Giovanni Giudici

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Giovanni Giudici

Giovanni Giudici (1924 – 2011), giornalista e poeta italiano.

Citazioni di Giovanni Giudici[modifica]

  • Con Montale ero molto reverenziale. Non ero di quelli che si vantavano di dare del tu a Montale. Lui mi dava del tu, ma io gli ho sempre dato del lei. Poi gli feci anche delle interviste e lui mi regalò un quadretto, dicendomi che era l'unico quadretto rotondo che avesse fatto. Non è che sia un granché, ma è pur sempre un Montale. (da Fortezza)
  • [Su Memoriale di Paolo Volponi] La fabbrica, l'industria come tale, sussiste più che altro come fatto descrittivo; è una scenografia che Volponi ha scelto per la conoscenza diretta che ne ha, ma non ne affronta la realtà problematica. Saluggia Albino dell’operaio ha semplicemente la tuta e poco più. (da Comunità, maggio 1962)
  • Quando lavoravo all'Olivetti avevo in omaggio un'agenda. Ci scarabocchiavo sopra appunti, abbozzi, idee. Quando mi mettevo a scrivere, anche in quelle pagine poteva nascondersi la poesia. Erano un buon punto di partenza. (da Fortezza)
  • Stringi amicizia col direttore delle poste. | Mi impegno sul mio onore di non toccarti | Se dovessi scoprire per avventura | Nella busta te in miniatura. || Nulla è impossibile al direttore delle poste. | Viaggerai di ritorno con le risposte. | Resterai quanto basta per leggerle e riscrivermi. | I rapporti epistolari saranno meno monotoni. (da Il direttore delle poste, in Autobiologia)
  • Tu – non foglia che cresce | ma crescersi di foglia. | Tu – non mare che splende | ma splendersi del mare. | Tu – amore nell'amare. || Ciao, Sublime. | Ciao, Essere Umano semplicemente. || E io che passeggio con te. | Io che posso prenderti per mano. | Io che mi brucio di te | nel corpo, nella mente. (da Ciao, Sublime, in O beatrice)

La vita in versi[modifica]

  • C'è più onore in tradire che in esser fedeli a metà. (Una sera come tante)
  • Inoltre metti in versi che morire | è possibile a tutti più che nascere | e in ogni caso l'essere è più del dire. (La vita in versi)
  • La mia colpa sociale è di non ridere, | di non commuovermi al momento giusto. (Dal cuore del miracolo)
  • Metti in versi la vita, trascrivi | fedelmente, senza tacere | particolare alcuno, l'evidenza dei vivi. || Ma non dimenticare che vedere non è | sapere, né potere, bensì ridicolo | un altro voler essere che te. || Nel sotto e nel soprammondo s'allacciano | complicità di visceri, saettando occhiate | d'accordi. E gli astanti s'affacciano || al limbo delle intermedie balaustre: | applaudono, compiangono entrambi i sensi | del sublime – l'infame, l'illustre. || Inoltre metti in versi che morire | è possibile a tutti più che nascere | e in ogni caso l'essere è più del dire. (La vita in versi)

Bibliografia[modifica]

  • Giovanni Giudici, Autobiologia, Mondadori, Milano, 1969.
  • Giovanni Giudici, Fortezza, Mondadori, Milano, 1990.
  • Giovanni Giudici, La vita in versi, Mondadori, Milano, 1965.
  • Giovanni Giudici, O beatrice, Mondadori, Milano, 1972.

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