Paul Gauguin

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Paul Gauguin

Eugène Henri Paul Gauguin (1848 – 1903), pittore francese.

Citazioni di Paul Gauguin[modifica]

  • Non dipingete troppo secondo natura. L'arte è astrazione; ricavatela dalla natura, mentre sognate di fronte a essa.[1]
  • Se... si tira una tenda davanti al modello, e si dipinge a memoria, le sensazioni si semplificano attraverso la memoria, e l'effetto che deriva è sintetico, senza dettagli, risultante da rapporti piuttosto che da immagini. Alla forma sintetica corrisponde un contenuto appropriato: è il mistero e l'infinito.
Si... on tire un rideau devant le modèle, et on peint de mémoire, les sensations se simplifient à travers la memoire, et l'effet qui ressort est synthétique, sans détails, résultant des rapports plutôt que d'images. A la forme synthétique correspond un contenu approprié: c'est le mystère et l'infini.[2]

Citazioni su Paul Gauguin[modifica]

  • All'arte analitica e dispersiva degli impressionisti, in cui l'ambiente e la luce era costituito da una vibrazione di tocchi e di colori, [...], doveva succedere come per reazione quella a grandi linee ed a grandi masse di colori semplificati in potenti riassunti sintetici, austeri e raffinati ad un tempo, d'un primitivismo e d'una ingenuità quasi selvaggia, con cui il Gauguin voleva restituire nell'ambiente di una natura vergine un'umanità solidamente concepita. (Ugo Nebbia)
  • Credo che Gauguin pensasse che l'artista deve ricercare il simbolo, il mito, ingrandire le cose della vita sino al mito, mentre van Gogh pensava che bisogna saper dedurre il mito dalle cose più terra terra della vita. E in questo, io penso che avesse maledettamente ragione. Perché la realtà è terribilmente superiore a ogni storia, a ogni favola, a ogni divinità, a ogni surrealtà. Basta avere la genialità di saperla interpretare. (Antonin Artaud)

Note[modifica]

  1. Citato in AA.VV., Il libro dell'arte, traduzione di Martina Dominici, Gribaudo, 2018, p. 271. ISBN 9788858018330
  2. Citato in Lionello Venturi, Storia della critica d'arte, Einaudi, Torino, 1966, p. 277.

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