Guglielmo di Saint-Thierry

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Guglielmo di Saint-Thierry (1075 – 1148) monaco, teologo e filosofo francese.

La contemplazione di Dio[modifica]

Incipit[modifica]

Venite, saliamo al monte del Signore e alla casa del Dio di Giacobbe, ed Egli ci insegnerà le sue vie (Isaia 2,3). Attenzioni, intenti, volontà, pensieri, affetti, sentimenti tutti che siete nel mio intimo, venite: saliamo sul monte, sul luogo dove il Signore vede e viene veduto. Preoccupazioni, impegni, affanni, fatiche, pene di schiavitù, aspettatemi qui, con quest'asino che è il mio corpo, fino a quando io con il fanciullo, cioè la ragione con l'intelligenza, affrettatici fin lassù e prostratici in adorazione, ce ne ritorniamo a voi.

Citazioni[modifica]

  • Amore si infonde nei sensi di quelli che amano, tanto più li rende capaci di riceverlo, saziandoli ma senza nauseare.
  • Chiunque ti possiede come suo bene, in te mi presta soccorso e non è capace di invidia nei miei confronti, se anch'io sono partecipe di te.
  • Chiunque tra gli angeli o tra gli spiriti buoni ti ama, io so che ama anche me, perché anch'io mi amo in te.
  • Come, infatti, le mie offerte non ti riescono perfettamente gradite senza il dono di me stesso, così la contemplazione dei tuoi beni è certamente per noi un dolce ristoro, ma non ci sazia perfettamente senza la tua presenza.
  • I miei occhi interiori sono abbagliati dal fulgore della tua verità, che mi rammenta come nessuno possa vederti e continuare a vivere.
  • Ingiusto è chi non prova desiderio di te, chi non capisce e non si sente in dovere di amarti, per quanto è nelle possibilità di una creatura razionale.
  • L'amore di desiderio si rende talvolta meritevole della visione; la visione, del godimento, il godimento della perfezione dell'amore.
  • La contemplazione della tua bontà, o buon Signore, è la mia purificazione, è la fonte della mia fiducia, è la causa della mia giustificazione.
  • O Signore, la grazia della tua sapienza o, meglio, la sapienza della tua grazia conosce le scorciatoie: e là dove non si può pervenire in virtù di alcun argomento di carattere razionale o intellettualistico né di alcuna discussione, quasi servissero da scala, si giunge là, al torrente delle tue delizie, alla gioia completa del tuo amore; colui, al quale questo è concesso, se con fede ha cercato, se con fede ha bussato, se lo trova spesso davanti all'improvviso.
  • Per opera tua, sono giunto fino al punto di desiderare di desiderarti e di amare di amarti.

La lettera d'oro[modifica]

Incipit[modifica]

Sfiora l'impudenza e oltrepassa le buone regole della convenienza che la mia parola si rivolga a voi, carissimi fratelli in Cristo: perdonatemi, ma il mio cuore si è dilatato. Dilatate anche il vostro, vi prego fin dal profondo e accoglieteci (2 Corinzi 6,11-13; 7,2): poiché sono tutto vostro in Colui.

Citazioni[modifica]

