Giulio Carlo Argan

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Giulio Carlo Argan

Giulio Carlo Argàn (1909 – 1992), critico d'arte e politico italiano.

Citazioni di Giulio Carlo Argan[modifica]

  • [Su Pablo Picasso] Il suo trasformismo stilistico non sorprende più, era la strategia del suo protagonismo sfrenato.[1]
  • L'arte è al livello più alto del pensiero immaginativo, come la scienza al livello più alto del pensiero razionale.[2]
  • La poetica di Munch è direttamente o indirettamente collegata con il pensiero di Kierkegaard, che soltanto nei primi decenni del Novecento comincerà ad essere conosciuto in Germania: si deve dunque a Munch, che soggiornò più volte in Germania, la spinta "esistenzialista" che farà nascere l'Espressionismo, che è nato infatti nel nome e sotto il segno della sua pittura.[3]
  • Nel quadro [Morte di Marat, di Jacques-Louis David] vi è una decisa contrapposizione fra ombra e luce, ma non c'è una sorgente luminosa che la giustifichi come naturale. Luce sta per vita, ombra per morte: non si può pensare la vita senza pensar la morte e inversamente. Anche questo è nella logica della filosofia di David. La fermezza e la freddezza del contrapposto luce-ombra dà al dipinto un'intonazione uniforme, livida e spenta, i cui estremi sono il lenzuolo bianco e il drappo scuro. In questa intonazione bassa spiccano, agghiaccianti, le poche stille di sangue: segnano l'acme di questa tragedia senza voci e senza gesti.[4]
  • Più che una città, Roma è una polenta scodellata.[5]
  • Senza immaginazione non v'è salvezza.[6]

Note[modifica]

  1. Da Un genio inutile, L'Espresso, 5 aprile 1981.
  2. Da Storia dell'arte italiana.
  3. Da L'arte moderna, 1770-1970 – 1970.
  4. Da L'arte moderna. 1770-1970, Firenze, 1970, p. 41.
  5. Citato in Ettore Scola, la Repubblica, 22 settembre 2003.
  6. da Storia dell'arte italiana, Sansoni.

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