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Gran Premio d'Europa 1997

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Il tracciato di Jerez de la Frontera nella configurazione adottata per il Gran Premio d'Europa 1997

Citazioni sul Gran Premio d'Europa 1997.

  • Avevamo fatto dei piani, delle strategie, immaginando tutto quello che poteva accadere, ma nulla è andato secondo quanto pensavamo. Lì per tutta la gara c'eravamo solo io e Schumacher. Ho fatto tutta la gara dietro di lui e vedevo che potevo frenare molto più tardi di lui, molto molto più tardi. Ero più veloce, ma non riuscivo mai a stare abbastanza vicino. L'ultima sosta l'abbiamo fatta 2-3 giri dopo di lui: sapevo che con questa sosta, due giri dopo dovevo superarlo, perché ero ancora con gomme nuove, mentre lui no. Sapevo che c'era un giro o due di finestra per poterlo attaccare. Arrivando dopo la prima parte del circuito c'è un curvone veloce e poi il rettilineo. Ho visto che ero magari un metro più vicino degli altri giri e così ho tenuto giù. Sono quasi uscito di pista, ma bisognava prendersi un rischio. E nel dritto, al momento di staccare, ero un metro o due più vicino che in tutti gli altri giri, quindi ci sono andato. Sapevo, vedendo dove frenavo prima e che mi fermavo sempre attaccato a lui, che quel metro o due di vicinanza in più mi permettevano di frenare così tardi visto che avevo gomme nuove. E poi potevo soprattutto sorprenderlo, perché ero troppo lontano per dargli l'avvisaglia di un attacco. Lui non stava più guardando negli specchietti. [...] Era l'unico modo per superarlo, sorprenderlo, perché sennò aveva l'abitudine di buttarti fuori. Una volta di fianco a lui, ero sorpreso che non mi avesse ancora toccato. Però è arrivato qualche decimo dopo. Quando mi ha visto al suo fianco mi ha dato la botta. E lì pensavo che la mia macchina si fosse rotta, perché mi aveva dato veramente una gran botta. Sono saltato in aria. Però la macchina andava ancora, e in quel momento ho rallentato, perché la botta era veramente enorme, e pensavo che una sospensione o un qualcosa fosse danneggiato. Per questa ragione frenavo presto per non saltare sui freni, non andavo sui cordoli, quando acceleravo lo facevo con tranquillità, solo per non dare colpi sulla macchina. E meno male che ho fatto così, sennò non avrei finito la gara! La batteria non era più attaccata; era tenuta solo dai cavi elettrici, e con un po' di aggressività i cavi si sarebbero rotti. Poi non ero sicuro di un'eventuale squalifica di Schumacher, perciò era importante vincere il campionato coi punti in ogni caso. Quando sono passato il giro dopo alla curva dove ha cercato di buttarmi fuori, l'ho visto in piedi sul muro che mi guardava. Vedevo la rabbia, e lo vedevo anche sudato: lui era uno che non sudava mai! E in quel momento ho capito di averlo veramente battuto! Per me, aver vinto così, rende la mia vittoria speciale. (Jacques Villeneuve)
  • Chiunque in F1 si lamenta o fa la verginella accusando scandalizzato gli altri di aver praticato giochi di squadra o dato team order, probabilmente ha compiuto pure lui il "misfatto". Volete un altro esempio? Jacques Villeneuve. [...] Pochi sanno che anche lui fu costretto a farlo. Addirittura proprio nel GP Europa 1997 – quello famoso di Jerez del fallo di Schumacher – che sancì la vittoria del mondiale di Jacques. Villeneuve, dopo che Schumi era finito fuori gara nel tentativo di speronarlo, aveva il titolo iridato in tasca. Ed era primo. Poteva chiudere in bellezza l'impresa vincendo anche la gara. Invece rallentò e fece passare le McLaren-Mercedes di Hakkinen e Coulthard che ottennero vittoria e doppietta. Un caso? No, perché mesi dopo si scoprì che via radio l'ingegnere di pista di Villeneuve in Williams, Jock Clear [...] lo aveva supplicato in corsa di lasciar passare Hakkinen dicendogli: "Devi farlo Jacques! Ricordi? Ne avevamo parlato prima della corsa se andava in un certo modo...". Evidentemente la Williams aveva stretto un'alleanza con la McLaren per la gara in chiave anti-Ferrari per aumentare le proprie probabilità di successo. E la contropartita evidentemente era di lasciargli la vittoria del GP. Se Villeneuve avesse conquistato il titolo, avrebbero dovuto lasciar trionfare la McLaren-Mercedes. In realtà la McLaren in gara non aiutò più di tanto Jacques perché fu Schumacher a danneggiarsi da solo con quella scorrettezza. Ma tanto bastò al team per ricordare al suo pilota di onorare il patto stretto prima del via. (Alberto Sabbatini)
  • È giusto riconoscere i meriti del canadese [Jacques Villeneuve] che ieri ha vinto meritatamente. Nel sorpasso è stato perfetto e Schumacher, trovandosi alle corde, ha fatto una manovra che non è degna di un campione del mondo. La manovra di Schumacher comunque è stata voluta, ma quello che è grave è che il tedesco ha detto che rifarebbe in pieno quello che ha fatto, dimostrando quindi dei limiti come uomo e come sportivo. Come pilota comunque non si discute. È il migliore. (Clay Regazzoni)
  • Michael [Schumacher], venendomi addosso, mi ha aiutato a vincere. Non posso essere arrabbiato. (Jacques Villeneuve)
  • Schumacher non commette più di un errore all'anno. Quando ci casca, ne parla tutto il mondo. Questa è la sintesi. Ciò che è successo a Jerez è spaventoso. Il clamore si spiega. Ma di errore si tratta. [«Ci tolga una curiosità, Avvocato: quando à accaduto quel disastro lei cos'ha fatto? Ha gridato come noi? È scattato dalla poltrona?»] Semplicemente ho preso il telefono e ho chiamato Montezemolo. Luca, qui bisogna gestire questo episodio gravissimo, assumendoci le responsabilità. Sportivamente è una tragedia, per Schumacher, per la Ferrari... [...] Solo che quel testone di un tedesco ci ha messo 48 ore prima di capire e ammettere di aver sbagliato. Una frase non avrebbe mai dovuto dire a caldo: lo rifarei. Ma adesso la brutta faccenda è chiusa. E vorrei ricordare quanto Schumacher ha fatto in questa stagione in cui la Ferrari è tornata in avanguardia. A poco più di un quarto d'ora dalla fine eravamo campioni del mondo. Lui stava coronando i nostri sogni e i nostri sforzi. [...] Ho colto il senso vero del dramma nello scoramento dei tecnici, dei meccanici, di tutta quella gente della famiglia Ferrari, da Montezemolo all'ultimo arrivato, che ha lavorato giorno e notte, ha gioito, ha sperato e ha visto crollare tutto in un solo attimo. Avverto anch'io il loro dispiacere, lo capisco. Vorrei proprio che restassero integri i valori espressi dalla Ferrari in questa stagione. (Gianni Agnelli)

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