  • A coloro che dalle tenebre del mondo pervengono alla pratica di una vita più pura, capita come a chi d'improvviso esca alla luce dopo lunga oscurità: come a costoro la luce stessa, indispensabile per vedere ogni altra realtà, sulle prime risulta fastidiosa col suo irrompere sugli occhi ancora deboli, così anch'essi, al primo bagliore della fede, restano accecati e non riescono a sopportare i raggi inconsueti della nuova luce, finché non vi si abituino appunto per amore della luce.
  • Agli altri sta di servire Dio, a voi di aderire a lui.
  • Avere un'alta stima di sé è esiziale ed è facile restare ad ammirarsi stupefatti sulle vette e mettere a repentaglio la vita.
  • Bisogna certo trattare il corpo con una certa durezza, affinché non si ribelli o si faccia insolente, ma in modo tale da consentirgli di prestare il suo servizio, poiché è proprio per servire allo spirito che esso ci è stato dato.
  • Cercare sempre il suo volto in questa vita, con l'innocenza delle mani e la purezza del cuore, questo è il vero sentimento religioso, che, come dice Giobbe, è il culto di Dio.
  • Chi, infatti, esaminandosi a fondo, giunge a conoscere veramente se stesso, non giudica il peccato di nessun altro uomo grave come il suo, perché non ne ha conoscenza come del suo.
  • Chi tenta, invero, di fuggire l'irrequietezza dell'animo vagando da un luogo all'altro somiglia a colui, che vuoi fuggire l'ombra del proprio corpo.
  • Ciò che rappresentava, nel paradiso, l'albero della scienza del bene e del male, nella vita religiosa è il potere discrezionale nelle mani del padre spirituale.
  • Costruiamoci non case da abitare, ma tende da abbandonare, come se dovessimo essere presto richiamati da questo luogo per migrare verso la patria.
  • Dei due mali, è più sopportabile non vedere ciò che ami, piuttosto che vederlo e non possederlo, quantunque questa considerazione non riguardi i beni del Signore.
  • Del giorno trascorso, rimanga sempre nella coscienza qualcosa di proficuo, da deporre quotidianamente nel tesoro del proprio cuore.
  • È davvero solo colui che non ha Dio con sé; davvero recluso colui che non è libero in Dio.
  • Evita inoltre, servo di Dio, di condannare anche solo in apparenza tutti coloro che non vuoi imitare.
  • Il corpo va talvolta mortificato, non distrutto.
  • Il male supremo dell'animo è l'oziare inoperoso.
  • Ingegno, arte, intelligenza e altre qualità simili ci vengono dalla natura; non così la virtù: essa esige di essere appresa con umiltà, ricercata con impegno, posseduta con amore.
  • L'amore di Dio ha nella lettura il suo latte, nella meditazione il suo cibo, nella preghiera la sua forza e la sua luce.
  • L'uomo semplice non rifugge dal passare per stolto in questo mondo, per essere sapiente davanti a Dio.
  • La lettura, infatti, è al servizio dell'intenzione.
  • La liberazione della volontà si realizza quando essa diventa carità.
  • La perfezione si raggiunge quando la consuetudine di fare il bene si trasforma in piacere.
  • La preghiera è lo stato d'animo dell'uomo che si uniforma a Dio.
  • Le Scritture reclamano di venir lette, e anche comprese, mediante lo stesso spirito col quale sono state composte.
  • Nessuno ti ama più di te; nessuno ti giudicherà con maggior buona fede.
  • Non preoccupatevi di quello che sono gli altri, ma di come potrebbero diventare grazie al vostro esempio.
  • L'uomo malvagio, pertanto, non è mai sicuro quando abita con se stesso, poiché abita con un malvagio e nessuno potrà dargli più fastidio della sua stessa persona.
  • La volontà genera la pratica; la pratica, l'esercizio; l'esercizio procura le forze per qualunque lavoro.
  • Nessun vizio, però, è connaturale all'uomo, mentre lo è la virtù.
  • Niente, infatti, è di maggior vantaggio, per chi avanza verso Dio, della volontà e della verità.
  • Non sono gli esercizi spirituali che sono fatti per quelli corporali, ma i corporali per gli spirituali.
  • Offro quello che posso: la buona volontà; e la vorrei di ritorno con i suoi frutti.
  • Oziosa è, in effetti, ogni occupazione che non ha nessuna utilità o non tende ad alcun fine utile.
  • Poiché entrambi, buoni e cattivi, si trovano ad operare insieme, gli uomini possono giudicare simili le loro azioni, ma Dio discerne volontà e intenzioni.
  • Quand'anche egli sia di provato ingegno, sia valente nell'arte sua ed eccella per intelligenza, questi sono solo strumenti tanto dei vizi quanto delle virtù.
  • Quando vai a dormire, porta sempre con te, nella memoria o nell'animo, un pensiero nel quale addormentarti placidamente, che talvolta ti procuri anche il beneficio di un sogno;
  • Quanto di Dio può essere conosciuto, è manifesto agli uomini nella loro interiorità
  • Se, infatti, vorrete fermarvi ad ogni occasione per rispondere a chi vi elogia o per litigare con chi vi scredita, perdete tempo.
  • Tacciano, pertanto, coloro che pretendono di giudicare la luce mentre si trovano nelle tenebre.
  • Tutti i generi di vizi traggono ciascuno la propria matrice d'origine da qualche cattiva disposizione della volontà o dalla pratica di una cattiva abitudine.
  • Un luogo santo o una terra santa, infatti, non riuscirebbero a sopportare a lungo il cadavere di sentimenti ormai estinti o l'uomo morto nel cuore.
  • Una lettura occasionale, di argomenti vari e trovata quasi per caso, non edifica l'anima, ma la rende volubile.
  • Volere ciò che Dio vuole, è già somigliare a Dio; non essere capace di volere se non ciò che Dio vuole, è già essere ciò che Dio è.

Citazioni su Guglielmo di Saint-Thierry[modifica]

  • Questo autore, che potremmo definire il "Cantore dell'amore, della carità", ci insegna ad operare nella nostra vita la scelta di fondo, che dà senso e valore a tutte le altre scelte: amare Dio e, per amore suo, amare il nostro prossimo; solo così potremo incontrare la vera gioia, anticipo della beatitudine eterna. (Papa Benedetto XVI)

Bibliografia[modifica]

  • Guglielmo di Saint-Thierry, La contemplazione di Dio, Piemme, 1997.
  • Guglielmo di Saint-Thierry, La lettera d'oro, traduzione di C. Piacentini e R. Scarcia, Sansoni, 1983.

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