Giuseppe Bencivenni Pelli

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Frontespizio del volume di Giuseppe Bencivenni Pelli, Memorie per servire alla Vita di Dante Alighieri ed alla storia della sua famiglia, Guglielmo Piatti, Firenze, 1823

Giuseppe Bencivenni Pelli (1729 – 1808), saggista e scrittore italiano.

Incipit di Memorie per servire alla vita di Dante Alighieri[modifica]

Se alla città di Firenze alcuni scrittori dettero il nome di novella Atene[1] perché quivi più che in altro luogo rifiorirono le lettere, e le belle arti, egli è un pregio, che alla detta Città hanno procacciato que' nobili, e sublimi ingegni, i quali a dovizia nacquero in essa[2]. Dopo che tante nazioni barbare dalle quali fu soggiogata la deliziosa Italia ne' secoli scorsi fecero decadere i buoni studi dal loro antico splendore, la stirpe dei Medici, e spezialmente Cosimo padre della patria, ed il magnifico Lorenzo suo nipote, furono quelli, che sopra tutti si affaticarono per fargli al primiero stato risorgere.

Note[modifica]

  1. Fra gli altri così chiama più volte Firenze il sig. de Voltaire nel suo Essai sur l'histoire générale et sur les mœurs et l'esprit des nations (edizione del 1757 in VII. vol. in 8.°) Per render meno sospetto questo elogio niun altro dovevo citare che un Francese. Il medesimo autore lusinga di più ancora il nostro amor patrio, quando con nobil sincerità confessa nel tomo VII. dell'Enciclopedia all'articolo François che le arti tra i Greci, e tra i Fiorentini sono nate come i frutti naturali del loro territorio, e che i Francesi d'altronde le hanno ricevute. A noi non resta per questo che mantenerci nel glorioso possedimento di quella prerogativa, la quale ci è accordata dagli stranieri, e mostrare alla Nazione, che di tutte si è fatta emula in materia di sapere, che non sappiamo credere quella gloria, che abbiamo avuta in retaggio da' nostri antenati.
  2. Dodici cittadini tutti di questa mia patria si trovarono spediti da diverse Potenze di Asia, e di Europa per ambasciadori al Pontefice Bonifacio VIII, per assistere alla sua coronazione. I ritratti di questi si vedono riuniti in un quadro della casa Strozzi nella villa di Careggi appartenente già alla medesima, ed oggi al sig. Serafico Lanzoni. Si rappresenta appunto in esso quella solenne ambasciata. Santo Antonino tit. XX. cap. 8 dela parte III. della sua Storia. I nomi di questi tali sono registrati da Jacopo Gaddi ne' suoi elogi storici (pag. 7 e seg. ediz. del 1639) della volgar traduzione fattane dagli Accademici svogliati; ma più esatta si può stimare la notizia de' medesimi, che tolta da un codice della libreria de' Padri di S. Croce è stata pubblicata nel vol. I° della Toscana Illustrata (pag. 300) e più correttamente nella vita del Padre Ambrogio Traversari scritta dal Mehus (pag. CCXXXIV.)

Bibliografia[modifica]

  • Giuseppe Bencivenni Pelli, Memorie per servire alla vita di Dante Alighieri ed alla storia della sua famiglia, Guglielmo Piatti, Firenze, 1823.

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