Vai al contenuto

Giulio Bertoni

Da Wikiquote, aforismi e citazioni in libertà.
Giulio Bertoni

Giulio Bertoni (1878 – 1942), linguista, filologo e critico letterario italiano.

Citazioni di Giulio Bertoni[modifica]

  • I pochi versi volgari (cinque sonetti in tutto), che abbiamo di Ercole Strozzi, sono ben lontani dall' eguagliare, per eleganza e dignità, quelli che di lui ci sono rimasti in latino. In questi egli poté gareggiare con la musa giovanile dell'Ariosto, mentre nei sonetti in volgare rimase assai al disotto del Boiardo, pure oltrepassando i mediocri poeti in volgare del gruppo ferrarese.[1]
  • [...] se si pensa alle lodi che allo Strozzi, quale poeta volgare, decretò il Bembo, vien fatto di dubitare che la miglior parte della sua produzione sia andata perduta, a meno che messer Pietro, accecato dalla gioia di aver fatto una nuova e importante recluta per la lingua italiana, non abbia saputo evitare l'esagerazione.[2]

La biblioteca estense e la coltura ferrarese[modifica]

Incipit[modifica]

Quella gentile fioritura di studi che in Ferrara s'effonde nel sec. XV con tanta e mirabile ricchezza di colori, si presenta allo studioso delle lettere come un primaverile risveglio promosso in gran parte e favorito dalla sollecitudine e dallo zelo degli Estensi.
I Principi introducono e fanno comune in Ferrara il gusto degli studi migliori con chiamare in Corte artisti e letterati, con raccoglier libri d'ogni maniera e con istituire nel loro Castello una privata libreria, documento invero preziosissimo della coltura in quei tempi in Ferrara.
A me, che volli, come potevo, indagare le origini ancora oscure della Biblioteca estense, parve offrirsi l'argomento con tutte le seduzioni di una grande varietà e magnificenza, qualora non mi fossi pur tenuto pago alla storia delle lettere, ma avessi anche toccato un poco quella degli usi e dei costumi. E così, procedendo nelle ricerche, i confini del mio lavoro s'allargarono e insieme divennero più chiari e definiti. Mi proposi adunque di animare d'un soffio di vita alcuni inventari di libri estensi del sec. XV e di venir ricamando intorno ad essi uno studio, che più tosto che ispirarsi a puri intendimenti bibliografici avesse lo scopo di recar qualche contributo alla miglior conoscenza della Rinascita Ferrarese e della società colta d'allora.

Citazioni[modifica]

  • Niccolò III[3] ebbe una cura veramente singolare per Leonello, pel quale aveva chiamato in Ferrara Guarino Veronese[4] – che vi portò tutti i benefizi di un prezioso insegnamento –, e secondando le tendenze del figlio faceva ognora spese di libri e di miniature. Onde, non ci stupiremo se il governo di Leonello segnerà l'età d'oro per gli studi nel sec. XV in Ferrara. (Introduzione, p. 7)
  • Frutto squisito della amorevole e attenta educazione di Guarino, il nuovo principe [Leonello d'Este] recò veramente nella sua corte il raggio dell'arte e delle lettere. Considerato sin qui come un innamorato degli studi, questa sua caratteristica precipua ha offuscato facilmente quanto della sua attività si riferisce al maneggio della cosa civile; ma in verità una non comune avvedutezza e un singolare accorgimento non si possono negare, a parer mio, al Marchese di Ferrara, chi esamini i dispacci degli oratori estensi, il minutario di cancelleria, i documenti insomma che si riferisco al suo breve governo. (Introduzione, p. 7)

Note[modifica]

  1. Da L'"Orlando furioso" e la Rinascenza a Ferrara, Editore cav. Umberto Orlandini, Modena, 1919, Parte prima, p. 37.
  2. Da L'"Orlando furioso" e la Rinascenza a Ferrara, Editore cav. Umberto Orlandini, Modena, 1919, Parte prima, p. 38.
  3. Niccolò III d'Este (1383-1441), marchese di Ferrara.
  4. Guarino Veronese o Guarino da Verona (1374-1460), poeta e umanista italiano.

Bibliografia[modifica]

Altri progetti[modifica]