e prudenti.

Bibliografia[modifica]

  • Gabriel Chevallier, Peccatori di provincia (Clochemerle), traduzione di Sestilio Montanelli, Longanesi & C., Milano.

Altri progetti[modifica]