Giorgio Voghera

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Giorgio Voghera (1908 – 1999), scrittore italiano.

Citazioni di Giorgio Voghera[modifica]

  • Quello che mi ha sempre impressionato dei profeti della Bibbia è la vocazione. Non vorrebbero profetizzare, ma sono vocati, chiamati, quasi costretti da Dio: e devono andare a predicare loro malgrado. Così è anche degli scrittori che valgono qualche cosa. Non vorrebbero scrivere (non, almeno, di quel determinato argomento) e lottano contro l'impulso che li spinge a prendere la penna in mano – ma non possono farne a meno. Ci sono invece di quelli che credono di doversi lambiccare il cervello per trovare qualche cosa di cui scrivere. Ma non sono scrittori, sono mestieranti della penna. Il buon Carlino[1] diceva a Saba che lui le poesie le doveva scrivere, come la gallina fa l'uovo; e forse non sapeva quale grandissima lode fosse questa. (da Pensieri amari, in Vocazione letteraria di una famiglia triestina fra '800 e '900, catalogo della mostra, Trieste 10-18 dicembre 1990, a cura di A. I. Fontana e S. Vinci, Tip. Graphis, Trieste, 1990, p. 107.[2])

Note[modifica]

  1. Carlo Cerne, chiamato familiarmente Carletto, commesso della libreria antiquaria di cui Saba era proprietario.
  2. Citato in Alberto Cavaglion, Il mio poeta. Eugenio Colorni, Umberto Saba e la psicoanalisi; in Cartevive Periodico dell'Archivio Prezzolini, Biblioteca cantonale Lugano, Anno XX, n.2 (44), dicembre 2009, pp. 131-132.

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