Hans Mayer

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Hans Mayer (1907 – 2001), giurista e germanista tedesco.

Citazioni di Hans Mayer[modifica]

  • Dal punto di vista morale e dal punto di vista del carattere, Schmitt è forse l'uomo più malvagio che ho conosciuto nella mia vita, un uomo che ha costantemente tradito tutti e tutto. Il decisionismo resta l'idea base del neo-fascismo, ed è molto pericoloso che intellettuali di sinistra prendano in considerazione Schmitt. [...] Non era nazista di formazione, ma certo era molto più nazista di tutti, compreso probabilmente lo stesso fuhrer.[1]
  • [La fredda Charlotte von Stein era per Goethe] un ideale che dava al poeta un interiore e poetico impegno, un qualcosa da amare, senza che egli fosse costretto ad appartenergli.[2]
  • Un gruppo molto singolare, benché rimasto allo stato embrionale, si riunisce a Berlino intorno al 1812. A costituirlo sono alcuni giovani che seguono con vivo interesse le lezioni del filosofo Fichte, i celebri Discorsi alla nazione tedesca. Tredici tra gli uditori di Fichte, giovani ufficiali, istitutori, studenti, scoprono la concordanza delle loro idee e decidono di passare dalla contemplazione all'azione.[3]

Note[modifica]

  1. Da Una manciata di ricordi; intervista a cura di Mario Barenghi, Goffredo Fofi e Maria Maderna, Linea d'ombra, n. 14, maggio 1986, anno IV.
  2. Da Goethe, 1949, p. 280; citato in Giuliano Baioni, Classicismo e rivoluzione, Guida, 1991, p. 100. ISBN 8870429334
  3. Da I riti delle associazioni politiche nella Germania romantica, in Il collegio di sociologia. 1937-1939 (Le Collège de Sociologie. (1937-1939), Èditions Gallimard, Parigi, 1979), a cura di Denis Hollier, traduzione di Marina Galletti, Bollati Boringhieri, Torino, 1991, p. 354.

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